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Il lettore si specchia nella tua storia

5 maggio, 2017 | | No Comment
Il lettore si specchia nella tua storia

Il lettore si specchia nella tua storia

Da bravo lettore che sono, ti do una dritta per scegliere i tuoi migliori romanzi e per scrivere storie coinvolgenti.

Nulla di artefatto, misterioso o chissà quale tesoro nascosto. Parlo di una caratteristica del “Viaggio dell’Eroe”.

Se hai letto il report gratuito che ti do in regalo sai già di cosa sto parlando. In alternativa lo puoi scaricare adesso.

Questa caratteristica permette di “acchiappare” lettori. Tu stesso l’avrai sperimentata più volte nella vita.

Parliamo dell’identificazione con i personaggi di una storia, il motore di tutta letteratura del mondo si può dire.

Senza identificazione manca il coinvolgimento. Senza coinvolgimento non c’è interesse, quindi la storia è spazzatura.

Il lettore vuole essere quel personaggio

Non esiste racconto in cui qualcuno non ci si specchi.

I motivi sono 3:

  1. Le storie, di qualunque tipo, evocano in noi vicende che abbiamo già vissuto;
  2. oppure ci fanno entrare così tanto nelle vicende narrate che alla fine siamo noi, nell’immaginazione, a viverle;
  3. Infine un personaggio è così ben caratterizzato, come passato, azioni e parole, da apparire come proiezione di noi stessi.

Ti preciso una cosa importante: l’identificazione è un atto naturale, non c’è bisogno di forzarla, succede.

Certo che una storia ben costruita, con personaggi ben delineati e un’ambientazione evocativa fa per forza la differenza.

Immagina che…

…il tuo pubblico si identifichi con i tuoi personaggi.

Ecco.

Come storyteller, scrittore, sceneggiatore, ecc. Avrai centrato il punto.

L’obbiettivo non è creare storie che rimarranno nella storia.

No.

L’obbiettivo è creare storie che coinvolgono, dove il pubblico si può identificare.

E tu, e anche io, come lettore, come spettatore, vogliamo essere coinvolti quando leggiamo un libro o vediamo un film.

Quando siamo coinvolti cosa otteniamo?

Viviamo noi stessi quella storia.

Viviamo noi stessi quell’avventura, troviamo quel tesoro, viviamo quell’assurda storia d’amore e altro ancora.

Ti auguro di aver capito questo mio delirio quotidiano.

Dedicato alle tue storie.

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

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Perché devi provare emozioni per una storia

12 aprile, 2017 | | No Comment

Un punto importante delle storie è la loro capacità di suscitare emozioni.

Senza emozioni, tensioni, drammi, comicità, ilarità e altro ancora, non ci sono storie. Non ci sono personaggi, non c’è un luogo, non c’è alcun pubblico.

Senza emozioni c’è il vuoto più assoluto.

Per una storia servono, a meno ché non vuoi scrivere un manuale su come montare il mobile dell’ikea. Lì non serve emozionare il lettore, occorre molta praticità e descrizione.

Comunque un manuale che contiene la frase:

“Vedi d’inserire la tavola incastrandola nell’apposito buco, altrimenti ti prendo a schiaffi e mi riprendo il mobile, inetto.”

Suona molto meglio di:

“Inserire la tavola nel vano superiore per incastrarla.”

L’emozioni in una storia collegano

I personaggi delle storie devono emozionarsi in un racconto. Devono provare sentimenti e sensazioni.

Con questi elementi l’eroe di un’avventura viene sentito più vicino al pubblico e ci si identifica.

Tu non ti identifichi con lo spocchioso eroe che sa già cosa fare, lo fa e poi si comporta come se nulla fosse.

No.

Tu, e ogni tipo di pubblico nel mondo, ti identifichi con un eroe con i suoi difetti, le sue paura, le sue angosce.

I personaggi memorabili sono quelli che esprimono emozioni memorabili.

Via col vento

Guarda ad esempio il film “Via col Vento”.

I protagonisti sono monotoni?

Anaffettivi?

Sono dei blocchi di marmo che non parlano?

No.

Sono persone che provano sentimenti, hanno speranze, hanno difetti.

Hanno umanità.

“Domani è un altro giorno” non è una frase detta da un robot. È una frase detta da una donna che ha vissuto un calvario e guarda al domani con sentimento di speranza.

Questa frase è talmente ricca di emozioni da essere entrata nel linguaggio comune di ogni giorno.

Fai provare emozioni ai tuoi personaggi, anche nelle storie che racconti mentre sei al bar o in comitiva di amici.

Ciò che provano i protagonisti di un racconto, lo prova anche il pubblico.

Dedicato alle tue storie.

Antonio Alfiere

www.Antonioalfiere.com

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7 personaggi in cerca di guai

11 aprile, 2017 | | No Comment

Chi ha detto che i personaggi di una storia devono essere persone risolute, che sanno già cosa fare e non hanno bisogno di aiuto?

Nessuno vuole un so-tutt-io o son-magro-son-snello-guarda-quanto-sono-bello.

Ci stavo giusto pensando mentre scrivevo i post/email da inviare in automatico nelle festività di pasqua.

Quali sono i personaggi che odio di più?

Quali sono i personaggi che il pubblico in generale detesta?

Mi auguro di farne un elenco esaustivo.

Personaggi in cerca di guai

Ovvero quelli che proprio non puoi vedere per la loro arroganza e repulsione

1 – So-tutto-io: la loro arroganza è legata alla loro presunta conoscenza illimitata, salvo poi fare una brutta figura quando arriva un personaggio armato di scaltrezza e furbizia;

2 – Son-magro-son-snello-guarda-quanto-sono-bello: arroganti per via della loro presunta bellezza, muori dal ridere quando vedi capitargli incidenti, tipo che si riempono di fango, che l’imbruttiscono;

3 – Io-son-ricco-e-tu-no: atroci personaggi che si vantano dei loro beni materiali, gli ci vuole un bel ladro nella storia e li vedrai nel panico;

4 – Il-mio-lamento-libero: ho preso il titolo di una canzone per descrivere quelli che si lamentano ed hanno da ridere su tutto, tipo parenti e amici; ci vuole un bel protagonista dalla parlantina sciolta che argomenta così bene da farli stare zitti;

5 – E-qui-comando-io: personaggi che proprio vogliono far pesare il loro “rango” in un modo o in un’altro, poi arriva un loro superiore e all’improvviso stanno zitti…

6 – Io-son-perfettino: ecco, questi non li posso proprio vedere… Devo aggiungere altro?

7 – Io-sono-nel-giusto-e-tu-sbagli: tipico personaggio di film e romanzi per ragazzi; di solito è un genitore, insegnante o parente; è un pugno nello stomaco e fa una brutta fine in tutte le storie.

7 sono i primi venutomi in mente.

Fammi sapere in caso ce ne sono altri secondo te.

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

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Il Protagonista Scrive La Storia E Tu No

24 marzo, 2017 | | No Comment

Il Protagonista Scrive La Storia E Tu No

Quando scrivi una storia è importante focalizzarsi sul personaggio principale, il protagonista.

Questo perché il personaggio principale è il fulcro di tutto quanto, la base portante su cui ruota ogni evento.

Lui è come il sole. Intorno ruotano tutti i corpi celesti. Questi corpi celesti sono gli altri personaggi che vivono in funzione di lui.

Senza di lui infatti non esisterebbero.

Non esisterebbero perché non ci sarebbe una storia.

Non essendoci una storia non possono esserci personaggi.

Pensandoci bene questo “protagonista” è proprio un peso sullo stomaco! Non puoi scrivere nulla fintanto non ne crei uno.

Una ragione in più per focalizzarsi sul protagonista quando scrivi una storia è…

… Che non puoi farne a meno!

Nah, non è vero. Ne puoi fare a meno.

Infatti la mancanza del protagonista rende la storia come un racconto corale. Molti personaggi minori che affrontano una vicenda, un evento.

L’evento è il vero protagonista perché raccoglie in se molte persone.

Un esempio di racconto corale è un film che raccoglie le vicende di più personaggi senza dar loro il ruolo da protagonista. Come nei film catastrofici degli anni ’60/’70.

Mi viene in mente il film “Inferno di Cristallo”. Sì, lì erano due i protagonisti principali.

Comunque di contorno c’erano altri grandi interpreti dell’epoca, come Fred Astaire.

Se avesse ballato durante il film sono sicuro che non ci sarebbe stato nessun incendio.

Anche il film “Il Meraviglioso Mondo di Amelie” è da considerarsi una storia corale.

C’è la protagonista, Amelie, e sono presenti durante tutto il film le vicende di altri personaggi. Quindi, dal mio punto di vista, è un insieme di più storie buffe.

A proposito di storie buffe.

Anni fa creai un personaggio buffo e strano. L’avevo chiamato Angulus Ignota, traduzione letterale di Angolo Ignoto in latino.

Avevo molta fantasia all’epoca vero?

La sua esistenza era incentrata sul suo lavoro dentro un call center lager dove gliene succedevano di tutti i colori.

Lì ho sperimentato quanto sia interessante fargliene capitare di tutti i colori al protagonista.

Fallo anche tu, fagliene capitare di tutti i colori ai tuoi protagonisti.

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

Film – L’Inferno Di Cristallo: https://goo.gl/K9hSd2

Film – Il Favoloso Mondo di Amelie: https://goo.gl/NovdUr

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