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Cosa t’aspetti d’ottenere quando leggi un libro?

28 marzo, 2017 | | No Comment

Cosa t’aspetti d’ottenere quando leggi un libro?Non è una domanda che mi pongo spesso quando ho in mano un libro, anzi.

Chiedermi cosa mi aspetto leggendo un libro è lungi da me migliaia di anni luce

Mi è venuta in mente proprio quando stavo per scrivere adesso.

Io leggo molti libri e non solo. Spazio da un blog all’altro, da un sito internet sulle erbe officinali fino a wikipedia.

Divoro parole su parole, come se fossi affamato d’informazioni e di nuove storie.

Spesso la sera, quando non posso per un motivo o per un altro prendere un libro in mano o il pc, mi sale una “smania di leggere” l’ultimo libro che ho preso.

Non so se chiamarla dipendenza, come si fa in effetti per gli stupefacenti. Quello che so è che mi fa piacere poter posare gli occhi su delle parole scritte, anche se sono davanti a un display.

Mi succede pure quando scrivo.

Ho in mente un progetto, un post, una nuova email da inviare e non vedo l’ora di farlo.

I primi tempi mi sentivo come una persona problematica. Dopo ho realizzato una cosa: è normale.

Più leggi, più avrai voglia di leggere.

Più scrivi e più avrai voglia di scrivere.

Come quando da piccolo hai assaggiato per la prima volta un gusto nuovo, il gelato al pistacchio per esempio. Dopo averlo finito ne hai voluto un altro e non vuoi smettere.

Io esco pazzo per il pistacchio…

…E ne sono allergico.

Un episodio analogo mi è successo anni fa in provincia di Catania: assaggio dopo anni di assenza la granita Sicilia e boom.

Non so quante ne ho mangiate quel giorno, una dopo l’altra.

Allo stesso modo mi succede quando leggo e scrivo.

Voglio fare di più.

E tu?

Quale attività ti coinvolge così tanto da aver voglia di farla ogni ora?

Oltre a mangiare e altre funzioni fisiologiche intendo. Non vale la pizza e il cioccolato.

Mi farebbe molto piacere sapere la tua risposta.

Magari ne uscirà un nuovo e-book scritto da me sulla pratica giornaliera.

Attendo una tua risposta.

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

La Scoperta D’Inaspettati Motivi Per Leggere

27 marzo, 2017 | | No Comment

La Scoperta D’Inaspettati Motivi Per LeggereOggi ho scoperto 3 motivi in più per leggere che proprio non mi  aspettavo.

Come sempre, da un po’ di tempo a questa parte, ascolto la mattina un corso sull’email marketing.

Dato che il mio obbiettivo è quello di migliorarmi e, me lo auguro con tutto me stesso, riuscire ad avere una buona entrata di denaro, ho deciso di studiare.

Studiare copywriting, email marketing e storytelling.

Questa mattina (è venerdì mattina e tu riceverai questo email il lunedì sera, pensa che sfasamento di tempo) ascoltavo Ben Settle e Mike Dillard, due maestri dell’email marketing.

Uno dei loro numerosi consigli che davano durante l’audio corso era su come usare i libri per creare contenuti.

Di base qualsiasi libro tu leggi, e io aggiungo anche i film, è un ottimo punto di partenza per crear contenuti di valore.

Loro due affermavano che sia molto utile per scrivere le email. Io aggiungo che sono utili anche per scrivere storie, intavolare conversazioni e prendere spunto per autovalutarsi.

Fai attenzione!

Non parlo di copiare parola per parola quello che leggi in un libro. Sarebbe plagio, e a noi non piace il plagio.

Vero?

Ti faccio un esempio breve e pratico.

Io mesi fa ho letto un libro di fantascienza: Creature Della Luce e delle tenebre, di Roger Zelazny.

Non starò qui a farne una recensione, seppure potrei essere molto critico a riguardo questo libro.

Bensì prendo uno spunto per creare una storia da una particolare abilità dei protagonisti chiamati “Maestri di Fuga”

I Maestri di Fuga, nel romanzo, sono persone che riescono a spostarsi nel tempo nell’intervallo di tempo di pochissimi secondi.

In uno scontro tra due di questi c’erano più copie dei personaggi in questione, con conseguente fine catastrofica della città dello scontro.

Al di là del fatto che il romanzo è un po’ pacchiano, vedi come il Dio Horus va letto con una robot-escort e gli ridà la vita, questa idea è utile per elaborare una storia a se stante.

Leggere per scrivere storie

—> “Danny Dello Spazio Tempo”: Un ragazzo imbranato scopre di avere una madre, creduta morta da tempo in un incidente stradale, con la capacità di spostarsi nel tempo in brevissimi secondi. L’incontro tra i due sembra un momento iddiliaco e tenero, ma ben presto si scopre che lei è inseguita da entità malefiche venute da un tempo indefinito che la rapiscono. Danny, disperato per la nuova perdita, quando crede che non la rivedrà mai più riceverà la visita di un’amico della mamma chiamato “Maestro dello Spazio Tempo”.

Tieni, ecco un esempio banale creato di getto di come si può prendere spunto anche da libri che non ci piacciono.

Leggere per conversare

Per quanto riguarda l’idea di “intavolare conversazioni” ti posso dire che sì, funziona.

Può darsi che a te risulterà incredibile, o anche banale, eppure alla gente piace parlare di libri. In particolar modo di romanzi.

Alla gente piacciono le storie, quindi ascoltare la storia di un romanzo li farà felici.

Nel libro, e nel film, faranhait esistono degli uomini che memorizzano un libro parola per parola per poi recitarlo a memoria. C’è anche una scena dove un’uomo anziano trasmette oralmente un libro al nipote.

Non ti dico che bisogna fare lo stesso, recitare parola per parola un libro. Comunque è un buon punto di partenza dialogare sui libri che leggi, no?

Leggere per auto-valutarsi

L’ultimo punto che ti ho proposto è quello dell’autovalutazione.

Non sono uno psicologo. Io credo comunque che tutti i libri che leggiamo (tranne i manuali del perfetto meccanico o del fai da te per fare bella figura con la vicina di casa) sono ottimi come punto di partenza per porsi delle domande.

Per esempio tu, cosa avresti fatto al posto Edmond Dantes quando incontrò il vecchio nella prigione ne Il Conte Di Montecristo?

Gli avresti dato ascolto?

E perché?

Oppure, e questa domanda me la son fatta pure io, cosa potrei avere in comune con lui?

Tutti siamo stati “traditi” una volta nella vita.

Io non sono capace di tramare vendetta nei confronti di chi mi ha fatto un torto. Ci passo avanti e continuo la mia vita.

Mi dimentico pure della sua esistenza arrivati ad un certo punto.

Confrontandomi con il personaggio, seppure a livello immaginativo, ho tratto una conclusione di me stesso: non serbo rancore, lascio il dolore che vadi via e continuo con la mia vita.

Ti preciso comunque una cosa, non so come avrei davvero reagito nelle sue stesse condizioni.

Immaginando di essere al suo posto avrei fatto così.

C’è da dire che più avanti approfondirò questi tre buoni spunti.

Per tutto il resto ti auguro che queste parole siano state utili per te.

A presto.

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

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