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Posts tagged ‘sopravvivere’

(Sopra)Vivere nel call center #3

19 novembre, 2011 | | No Comment

Il Controllo Genuinità della Truffaldini Associati

Narra la legenda che dei carcerati furono rilasciati per la loro troppa violenza e pazzia dalle prigioni. Erano così pericolosi, tenerli rinchiusi era un rischio per tutti, incutevano terrore con il loro solo sguardo e riuscivano a spingere le guardie alla follia.

Un uomo astuto e maligno trovò la soluzione a questo problema. Bisognava farli lavorare, tenerli occupati in mansioni dove potevano esprimere a pieno la loro natura malvagia. In questo modo non solo la loro natura non avrebbe mai più danneggiato la società civile, ma avrebbero apportato dei guadagni assai proficui a quest’uomo diabolico.

La persona in questione era il megapresidenteterrestre del call center in cui lavoro.
I prigionieri che liberò sono ora gli operatori del CG, Controllo Genuinità.

«Signora Innocui, sono Iavol del Controllo Genuinità Truffaldini Associati, buongiorno…»
«Sì mi dica.»
«Lei ha aderito alla promozione Truffa Non Tutto Incluso, usando come documento carta d’identità, pagamento col sangue in scomode rate di due litri al mese a pagamento trimestrale, giusto signora Innocui?»
«Sì, ma va bene che uso il sangue di mio marito per il pagamento? Anche se la linea è intestata a me dico.»
«Indifferente signora, può darci il sangue di chiunque, purché sia umano» mentre diceva questo si leccava le labbra.
«Perfetto, meno male perché sto già dando il sangue per le bollette della luce.» rincuorata fece un sospiro di sollievo.
«Il suo codice di Importazione Forzata è: 12basta34vivere00?»
«Aspetti che controllo, ho il foglio di là vicino al pc.»
Nell’attesa il controllore faceva strani disegnini di morte sul tavolo da lavoro con un coltellaccio arrugginito «chissà quanto dolore darò al prossimo operatore…» canticchiava tra se e se la creatura malvagia.
«Eccomi, il codice è sbagliato, alla fine ci sta 01 e non 00.»
«Capito signora» strofinandosi le mani e leccandosi i baffi «provvedo a correggere subito. Tra quattro giorni uno schiavo delle consegne le porterà l’offerta pacco, si ricordi di firmare con il nome completo, le auguro una buona giornata.»
«A lei, arrivederci.»

Il controllore sfogliò la pratica sul pc, come un lupo alla ricerca della sua preda «vediamo chi riceverà cinquanta frustate oggi per un errore stupido stupido… Vediamo… Toh! Ignota! Il mio preferito! Mwhuahuahuahahua.»

(Sopra)Vivere nel call center #2

17 novembre, 2011 | | 2 Comments


Per (dis)grazia ricevuta

«Non ci stanno buoni contatti oggi Ignota» disse Castaldi, mio vicino di cubicolo.
«Già, tutti che ti mandano a quel paese.»
«Ieri hanno evirato Berlini.»
«No! Davvero? Perché?» Ero molto stupito di questo, Berlini era un bravo venditore, non aveva mai ricevuto delle frustate, sempre lì a vendere ad ogni costo.
«Nell’ultimo mese era in zona rossa, gli mancava un contratto per salire ed evitare la punizione…» Al mio collega iniziarono a venire le lacrime agli occhi «ma purtroppo gli hanno abbattuto due contratti!»
«Oh no… Povero Berlini.»
Un attimo di pausa prima di dirmi una cosa che mi sconvolse molto «anche io sono in zona rossa Ignota.»
A sentire quelle parole iniziai a preoccuparmi «no dai, non mollare! Oggi devi fare almeno una vendita da tre!»
«Ci vorrebbe un miracolo» disse con tono rassegnato.
Con tristezza riprendemmo tutte e due a lavorare. Quel giorno però successe dell’incredibile.
«Hei guarda!» Dissi con tono entusiasta indicando sul display il nome della prossima persona da chiamare «leggi questo nome!»

Nome: Immacolata
Cognome: Madonna

In meno di cinque minuti metà call center era davanti al mio monitor in ginocchio, pronti a chiedere una grazia. Anche il capomastinodonna era lì davanti con il rosario in mano a chiedere la fine del suo calvario dentro quel posto dimenticato da dio.
«Dai Ignota chiama!»
«Finalmente potrò avere un miracolo, un lavoro vero!»
«Io prego di poter raggiungere il bonus, altrimenti non potrò pagare l’affito»
«Io vorrei l’i-phone nuovo, quello vecchio me lo sono stancato»
«Chissà se può darmi una raccomandazione per entrare nel grande fratello»
Avevo paura di premere il tasto di chiamata. Non ci credevo in quel momento, non poteva essere vero. Dopo aver inserito il vivavoce poggiai la mano tremante sul mouse e feci click.

Silenzio.

«Ditta telefonica Menzogne & Co. il numero da lei chiamato non esiste, si prega di abbandonare ogni speranza di trovarlo attivo.»

Il giorno dopo Castaldi fu evirato.

(Sopra)Vivere nel call center #1

15 novembre, 2011 | | No Comment

Lasciate ogni speranza voi che entrate

Hai finito gli studi oppure non puoi permetterti i soldi per continuare?
Hai perso il lavoro e non sai dove sbattere la testa?
Sei alla tua prima esperienza lavorativa ma cercano personale con vent’anni di esperienza anche come lavapiatti?
Non sei straniero quindi non possono sfruttarti a dovere?
Sei pazzo, schizzato, hai le allucinazioni?
Se hai risposto sì ad una sola di queste domande allora puoi intraprendere una luminosa e fortunata carriera nel ramo dei Call center!

Questi si dividono in due grandi categorie, inbound ed outbound:
– Inbound –> gente esaurita dalla troppa crisi ti chiamerà per un servizio che non conosci; uscirai pazzo per soddisfare le loro richieste spesso assurde e senza senso, non perché son pazzi ma per il semplice motivo che sei stato preso, formato alla bene meglio e mandato in trincea a combattere vestito da agnello sacrificale;
– Outbound –> sei il nemico numero uno di ogni possessore di telefono esistente; subirai l’ira incontrastata e violenta di chi è stanco di essere chiamato all’ora di cena, proprio quando sta andando a dormire; avrai un capo che ti guarderà male se non fai diecimila vendite al giorno e dei colleghi usciti fuori di testa.

Come è logico che sia io lavoro in un campo-di-concentramento/call-center-outbound. Ho un numero di serie che mi identifica rispetto agli altri, un cubicolo in cui sono inserito con un computer più vecchio di me prossimo alla pensione, delle cuffie nuove ammuffite ed un capo donna/mastino urlante armato di frusta «Lavorate schiavi se no vi frusto!» di cui bisogna avere paura.

«Ignota! Non hai fatto nessuna vendita oggi!»
Io la guarda provando a non aver paura «No padrona, mi chiudono sempre il telefono in faccia mandandomi a quel paese, come facc…»
«Silenzio!» segue un colpo di frusta «Mi spieghi che ci vieni a fare a lavoro se non lavori?»
Inizio a farmi piccolo piccolo «beh sa ci sta la disoccupazione e quelle poche briciole che racimolo qui mi servono.»
«Tutte scuse! Vai nell’angolino insieme agli altri, faccia al muro sino a quando non te lo dico io!»
«Sì certo padrona, tutto quello che vuole lei.»
Poi segue la solita occhiataccia in stile mastino-pronto-a-sbranarti verso tutti per incrementare le vendite.

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