Crea sito
Posts tagged ‘opinione’

L’opinione di Ignota #9

15 gennaio, 2012 | | No Comment

La nave da crociera Italia

Sorge a me spontaneo fare un piccolo paragone tra l’attuale situazione italiana ed i recenti avvenimenti accaduti a largo dell’isola del Giglio con il naufragio della Concordia:

Concordia
– I ponti della nave avevano come nome gli stati europei:
– Navigava praticamente vicino alla costa, cosa credo pericolosa per qualsiasi nave di quelle dimensioni, il che mi fa pensare che sia stato fatto apposta, magari per ricevere denaro da assicurazione e/o aiuti dallo stato in futuro;
– I passeggeri non hanno avuto possibilità di usare le scialuppe di salvataggio per colpa dell’inclinazione della nave;
– Allo stato attuale ci sono ancora molti dispersi, sopratutto (correggetemi se mi sbaglio) quelli che lavoravano nella stiva, nella sala macchine che, molto probabilmente, sono ormai deceduti.

Italia
– Fa parte dell’Europa, un agglomerato di stati pronti a dichiarare bancarotta;
– A causa di speculatori di ogni sorta, vuoi banchieri e politici corrotti, è andata a incagliarsi (non si sa se volutamente o no) in scogli pericolosi chiamati “crisi” e “recessione”;
– I cittadini non riescono nel loro piccolo a far fronte a questa crisi poiché lo stato non garantisce un aiuto adeguato ad essi;
– Coloro i quali subiscono in modo molto pesante questa crisi sono gli stessi che mandano avanti, giorno dopo giorno, questo paese grazie alle loro aziende e al loro lavoro, pagando tasse su tasse quando riuscivano a farlo. Molti di questi son morti tramite suicido perché non riuscivano ad onorare i debiti o ne hanno risentito in salute.

Una nave da crociera, quindi divertimento e passatempo, affonda e con molta probabilità le maggiori vittime saranno gli operatori che lavoravano in sala macchine (posso pure sbagliarmi in questo).

Uno stato, l’Italia appunto, famoso nel mondo ormai per droga e prostituzione (divertimenti da adulti insomma), affonda e ne pagano le conseguenze chi è sempre stato onesto ed ha sempre lavorato.

P.S. E’ possibile estendere il paragone pure all’Europa, Europa-Concordia, il risultato non cambia ma anzi è molto più vicino alla realtà secondo me.

Fonti:
Naufragio Costa Concordia
Crisi Italia
Suicidi Debiti

L’opinione di Ignota #8

12 gennaio, 2012 | | 2 Comments

Oppressione programmata

C’è crisi o non c’è crisi?

In questo senso ammetto di essere un totale ignorante. Prima ancora dell’apparizione dal nulla di questa parola, insieme al temuto spread (sconosciuto da sempre), io non ho mai sentito la crisi.
Perché di fondo son sempre stato dentro una crisi! Avendola vissuta per molto e molto tempo ne sono come vaccinato, infatti non né sento il peso, i danni sì però! Quelli li vedo ogni giorno su tutte le persone che incontro.
C’è chi si lamenta degli aumenti dei prezzi (da anni ormai), c’è chi si lamenta di aver perso il lavoro e chi di non averlo mai avuto, e c’è chi non si lamenta affatto ma è uscito pazzo.

Il punto comunque non è la crisi in sé, ma quel senso di “oppressione” che avverto:
E’ “oppressione” secondo me quando vengono imposte nuove tasse e nuovi aumenti in nome di una crisi creata da quelle stesse persone che cercano di salvarsi;
E’ “oppressione” pure quando molti e molti imprenditori non riescono ad onorare i loro debiti, stipendi compresi, perché gli vien tolta l’aria;
E’ “oppressione” oltretutto per me quando la gente normale accetta di fare qualsiasi lavoro, e ripeto qualsiasi lavoro, per non fare la fame dopo aver perso un lavoro più che dignitoso.

Questo comunque, come sempre, è solo un mio breve punto di vista considerare la crisi attuale non crisi ma un’oppressione programmata da poteri forti.

L’opinione di Ignota #7

3 gennaio, 2012 | | No Comment

La mafia democratica

In questi giorni si parla a gran voce di (dis)Equitalia. Famose son le bombe lanciate su questa povera e indifesa società di recupero (fittizio) crediti. Ancora più famosi son pure i suicidi delle persone per bene a causa di essa.

Riflettendoci attentamente son giunto ad una illuminante considerazione. Una di quelle che ti fanno capire come stanno davvero le cose, una verità lantente che a stento una persona comune riesce a vedere.

(Dis)Equitalia è un picciotto!

Sì, è vero e c’ho le prove!

Facciamo un paragone semplice semplice, banale per dirla tutta.
In tutta quest’opera ci son tre attori principali: Il boss(stato), il picciotto(equitalia) e la vittima(popolo).
Mettiamo il che il boss dice al picciotto «vai da quel maledetto che mi deve mille euro, non me li ha ancora pagati come si deve!»
Il picciotto va nel negozio della vittima. Rompe molte cose e prende per la gola la povera vittima «dammi i mille euro che devi al boss!»
«Ma io gliel’ho già dati da tempo! Non ho più un soldo ormai!» Dice disperato il povero negoziante.
«Non m’importa! Mi han mandato qui a prendere mille euro e non torno se non ce li ho, in un modo o in un altro!» Così dicendo inizia a prendere quel che più prezioso ha il presunto debitore, anche al di sopra del valore vero.

E’ davvero incredibile. In Italia la criminalità organizzata viene sempre di più legalizzata. Lo stato stesso ora, con questo metodo di (dis)equitalia, è diventato ancora di più una mafia.

P.S. Ho appena scoperto che il termine “Mafia Democratica” lo ha usato Beppe Grillo in precedenza.
Visto che son pure io democratico ne farò un largo uso da ora in poi.

Fonti:
Equitalia e la mia Tassa sui Rifiuti
Chissà Perché Salta Equitalia

L’opinione di Ignota #6

20 dicembre, 2011 | | No Comment


Mercato degli schiavi

Questa mattina stavo guardando la tv mentre facevo colazione. Niente di anomalo in questo, mi piace vedere qualcosa d’interessante su La7.
Una cosa ha attirato la mia attenzione durante un dibattito su coffee break, nello specifico due parole messe assieme di uso ormai comune per tutti:

Mercato del Lavoro

Analizziamo le due parole:

-Mercàto [mer’kato]
s.m.
1 sm
luogo in cui convengono compratori e venditori per contrattare determinati prodotti
2 sm
complesso delle contrattazioni svolte da compratori e venditori
3 sm
[spregiativo] traffico, commercio illecito

-Lavóro[la’voro]
s.m.
1 sm
l’azione del lavorare e il prodotto così ottenuto
2 sm
l’occupazione retribuita
3 sm
l’azione degli agenti naturali
4 sm
un imbroglio; un maneggio; un guaio
5 sm
{fisica} spostamento di una forza lungo la sua retta di azione

Io leggendo queste definizioni sono arrivato ad una mia personale conclusione.

Non può e non deve esserci un mercato del lavoro!

Il lavoro non è un prodotto da vendere, non è un servizio elargito sotto pagamento.
Si sta diffondendo l’idea che il lavoratore sia un prodotto su cui investire, dove si può contrattare come se fosse un tappeto in un mercato marocchino per l’acquisto.

Il tuo lavoro è troppo dispendioso? Costi troppo? Non verrai comprato!
Se invece il tuo lavoro costa due soldi, ti accontenti di poco, sei così flessibile da riuscire a metterti a 90° allora sarai comprato e quindi potrai lavorare.

Il lavoro serve per vivere, non per diventare prodotti in vendita!
Perché se costi troppo non sarai comprato, quindi non potrai vivere.
L’idea stessa di costo del lavoro pure è sbagliata! Proprio per questi motivi.

Togliamoci dalla mente queste parole, mercato e costi, legate alla parola lavoro.

Il lavoratore non è un oggetto, è un essere umano.

Fonte dizionario: http://www.dizionario-italiano.it/

L’opinione di Ignota #5

17 dicembre, 2011 | | No Comment


In questo mondo di sardex

Crisi?
Niente lavoro?
Niente soldi?
Suicidi di massa nel nord-est Italia?
Governo che non paga?

Chi ci salverà da tutto questo?

I sardi!

Incredibile ma vero!
Nella magica terra sarda è stato studiato un sistema ad hoc per facilitare le imprese nel loro lavoro.
E’ un po’ come il caro buon vecchio baratto, ma diverso nella sua applicazione.

In pochi sanno, e forse nessuno nel continente, della creazione di questa moneta virtuale, il Sardex!
Questa moneta esiste e non esiste allo stesso tempo.
Le imprese aderenti a questa iniziativa pagano altre imprese con sardex, fanno rete, collaborano tra di loro.

Ma in cosa consiste?
La sua semplicità è così unica che un economista laureato alla bocconi, massone e abitante nella città stato della city di Londra dove decidono le sorti del mondo per proprio mero interesse non ci arriverebbe mai.
Esempio:
Impresa A ha bisogno di n.20 uova, impresa B vende 20 uova per 200 sardex. A compra queste 20 uova con 200 sardex, ma il sardex come abbiamo detto non esiste, quindi ripagherà B con l’equivalente di questi 200 in merci, ad esempio l’equivalente in benzina del corrispettivo.

Io credo che con questo sistema l’economia malata, non solo dell’Italia, ma di tutto il mondo potrebbe risanarsi e spiccare il volo per dare un bel calcio agli attuali banchieri, politici ed economisti veri fautori della crisi.
I sacrifici che ci vengono chiesti in questi giorni sono per me davvero inutili.

Se lo stato e le banche vengono a mancare, la cosa migliore è iniziare a fare rete e contare sulle persone.

Fonti:
– http://www.libreidee.org/2011/12/sardex-moneta-virtuale-per-leconomia-piu-antica-il-baratto/
– http://www.ilpost.it/2011/12/17/aziende-crediti-stato-60-miliardi/
– http://www.linkiesta.it/cameron-ha-difeso-goldman-sachs-e-non-gli-inglesi

L’opinione di Ignota #4

28 novembre, 2011 | | No Comment


Varie opinioni (serie e non) parte I

Questo è un elenco sparso di quello che penso:

1 – Sembra che l’attuale stile di vita imposto dal sistema spinga la gente ad essere più “competitivi” e “intraprendenti”. Questo significa diventare più aggressivi e opportunisti per ottenere i propri obbiettivi.
Allo stato attuale l’obbiettivo primario di ogni persona è “sopravvivere” giorno dopo giorno alla crisi.
Allo stesso tempo se si direzione questa “aggressività” verso l’ordine costituito, vieni represso con altra “aggressività”.
Morale della favola —> sì “intraprendente” verso gli altri, ma non verso chi te lo dice.

2 – Perché privatizzare i servizi pubblici?
Se un servizio diventa privato non c’è più bisogno dello stato. Non essendoci bisogno dello stato non ci sarà bisogno di avere un paese con sua identità, essendo mancante lo stato stesso. Non essendoci identità allora se ne può creare una nuova, come per esempio una confederazione di stati senza identità precisa.
Sarebbe una conquista senza guerre, ma con furti d’identità come obbiettivo. Chi riunisce questi stati creerebbe un’unico paese.
Qui mi trovo perplesso, perché essere un unico paese potrebbe essere un bene come un male.
Questo comunque è un esemmpio molto estremizzato.

3 – Perché devo comprare a cinquecento euro qualcosa che all’estero viene prodotto con cinque?
Mi fa davvero ridere questa cosa.
Io mi affanno e fatico a guadagnarmi quei pochi spiccoli che poi spenderò per un oggetto che in verità costa dieci, se non cento volte meno.
Allo stesso modo dall’altra parte del mondo si affannano e faticano per guadagnare molto meno di me, producendo un prodotto che vale dieci volte il loro stipendio qui dove viviamo.
Loro producono un prodotto equivalente a cinque euro.
Noi compriamo lo stesso prodotto per cinquecento euro.
Mi sento truffato.

P.S. Oggi mi sono preso un po’ sul serio.

L’opinione di Ignota #3

22 novembre, 2011 | | No Comment

Voglio le donne al potere

Questa è una opinione seria.

Parlo di Magda Alia al-Mahdy, un’attivista egiziana molto coraggiosa, poiché per protesta ha pubblicato foto sue che la ritraggono nuda.
Parlo anche delle Femen, un movimento di protesta ucraino. Sono giovani donne, manifestano il loro dissenso attraverso il loro nudo.

Che cosa hanno in comune queste donne, queste universitarie all’apparenza libertine?
La loro emancipazione.

Una donna emancipata può mettere paura in un contesto maschile. Sopratutto se questo succede in paesi dov’è comune il senso di oggetto ed inferiorità delle donne.
In Messico gli stupri da parte di militari e sequestratori di autobus è un dato di fatto. In Ucraina le ragazze sono merce di turismo sessuale. In Egitto i militari possono effettuare il test di verginità con le mani e spesso sono oggetti di molestie in strada.

A mio parare c’è bisogno di queste donne, perché di donne e non di ragazzine sto parlando, che hanno il coraggio di prendere proprie iniziative senza farsi comandare da persona alcuna. Di dimostrare che possono e vogliono fare tutto ciò che serve per togliere le maschere di ipocrisia.
In Egitto il nudo viene usato in modo commerciale, una studentessa che si mette nuda è da condannare, questa è ipocrisia.
In Ucraina esiste il turismo sessuale verso giovani donne e considerate oggetto, ma non possono manifestare in topless per strada contro tutto questo, altra ipocrisia.

Ripeto, secondo me c’è bisogno di queste donne ovunque, in Italia più che mai. C’è bisogno di donne sessualmente libere, come la nuova presidentessa dell’Islanda, per migliorare le cose e liberarci per sempre dalle ipocrisie.

Fonti:
– http://www.giornalettismo.com/archives/170521/chi-ha-paura-del-nudo-di-aliaa/2/
– http://it.wikipedia.org/wiki/FEMEN
– http://www.agoravox.it/Silenzio-complice-sequestri-e.html
– http://www.corriere.it/esteri/09_gennaio_29/capo_governo_lesbica_offeddu_defb86b8-edd2-11dd-b7db-00144f02aabc.shtml

N.B.
Non ho trovato recenti notizie sull’Islanda dopo la loro rivoluzione silenziosa capeggiata da questa meravigliosa donna.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...