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Posts tagged ‘storie’

6 parole per una storia che lascia il segno

26 aprile, 2017 | | No Comment

Puoi scrivere una storia con solo 6 parole?

La risposta è sì, puoi farlo.

Prendo spunto dal famoso Hemingway e, come lui stesso disse anni fa, dalla sua più bella storia di sempre:

“Vendesi scarpe da bambino, mai usate.”

Di primo acchito ti può sembrare una frase banale. Non è affatto così.

Non voglio approfondire il lato metafisico della storia, come ad esempio il messaggio sotto inteso che non è mai stato bambino, bensì quello pratico.

Quando hai soltanto 6 parole per scrivere una storia, anche esaustiva, impari come essere diretto.

Una storia diretta, così come anche i messaggi diretti, penetrano meglio nella testa del tuo pubblico.

5 Esempi (improvvisati) di storie da 6 parole ciascuna

Attraversai la strada, venne l’auto

Credo che capisci che fine feci in questa storia, vero?

Picchiato dalla moglie, denunciato da femministe

Doppiamente sfortunato, non credo che il protagonista vorrà avere a che fare con altre donne…

Amore fallito, matrimonio sfumato, viaggio tropicale

Diciamocela tutta, la fine è l’inizio di un nuovo viaggio.

Arginò le emozioni con uno scoglio

Le emozioni falliscono davanti a un cuore di pietra.

Accoltello delicatamente, taglio teste urlanti

Qui mi sono superato, una storia di soli 5 parole ed ho pure usato due parole in forte contrasto tra di loro.

Pensaci in 6 parole

Hai notato che la storia, seppure molto brevissima, è più chiara della spiegazione che ho provato a darti?

Impieghiamo più tempo a creare la guarnizione di un piatto che la portata principale in sé.

Cucino piatto principale oggi, guarnisco domani

L’esercizio ti serve a essere più chiaro e diretto.

Scrivi anche tu altre storie di sole 6 parole, è più facile di quanto pensi.

Scrissi sei parole, raccontai un mondo

Visto?

Potremmo continuare all’infinito.

Guardai il cielo, andai con te.

Questa è un po’ melodrammatica…

…Comunque provaci anche tu.

Dedicato alle tue storie

Antonio alfiere

www.antonioalfiere.com

Libri e film Collegati:

In amore vince chi racconta

19 aprile, 2017 | | No Comment

Ho preso in prestito la massima comune sull’amore per parlare di sentimenti ed emozioni.

Le emozioni sono molto importanti nelle storie. Crei feeling, connessioni con gli altri e fai identificare di più il pubblico con i protagonisti della narrazione.

Più il tuo personaggio dimostra emozioni, più si legherà agli spettatori. In particolare quando è molto simile, nei difetti e azioni, a loro.

Raccontare storie, leggasi anche storytelling, oltre ad esserti utile a lavoro, nel personale e nei rapporti con gli altri, è utile anche nei sentimenti.

Pensaci bene, in amore non facciamo altro che raccontare di noi stessi, giusto?

L’amore non crea ponti

Le tue storie invece sì.

È la tua storia personale, come la racconti e la esponi, le emozioni che inserisci che creano ponti verso il partner.

Non mi sto mettendo a fare il guru dei rapporti di coppia, di cui i sono un disastro totale, non fraintendermi. Anzi, leggi con fare scettico quello che ti sto dicendo ora.

Ti sto svelando, comunque, quello che mi è successo poche volte e il perché: un sentimento molto forte chiamato amore.

È raro trovare una persona che ci fa palpitare il cuore così forte da farcelo esplodere. È raro trovare una persona che occupa del tutto i nostri pensieri.

Non sono uno che si innamora facilmente. Anzi, mi hanno detto che sono di ghiaccio certe volte.

Quelle poche volte che mi è successo, due a malapena tre, ho notato una cosa: più raccontavo di me, del mio passato, sia nel bene che nel male, più ci avvicinavamo.

L’amore tra noi due in questo modo cresceva ancora di più.

Lo so, ho detto una cosa scontata ai più.

Magari per te non è così scontata.

Fai qualcosa in più per trovare l’amore e per farlo crescere sempre di più.

Racconta non la tua storie. Racconta le storie della tua vita.

(ok, dopo queste smielaggini sull’amore domani parliamo di film dell’orrore, promesso)

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

Libri e film correlati:

Il vincitore di 1 milione di euro è… Il bugiardo racconta frottole!

18 aprile, 2017 | | No Comment

Può un bugiardo guadagnare vagonate di soldi?

Può avere anche un ottimo lavoro?

E magari pure una promozione che non ti aspettavi proprio?

Certo che sì.

Ti premetto che non parlo di raggiri, truffe e quanto altro ancora di illegale. Sono il primo ad arrabbiarmi davanti a tutto questo.

Parlo di ben altro io. Parlo della qualità genuina e di gran valore che un bugiardo ha quando inizia a mentire.

Perché loro, i mentitori, hanno una particolarità che li contraddistingue dai sinceri:

Sanno raccontare storie.

Chiamate anche “frottole”.

Scopri il bugiardo che è in te

Da piccolo di bugie ne raccontavo. Sopratutto in famiglia, quando dovevo giustificarmi per una commissione non fatta, per aver rotto un’oggetto e altro ancora.

Oltre a questo dice un mucchio di bugie per ottenere quello che volevo (mangiare nutella, parliamoci chiaro).

All’epoca non ne ero consapevole, stavo adoperando delle tecniche avanzate di storytelling.

“Si, va bene, eri solo un moccioso paragnosta. Dillo che avevi paura di essere punito su.”

Beh… Certo che volevo farla franca. Ecco perché inventavo storie ben articolate e credibili, dovevo salvarmi dal pericolo…

…E mangiare la mia nutella fino a sporcarmi tutto.

Allo stesso modo funziona al lavoro.

Non ti dico che devi raccontare fandonie per raggirare gli altri, non fraintendermi adesso.

Quello che voglio dirti è di usare le stesse tattiche, da bugiardo mangia pane e nutella di nascosto, che da piccoli usavamo per creare storie credibili.

Il metodo è uguale, in tutto e per tutto.

Cambia solo l’obbiettivo.

Da piccolo:

«Non ho rotto io il vaso in porcellana, è entrato il gatto del vicino a cercare il tonno che gli abbiamo dato ieri»

«No no, la nutella non l’ho mangiata io perché ero a fare i compiti che hai visto poco fa, meglio comprarne un’altro barattolo…»

Da grande:

«No tesoro, non stavo guardando tua cugina, ma quella sua collanina. La trovo molto bella ed ho pensato che voglio regalartene una più luminosa.»

«Sì capo, lo so è un aumento del 15% dello stipendio a netto sulla busta paga e il punto non sono i soldi che le chiedo, bensì tornare a quando si era più produttivi in gruppo quando si stava più sereni.»

Quando ero un piccolo bugiardo la mia bugia preferita era: si è rotto da solo…

Antonio Alfiere.

www.antonioalfiere.com

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Il tuo mondo rimarrà così com’è con le storie

17 aprile, 2017 | | No Comment

“Che caspiterina intendi dire con il mondo rimane com’è con le storie? Sei diventato matto di colpo?”

C’è una spiegazione a questo titolo in apparenza strano.

Oggi riflettevo sulla vita di tutti i giorni. Intendo quelle volte in cui va tutto bene, dove sei in armonia con gli altri e ti senti felice.

Quello è il tuo mondo ideale, il tuo mondo dove vuoi vivere sempre e mi auguro che lo stai vivendo già da subito.

La riflessione era indirizzata verso una domanda importante:

Come mantengo il mio mondo bellissimo così com’è?

Ho cercato di trovare una risposta nello storytelling, nel raccontare storie.

E l’ho trovata.

La situazione in cui vivi è importante, e dato questo raccontare storie è ti può permettere di continuare a vivere il tuo mondo attuale.

Vale anche per rievocare i momenti passati.

Quante volte noi ci siamo trovati a parlare con amici, parenti e colleghi dei bei momenti passati insieme? Degli episodi che ci hanno fatto ridere?

Tante e tante volte.

In caso non ti è successo mai, credimi, è una tua percezione. Ogni giorno succede e nel momento in cui incontri qualcuno che conosci, in automatico rievocherete episodi del passato.

A me, spesso e volentieri, succede che gli altri mi raccontano gli eventi passati piacevoli…

…E non va bene.

Per preservare il nostro bel mondo personale non dobbiamo aspettare che gli altri ci raccontino le loro storie.

Dobbiamo farlo noi per primi.

La prossima volta che incontriamo qualcuno al bar, in strada, a casa e in altri luoghi, dobbiamo essere noi i primi a rievocare gli episodi passati che più ci rendono felici.

Io mi auguro che tu lo faccia già. In questo caso tu sei un grande, sei uno storyteller e non lo sapevi!

Salva il tuo mondo da intrusioni moleste.

Inizia tu a raccontare storie.

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

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Perché devi provare emozioni per una storia

12 aprile, 2017 | | No Comment

Un punto importante delle storie è la loro capacità di suscitare emozioni.

Senza emozioni, tensioni, drammi, comicità, ilarità e altro ancora, non ci sono storie. Non ci sono personaggi, non c’è un luogo, non c’è alcun pubblico.

Senza emozioni c’è il vuoto più assoluto.

Per una storia servono, a meno ché non vuoi scrivere un manuale su come montare il mobile dell’ikea. Lì non serve emozionare il lettore, occorre molta praticità e descrizione.

Comunque un manuale che contiene la frase:

“Vedi d’inserire la tavola incastrandola nell’apposito buco, altrimenti ti prendo a schiaffi e mi riprendo il mobile, inetto.”

Suona molto meglio di:

“Inserire la tavola nel vano superiore per incastrarla.”

L’emozioni in una storia collegano

I personaggi delle storie devono emozionarsi in un racconto. Devono provare sentimenti e sensazioni.

Con questi elementi l’eroe di un’avventura viene sentito più vicino al pubblico e ci si identifica.

Tu non ti identifichi con lo spocchioso eroe che sa già cosa fare, lo fa e poi si comporta come se nulla fosse.

No.

Tu, e ogni tipo di pubblico nel mondo, ti identifichi con un eroe con i suoi difetti, le sue paura, le sue angosce.

I personaggi memorabili sono quelli che esprimono emozioni memorabili.

Via col vento

Guarda ad esempio il film “Via col Vento”.

I protagonisti sono monotoni?

Anaffettivi?

Sono dei blocchi di marmo che non parlano?

No.

Sono persone che provano sentimenti, hanno speranze, hanno difetti.

Hanno umanità.

“Domani è un altro giorno” non è una frase detta da un robot. È una frase detta da una donna che ha vissuto un calvario e guarda al domani con sentimento di speranza.

Questa frase è talmente ricca di emozioni da essere entrata nel linguaggio comune di ogni giorno.

Fai provare emozioni ai tuoi personaggi, anche nelle storie che racconti mentre sei al bar o in comitiva di amici.

Ciò che provano i protagonisti di un racconto, lo prova anche il pubblico.

Dedicato alle tue storie.

Antonio Alfiere

www.Antonioalfiere.com

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