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Posts tagged ‘storia’

Il futuro è un problema senza lo storytelling.

23 giugno, 2017 | | No Comment
Il futuro è un problema senza lo storytelling.

Il futuro è un problema senza lo storytelling.

Il problema non è cosa succederà in futuro, bensì se sei preparato ad affrontarlo. Inserisci una moneta e schiaccia il pulsante START per iniziare.

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“Il futuro è oggi qualcosa che appare problematico, carico di minacce, e il racconto è un modo semplice per rispondere all’incertezza del futuro” Cit. Christian Solmon

Ricordi i film dove il protagonista rassicura il personaggio impaurito?

Ti ricordi la scena dove il condottiero infonde coraggio ai suoi uomini?

Riesci a ricordare cosa faceva tua madre, o tuo padre, per tranquillizzarti quando andavi a dormire?

Tre domande, una caratteristica in comune: raccontano storie.

Prima di proseguire tieni a mente che oggi ero in vena di fare liste. Inoltre non è tutto vero quello che ho scritto. Scopri dove ho detto una bugia…

Livello 1 – Il Problema

Da piccolo spesso non riuscivo a dormire perché avevo paura del buio. Lo so, parlarne adesso dopo più di vent’anni sembra stupido. All’epoca era un problema serio.

Allo stesso modo è un problema serio quando non sai che direzione prendere. Credi che ogni scelta che fai sia sbagliata. Ancora più grave è quando la realtà di prende a pugni in faccia e non sai come reagire.

Ti senti smarrito, confuso, frustato e in altri modi che proprio non vorresti. Ci passiamo tutti in questa fase prima o poi. Credimi, non c’è via di scampo a questo.

Livello 2 – L’aiuto

Dato che non riuscivo a prendere sonno per la paura, mia madre stava con me. Prova a indovinare che cosa faceva? Raccontava storie.

Riflettici bene, nei momenti difficili cos’è che ti dava forza, ti rincuorava o ti spingeva ad andare avanti comunque?

Le storie.

Pensaci bene. Sono sicuro che hai sperimentato almeno una di queste situazioni:

  • Una persona a te vicina ti ha raccontato la storia di uno che conosceva col tuo stesso problema.
  • Un estraneo appena conosciuto ti ha raccontato qualcosa di sé o di un suo amico.
  • Hai visto un film dove il protagonista viveva, anche in modo diverso, la tua stessa situazione.
  • Hai letto un libro o fumetto dove, incredibile a dirsi, il protagonista sei tu con un altro nome.
  • Per caso sei venuto a conoscenza della biografia di un personaggio famoso che ha affrontato il tuo problema e ce l’ha fatta.

Le storie possono essere raccontate in mille modi diversi. Conservano, comunque, la loro incredibile magia.

Livello 3 – La risoluzione

E dopo che scoperto la storia che ti ha fatto vedere tutto sotto una luce diversa, cos’è successo?

Adesso provo a indovinare…

  • …Hai acquisito nuove energie
  • …Hai visto un barlume di speranza
  • …Tutto è diventato un po’ più facile

Correggimi in caso mi sbaglio, non siamo tutti uguali. Ad esempio io non ero pieno di energie quando sentivo la storia da mia madre: dormivo.

Ricompensa: Nuovo potere.

Ebbene sì, adesso hai un nuovo super potere. Usalo con saggezza, mi raccomando.

Il tuo nuovo potere è: la storia risolutrice.

Ti sembrerà incredibile, è facile da usare. Richiede solo 3 passaggi:.

  1. Identifica il problema e il target
  2. Inizia a raccontare la storia di uno simile al target con il suo stesso problema
  3. Concludi dicendo come ha risolto il problema e cosa ci ha guadagnato

Questo schema è talmente tanto semplice quanto efficace.

Provare per credere.

Dedicato alle tue storie

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

Per saperne di più su Christian Salmon

Storytelling: lo strumento che ti manca per influenzare gli altri

16 giugno, 2017 | | No Comment

Lo storytelling è il più potente strumento di manipolazione che sia mai esistito sulla faccia della terra. Inserisci una moneta e schiaccia il pulsante START per iniziare a leggere.

Storytelling: lo strumento che ti manca per influenzare gli altri

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Ecco una serie di esempi incredibili di che cosa può fare lo storytelling:

  • Ha reso politici brutti e sciatti dei leader; Tramuta una persona estranea e sconosciuta in uno di casa;
  • Persone orribili, basse e tozze, riescono a sedurre donne bellissime;
  • Ragazze più brutte dell’oscurità riescono a sedurre uomini potenti…

…E potrei continuare ancora con gli esempi. Mi fermo qui perché il ricordo di un mio amico, mister bruttezza 2010, che riusciva a stare con una bionda stratosferica mi raggela il sangue e mi rallegra contemporaneamente.

Per non parlare di una mia conoscente, una balena gialla spiaggiata, ch’era riuscita a circuire un bellissimo giocatore di pallavolo.

Tornando a noi, sì, lo storytelling permette anche questo e molto di più. Che sia raccontare una banale barzelletta, l’episodio più divertente della tua vita oppure di quella volta da bambino che hai suonato a tutti i citofoni di un palazzo, la tua storia sarà utile per influenzare chi vuoi nella direzione che desideri.

E tutti faranno quello che vuoi, senza che se ne rendano conto, garantito.

Riassumendo, in questo articolo scoprirai:

  • L’importanza del contesto in cui ti trovi
  • Target diverso, storia diversa
  • Quale storia raccontare al momento giusto
  • Perché evitare i comandi diretti
  • Vita extra: le similitudini come potente strumento di persuasione

Level 1 – Racconta la tua storia nel giusto contesto per non fare la figura del fesso

Iniziamo dal punto fondamentale per poter partire: quale messaggio, comando o lezione vuoi inviare?

Le storie che andrai a raccontare non saranno sempre uguali. Ognuna serve per un dato scopo. A un cliente non racconterai di quella volta che ti sei sbucciato le ginocchia e ti sei spaventato durante una bravata. A un tuo figlio non racconterai di quell’avventura di una notte che hai avuto durante un convegno di lavoro.

Diversi contesti, diverse storie.

Ad esempio al tuo cliente racconterai la storia di quel prodotto che gli stai per vendere, incluse l’esperienze positive di altri che lo hanno acquistato.

A tuo figlio, invece, racconterai di come sei riuscito a vincere la partita di calcio all’ultimo minuto quando avevi 8 anni e ti pesava che gli altri in squadra ti prendevano in giro. Proprio come succede a lui…

Hai notato che nel primo esempio hai come obbiettivo la vendita del prodotto e nel secondo spingere tuo figlio ad avere più fiducia in se stesso?

Scegli la corretta storia da raccontare in base al contesto, a chi hai davanti e il tuo obbiettivo: eviterai così di essere incoerente.

Level 2 – Lo strumento n.1 per influenzare gli altri: lo storytelling

Avendo ben in chiaro il contesto in cui ti trovi, il tuo bersaglio e l’obbiettivo da raggiungere, la tua storia avrà un potente effetto su chi l’ascolta: farà esattamente quello che vorrai tu.

Tutti quanti possono dire “fai questo e otterrai questo”, “è importante che eviti di fare quell’altro”, “compra questo prodotto perché è il migliore che ci sia”, “guarda quanto sono snello, sono proprio un fotomodello” ecc.

Te lo dico in modo chiaro, così capirai meglio: Dare comandi diretti alla lunga è deleterio.

In più farai la figura del dittatore e del despota, cosa che vuoi assolutamente evitare.

I politici di vecchio stampo fanno così. I nuovi invece raccontano storie, sia nei loro discorsi che nelle vicende pubbliche. L’agenda dei presidenti è fitta di eventi e interventi dove racconteranno storie.

Inoltre molti si fanno riprendere in determinati contesti, come ha fatto Bush Junior più di dieci anni fa con la bambina che aveva perso la madre nell’attentato dell’11 settembre.

Era sincero quando ha detto quelle parole di conforto alla piccola? E quando l’ha abbracciata?

Oppure voleva spingere il pubblico verso una determinata direzione utilizzando la potenza dello storytelling?

Allo stesso modo anche tu puoi farlo, spingere chi ascolta le tue storie verso la direzione che ti sei prefissato, verso il tuo obbiettivo.

Con il potere delle similitudini, perché tutti si rispecchiano nelle storie che ascoltano, riesci a far fare agli altri quello che vuoi tu.

Ricordati questi 3 punti:

  1. Il contesto dove racconterai la tua storia
  2. Il target a cui racconterai la tua storia
  3. L’obbiettivo che vuoi raggiungere mediante la tua storia

Vita Extra: La magia delle similitudini

Sto per darti un piccolo consiglio all’apparenza insignificante, ma alla lunga si rivela potente e devastante.

In ogni storia che racconterai utilizza sempre almeno una piccola caratteristica del tuo target all’interno della narrazione.

Ad esempio il tuo bersaglio ha i capelli rossi? Il tuo protagonista nella storia ha i capelli rossi.

Il tuo bersaglio ha avuto problemi con l’auto? Tu ne hai avuti pure e glielo racconti.

È una donna che vuole cambiare vita? Gli racconti della tua amica che ha cambiato nazione dove vivere.

E così via.

Fidati, sembra una cosa piccola e da poco, in realtà è una caratteristica importante dello storytelling.

Level 3 – Cosa ci guadagni in tutto questo?

Non smetterò mai ripetere che le storie ci avvicinano. Sono lo strumento più antico mai usato dall’umanità per comunicare, dopo i gesti con i segni naturalmente.

Influenzare gli altri, spingerli nella direzione in cui desideri è un elemento inprescindibile in tutte le attività che intraprendi.

Che sia vendere, farsi nuovi amici o sedurre le persone, lo storytelling ti aiuterà nel tuo obbiettivo.

Nessuno si accorgerà di cosa stai facendo.

Final Boss: 5 punti chiavi dell’articolo

Abbiamo parlato in questo articolo di come il contesto sia importante per le storie che vuoi raccontare. Dove ti trovi, o ti troverai, è un’importante spunto per la tua narrazione.

Il bersaglio a cui racconterai la tua storia è altrettanto importante. Potrai usare le sue caratteristiche per modellare al meglio il tuo racconto.

Il momento in cui esporrai il tuo messaggio velato dalla narrazione è un’aggiunta determinante per raggiungere il tuo obbiettivo: influenzare chi ti ascolta.

Evita di dare comandi diretti. Meglio una storia dove esponi cosa fare e come farlo. Vale anche per far evitare al tuo target di prendere scelte che non vuoi.

Hai ricevuto una vita extra scoprendo il potere delle similitudini. Non esitare a usarle per rinforzare la tua storia e spingere in modo dolce il tuo pubblico nella direzione che vuoi tu.

Dedicato alle tue storie.

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

Alla prossima partita.

Video di Bush Jr citato sopra: https://www.youtube.com/watch?v=CQ0Vvb4Bilk una storia tanto toccante quanto ben recitata, non credi? 🙂

Lo Storytelling come comunicazione d’esperienza

9 giugno, 2017 | | No Comment

Lo Storytelling come comunicazione d'esperienzaNello storytelling uno dei punti cardini è proprio quello di comunicare un’esperienza vissuta, reale o di fantasia.

Pensaci bene, non è questo l’obbiettivo di chi scrive romanzi, dirige film, disegna fumetti e della tua bisbetica vicina di casa che vuole raccontarti dell’ultima visita dal ginecologo?

Esatto, trasmetterti quella data vicenda a te.

Certo, è meglio evitare d’ascoltare la vicina di casa e le sue vicende…

In questo articolo troverai:

  • Perché raccontare il periodo della tua vita più difficile
  • Perché lo storytelling è utile a trasmettere la tua esperienza
  • Perché farlo ti avvicina alle persone
  • Perché chi ti ascolta rivive quello che hai vissuto
  • Perché non raccontare storie horror al pub

La tua esperienza è una storia da comunicare

Hai presente quel momento difficile della tua vita quando avevi tutto contro?

Quel momento dove, nonostante le difficoltà, sei riuscito a farcela?

Ricordi in quanti ti andavano contro dicendoti che non ce l’avresti mai fatta e hai dimostrato il contrario?

Perfetto, hai una nuova storia da raccontare.

Non è strettamente necessario che tu abbia dovuto affrontare la morte o chissà che cosa. Vanno bene anche le piccole vicissitudini quotidiane di ogni giorno, purché siano vere e autentiche.

Quando racconti di te, delle tue difficoltà superate, come della tua impresa che ce l’ha fatta, di una storia inventata e travagliata col lieto fine, o del difficile lancio di un prodotto di successo, crei un legame saldo con chi ti ascolta.

L’esperienza raccontata ti avvicina a chi ti ascolta

Il legame che si viene a creare è un ponte tra te, i protagonisti della tua storia che ce l’hanno fatta e il tuo pubblico.

La magia delle storie permette a un perfetto sconosciuto di diventare il vicino di casa affidabile, la ragazza della porta accanto una bisbetica indomabile e un presuntuoso l’uomo più umile della terra.

Non è manipolazione o stregoneria.

Più tosto è l’effetto che hanno le storie sulle persone. Uno di questi effetti è quello di far sentire più vicino il narratore, e i protagonisti delle storie, a chi ascolta.

Ecco perché è fondamentale raccontare le proprie esperienze passate.

Ricordati che il passo da “perfetto sconosciuto” a “di famiglia” è uno: la tua storia.

Il tuo pubblico vive la tua stessa esperienza con lo storytelling

Tieni bene a mente che, oltre a creare un ponte tra te e il tuo pubblico, chiunque esso sia, stai facendo vivere la tua storia a chi ti ascolta.

Anche qui te lo dico, non è né magia né stregoneria.

Anche tu stesso lo hai provato più e più volte davanti al tuo film preferito.

Secondo te perché lo vedi e rivedi? Perché ti piace rivivere quella storia in prima persona, nonostante è pura finzione.

Allo stesso modo tu, narrando la tua vicenda, la fai rivivere, come se stesse succedendo in quello stesso istante.

Adesso sai perché alcune persone rabbrividiscono davanti a una storia horror raccontata in un tavolo al pub mentre si beve birra: chi ascolta rivive in prima persona quel momento narrato.

Quindi niente più storie horror al pub, anche se sono vicende vere, ok?

Per Concludere

Leggendo quest’articolo hai imparato:

  • Quanto sono importanti le tue vicende problematiche
  • Quanto è importante raccontare le difficoltà che hai vissuto tu, il tuo prodotto, la tua impresa ecc.
  • Che lo storytelling è uno strumento utile per trasmettere le tue esperienze
  • Le storie hanno la magia di avvicinare chi vuoi tu a cosa vuoi tu
  • Chi ascolta le tue storie le rivive in prima persona
  • Che al pub si va per bere birra e non raccontare storie horror

Scherzi a parte, mi auguro che quest’articolo ti sia stato utile.

Dedicato alle tue storie.

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

Il lettore si specchia nella tua storia

5 maggio, 2017 | | No Comment
Il lettore si specchia nella tua storia

Il lettore si specchia nella tua storia

Da bravo lettore che sono, ti do una dritta per scegliere i tuoi migliori romanzi e per scrivere storie coinvolgenti.

Nulla di artefatto, misterioso o chissà quale tesoro nascosto. Parlo di una caratteristica del “Viaggio dell’Eroe”.

Se hai letto il report gratuito che ti do in regalo sai già di cosa sto parlando. In alternativa lo puoi scaricare adesso.

Questa caratteristica permette di “acchiappare” lettori. Tu stesso l’avrai sperimentata più volte nella vita.

Parliamo dell’identificazione con i personaggi di una storia, il motore di tutta letteratura del mondo si può dire.

Senza identificazione manca il coinvolgimento. Senza coinvolgimento non c’è interesse, quindi la storia è spazzatura.

Il lettore vuole essere quel personaggio

Non esiste racconto in cui qualcuno non ci si specchi.

I motivi sono 3:

  1. Le storie, di qualunque tipo, evocano in noi vicende che abbiamo già vissuto;
  2. oppure ci fanno entrare così tanto nelle vicende narrate che alla fine siamo noi, nell’immaginazione, a viverle;
  3. Infine un personaggio è così ben caratterizzato, come passato, azioni e parole, da apparire come proiezione di noi stessi.

Ti preciso una cosa importante: l’identificazione è un atto naturale, non c’è bisogno di forzarla, succede.

Certo che una storia ben costruita, con personaggi ben delineati e un’ambientazione evocativa fa per forza la differenza.

Immagina che…

…il tuo pubblico si identifichi con i tuoi personaggi.

Ecco.

Come storyteller, scrittore, sceneggiatore, ecc. Avrai centrato il punto.

L’obbiettivo non è creare storie che rimarranno nella storia.

No.

L’obbiettivo è creare storie che coinvolgono, dove il pubblico si può identificare.

E tu, e anche io, come lettore, come spettatore, vogliamo essere coinvolti quando leggiamo un libro o vediamo un film.

Quando siamo coinvolti cosa otteniamo?

Viviamo noi stessi quella storia.

Viviamo noi stessi quell’avventura, troviamo quel tesoro, viviamo quell’assurda storia d’amore e altro ancora.

Ti auguro di aver capito questo mio delirio quotidiano.

Dedicato alle tue storie.

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

Consigliati da me, acquistali subito:

6 parole per una storia che lascia il segno

26 aprile, 2017 | | No Comment

Puoi scrivere una storia con solo 6 parole?

La risposta è sì, puoi farlo.

Prendo spunto dal famoso Hemingway e, come lui stesso disse anni fa, dalla sua più bella storia di sempre:

“Vendesi scarpe da bambino, mai usate.”

Di primo acchito ti può sembrare una frase banale. Non è affatto così.

Non voglio approfondire il lato metafisico della storia, come ad esempio il messaggio sotto inteso che non è mai stato bambino, bensì quello pratico.

Quando hai soltanto 6 parole per scrivere una storia, anche esaustiva, impari come essere diretto.

Una storia diretta, così come anche i messaggi diretti, penetrano meglio nella testa del tuo pubblico.

5 Esempi (improvvisati) di storie da 6 parole ciascuna

Attraversai la strada, venne l’auto

Credo che capisci che fine feci in questa storia, vero?

Picchiato dalla moglie, denunciato da femministe

Doppiamente sfortunato, non credo che il protagonista vorrà avere a che fare con altre donne…

Amore fallito, matrimonio sfumato, viaggio tropicale

Diciamocela tutta, la fine è l’inizio di un nuovo viaggio.

Arginò le emozioni con uno scoglio

Le emozioni falliscono davanti a un cuore di pietra.

Accoltello delicatamente, taglio teste urlanti

Qui mi sono superato, una storia di soli 5 parole ed ho pure usato due parole in forte contrasto tra di loro.

Pensaci in 6 parole

Hai notato che la storia, seppure molto brevissima, è più chiara della spiegazione che ho provato a darti?

Impieghiamo più tempo a creare la guarnizione di un piatto che la portata principale in sé.

Cucino piatto principale oggi, guarnisco domani

L’esercizio ti serve a essere più chiaro e diretto.

Scrivi anche tu altre storie di sole 6 parole, è più facile di quanto pensi.

Scrissi sei parole, raccontai un mondo

Visto?

Potremmo continuare all’infinito.

Guardai il cielo, andai con te.

Questa è un po’ melodrammatica…

…Comunque provaci anche tu.

Dedicato alle tue storie

Antonio alfiere

www.antonioalfiere.com

Libri e film Collegati:

Più una storia è semplice, meglio funziona

24 aprile, 2017 | | No Comment

Per storia semplice, e che funziona, intendo i lavori che seguono l’acronimo inglese KISS.

Keep

It

Simple

Stupid

Tradotto per chi, come me, non mastica molto d’inglese suona come…

“Rimani sul semplice, stupido”

Al di là della filosofia che sta dietro a questo motto, molto usato fuori dall’Italia, il principio di base è tanto valido quanto utile.

Lo puoi usare in vari settori della tua vita.

Tranne nelle relazioni umani. Per mia diretta esperienza sono complicate, con troppe variabili, mutevoli e lunatiche come i nostri stimatissimi politici italiani.

Hanno cambiato più partiti politici loro che un giocatore di calcio strapagato.

Una storia semplice è…

  • …Facile da ricordare – Non sei obbligato a ricordarti una lunga lista di personaggi con rispettivi nomi, lavoro e relazioni familiari. Hai pochi punti importanti da trasmettere e questo ti permette di ricordartela quando e dove vuoi.
  • …Facile da raccontare – I pochi elementi narrativi rendono tutto più fluido e scorrevole, come un fiume senza intoppi. Con pochi punti da seguire regali una sensazione di spontaneità e genuinità.
  • …Facile da imprimere – I pochi elementi narrativi, inoltre, ti permettono d’imprimere meglio il messaggio dentro l’immaginario del tuo pubblico. “Vendesi scarpe da bambino, mai usate”, sei parole di Hemingway che lasciano il segno.
  • …Facile da ripetere – Quando hai da memorizzare poche semplici frasi, è logico che puoi raccontarla più volte senza sbagliare, giusto? “Comprai casa. Non ero felice: scarafaggi”, questa è mia.
  • …Facile da modificare – Mai pensare che una storia è statica e immutabile. Basta poco per modificarla a tuo piacimento in base alle tue esigenze. “Vendesi scooter da corsa, gomme forate”, Hemingway mi perdonerà per aver preso spunto dalle sue scarpe.
  • …Facile da memorizzare – Il tuo pubblico segue un filo logico ben preciso dove ci sono pochi elementi da ricordare. Niente sequela di personaggi e situazioni alla Beatiful.
  • …Facile da assimilare – Una storia semplice invia, in apparenza, un messaggio altrettanto semplice al pubblico. Dietro a questa “semplicità” può celarsi qualcosa di più complesso.

Una conclusione semplice

“E se ti dicessi che scrivere questo articolo/email è stato faticoso quanto un romanzo, ci crederesti?”

(citazione dal film di matrix modificata da me)

La semplicità costa quando sei abituato a lunghe spiegazioni.

In psicologia una persona che da molte spiegazioni è definita insicura.

In psicologia una persona che manda un messaggio chiaro in poche parole è definita sicura di sé.

L’equazione è facile: meno spiegazioni, più messaggi chiari e diretti creano racconti incisivi.

Questo è valido tanto quanto i racconti da bar, quanto i grandi romanzi.

Keep it simple, stupid

Dedicato alle tue storie.

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

Libri e film correlati:

Tonight on your life: “Il viaggio dell’horror”

20 aprile, 2017 | | No Comment

Tutti noi siamo attratti dall’horror. E chi dice il contrario ha avuto una brutta esperienza a riguardo.

Oggi partiamo per un piccolo viaggetto, di tipo mentale.

Così come per il genere avventura, anche l’Horror ha il suo Viaggio dell’Eroe…

…E spesso e senza ritorno.

In questo genere, comunque, non c’è un vero proprio viaggio. Bensì c’è una rottura di schemi.

L’Ombra non per forza corrisponde alle paure dell’Eroe, se non in quella di morire.

(N.B. In caso non sai cos’è e chi è L’Ombra in una storia, ti invito a scaricare il report gratuito dal mio sito internet).

Guarda per esempio Venerdì 13. Dal secondo in poi è, quasi, sempre lo stesso personaggio, Jason, un uomo grosso e brutto armato di machete.

Come può corrispondere alle paure dell’Eroe?

Corrisponde alla comune morte di morire.

L’horror non è bello se non è sanguinarello

Premesso che adesso ti sto mostrando il mio pensiero personale, ti dico che nell’Horror non c’è bisogno per forza di seguire a menadito il Viaggio dell’Eroe. Sarebbe solo un valore aggiunto in termini di qualità, non del tutto fondamentale.

In questo genere la Chiamata dell’Eroe avviene in maniera brutale e senza via di scampo.

Nell’horror l’Eroe non ha scelta. Volente o meno c’è dentro, fino al collo…

Il Mentore è l’istinto di sopravvivenza, o qualcuno bravo che sa come cavarsela. (Io preferisco quando non c’è nessuno che gli dà consigli comunque)

L’obbiettivo di quando scrivi una storia horror non è intrattenere il pubblico, mandargli un qualche messaggio o altro ancora.

L’obbiettivo e accanirsi sui protagonisti.

Tu, in quanto autore, decidi chi vive e chi muore…

…E sopra ogni cosa decidi il come deve morire.

Sa un po’ di sadico, è il bello dell’essere un autore Horror.

Sì un sadico pure tu, anche per una volta soltanto…

…Scrivi una storia horror.

mwhuahuahuahuahuau!

(Ogni tanto ci sta a divertirsi così 😀 )

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

Libri e film correlati:

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