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Posts tagged ‘ignota’

(Sopra)Vivere nel call center #9

8 gennaio, 2012 | | 3 Comments

La stalker – Parte III

Era finalmente arrivato. Quel giorno tanto atteso e agognato era giunto. Dopo 148 ore di orario continuato non-stop era giunta la fine di tutte le nostre sofferenze terrene.

La stalker andava via!

Dopo una lunga e interminabile settimana, fatta di vessazioni, persecuzioni, punizioni mentali e afflizioni senza fine, lei, la strega maledetta, tornava al suo vecchio team.

Grande era la gioia tra tutti noi.
Renchi era uscito completamente pazzo, ma aveva riacquistato la sanità mentale quando gli dissero che non ci sarebbe più stata lei.
Castaldi non chiudeva più occhio da due giorni, era fisso ed immobile davanti alla sua postazione, un’automa parlante che non rispondeva agli stimoli esterni in alcun modo. Solo quando gli ricordammo che andava via riacquisto il lume della ragione.
Io ed Anna ci salvammo grazie ai nostri occhiali da sole specchiati. Facevamo finta di lavorare mentre invece dormivamo quando quella strega perseguitava altri. Eravamo più che felici che andava via.
Germano era un caso disperato, continuava a ripetere «presto tutto questo finirà, presto tutto questo finirà, presto tutto questo finirà.»

«Schiavi!» mai parola fu così sublime da l’essere chiamati schiavi dalla nostra capomastinodonna «sono tornata, vi sono mancata in questi giorni?»
«Sì!» Rispondemmo tutti in coro, qualcuno sì era inginocchiato, come se fosse apparsa un angelo salvatore.
«Ne sono davvero felicissima! Proprio tantissimo! Oggi ho pure ricevuto una bellissima notizia!»
In molti tra noi erano con le lacrime agli occhi, l’incubo stava finendo per tutti.
«Oggi» continuò «sono stata promossa! Da team leader son diventata Capo Estorsore!» Applaudì per autocompiacersi, noi ingenuamente la seguimmo euforici.
«Quindi uno di noi sarà promosso a team leader?» chiese Colberti speranzoso.
«Ma certo che no! Anzi ci saranno licenziamenti e riduzione di paga dalla prossima settimana, ma in compenso io son stata promossa e non mi occuperò più di voi!» Fece un sorriso pieno di felicità.
Iniziammo ad aver paura.
«Ma allora… Chi sarà il nostro nuovo team leader?» chiese ancora Colberti.
«Ma ovvio no? Lei!» Indicò la stalker «dato che le vendite sono incrementate con lei allora si è deciso…»
«Nooooo! Lei no!!!» Germano inizio a gridare isterico strappandosi i capelli «Basta! Basta!!!» Corse verso la finestra per buttarsi, ma si era dimenticato che da due anni era stata messa una rete per evitare i suicidi.
«Ecco un’altro da lobotomizzare» sospirò il capomastinodonna «comunque è stato deciso così: lei sarà la vostra nuova team leader e il suo vecchio team sarà sacrificato secondo le antiche usanze azteche. Hanno fatto una vendita in meno questo mese, imperdonabile.»
«Già… Un vero peccato…» commentò con voce stridula la stalker «ma ora ho un nuovo team tutto per me! Forza a lavoro sciagurati! Dobbiamo fare mille vendite entro oggi!» seguì una risata gelida.

Tornammo ai nostri cubicoli, alle nostre piccole bare, prossimi alla pazzia e alla disperazione più nera.

Gli sfoghi di Ignota #1

7 gennaio, 2012 | | No Comment

Una sfogo generale

Ho necessità di sfogarmi. Son stufo di certe cose.

Sono stanco di essere preso in giro da quella scatola parlante chiamata televisione.
Non trovo alcuna differenza tra un telegiornale ed un programma trash o comico, tutte e due dicono stupidaggini per far ridere.
E’ come sentire un pazzo che argomenta una discussione sul niente. In mezzo a questo niente infila dentro argomenti importanti, tipo la protezione degli animali oppure denunce di truffe varie ed altro ancora. Di fondo però questo folle ti distrarrà da quelle cose che son fondamentali da sapere, tipo i veri motivi della crisi o come mai le persone normali s’impoveriscono sempre di più. Se ne parlano faranno in modo di sminuire la cosa, magari inserendo comicità ed ilarità.
Viene l’orticaria continuando ad ascoltare stupidaggini su stupidaggini.

Son stanco pure del crimine organizzato.
E non parlo solo delle mafie nostrane, perché queste in confronto alle antiche massonerie son “giovincelli” che fan gli sbarbatelli.
Continuano a prendere in giro l’intero mondo in nome della “libertà” e “democrazia”, mentre i “giovincelli” usano la forza e la politica per i loro affari.
No grazie, so perfettamente che esistete e cosa avete fatto sino ad ora, andate ad addormentare altre nazioni.

E infine mi sono stancato all’ennesima potenza di sentir dire qui dove vivo che un lavoro di poco più di quattrocento euro a mese, se sei fortunato ad arrivare a quella cifra, è oro!
Non è oro!
E’ una presa per i fondelli!
Lo stesso lavoro in altre parti vien retribuito di più!
E’ deprimente pensare che la m***a propinata valga oro, quando poi di fondo si è presi solo in giro come sempre.

P.S. Come al solito non prendetemi sul serio, solo un pazzo direbbe queste cose in modo così aperto.
Ricordatevi che va tutto bene…

Diario di Ignota #4

5 gennaio, 2012 | | No Comment

Momento emo

In questi giorni mi sento molto emo.

Son giù di morale, un po’ triste e rassegnato. Non riesco a vedere di meglio per me in futuro se non una monotona routine, fatta di volantinaggio e call center.

Diventerò un camminatore pazzo che urla alla gente di comprare prodotti scadenti.

Punto una preda in giro per strada «hei tu! Sì dico a te che stai a venti metri di distanza da me!»
«Che c’è?» chiede il tizio perplesso.
Mostro un cellulare scadente «compra adesso questo cellulare! E’ della SimSug! Fa pure le foto mosse e ti diamo un piano telefonico che ti fregherà tutti i soldi compreso nel contratto vincolante a vita!» Mentre urlo cammino veloce verso di lui come un leone affamato sulla gazzella.
«No no grazie! Ho già il mio smirtophone!» Inizia a scappare via intuendo cosa gli sta per succedere.
«Ma questo della SimSug è nuovissimo! Fa pure il caffè!» Inizio a correre pure io con gli occhi iniettati di sangue.
«No no, sto bene col mio!!!» Grida spaventato e disperato mentre corre via «lasciami stare!!!»
«Non puoi sfuggirmi!»

Ecco, più o meno rischio di diventare così, e non solo io.
La consapevolezza di ciò mi fa sentire molto un emo depresso come dicevo.
Mi sento ancor più depresso sapendo che altri rischiano di diventar come me, dei venditori di fumo aggressivi, cercando di guadagnare due soldi per (non) arrivare a fine mese.

P.S. Ci tengo a precisare lo scritto qui presente non è fonte di ilarità verso gli emo, ma solo un modo scherzoso per raccontar di me.
In questi giorni mi sto prendendo troppo sul serio forse.

L’opinione di Ignota #7

3 gennaio, 2012 | | No Comment

La mafia democratica

In questi giorni si parla a gran voce di (dis)Equitalia. Famose son le bombe lanciate su questa povera e indifesa società di recupero (fittizio) crediti. Ancora più famosi son pure i suicidi delle persone per bene a causa di essa.

Riflettendoci attentamente son giunto ad una illuminante considerazione. Una di quelle che ti fanno capire come stanno davvero le cose, una verità lantente che a stento una persona comune riesce a vedere.

(Dis)Equitalia è un picciotto!

Sì, è vero e c’ho le prove!

Facciamo un paragone semplice semplice, banale per dirla tutta.
In tutta quest’opera ci son tre attori principali: Il boss(stato), il picciotto(equitalia) e la vittima(popolo).
Mettiamo il che il boss dice al picciotto «vai da quel maledetto che mi deve mille euro, non me li ha ancora pagati come si deve!»
Il picciotto va nel negozio della vittima. Rompe molte cose e prende per la gola la povera vittima «dammi i mille euro che devi al boss!»
«Ma io gliel’ho già dati da tempo! Non ho più un soldo ormai!» Dice disperato il povero negoziante.
«Non m’importa! Mi han mandato qui a prendere mille euro e non torno se non ce li ho, in un modo o in un altro!» Così dicendo inizia a prendere quel che più prezioso ha il presunto debitore, anche al di sopra del valore vero.

E’ davvero incredibile. In Italia la criminalità organizzata viene sempre di più legalizzata. Lo stato stesso ora, con questo metodo di (dis)equitalia, è diventato ancora di più una mafia.

P.S. Ho appena scoperto che il termine “Mafia Democratica” lo ha usato Beppe Grillo in precedenza.
Visto che son pure io democratico ne farò un largo uso da ora in poi.

Fonti:
Equitalia e la mia Tassa sui Rifiuti
Chissà Perché Salta Equitalia

I Consigli di Ignota #6

1 gennaio, 2012 | | 2 Comments

Buoni propositi

L’anno nuovo è appena iniziato, quindi bisogna essere carichi di buoni propositi per affrontare l’ondata di m***a imminente. E non a caso uso la parola “ondata” insieme al francesismo “m***a”, perché tutt’ora siam solo all’inizio di ciò che a breve ci sommergerà tutti noi piccole cavie di laboratorio.

Primo proposito buono: Basta credere di meritarsi tutto questo!
E’ la cosa che odio di più. Sì, abbiamo fatto degli errori, tanti errori, però siamo stati presi in giro da sempre ed arrivato il momento di finire questo gioco.

Secondo proposito buono: Incazzarsi di più!
Perché parliamoci chiaro, un uomo incazzato può fare di più di un esercito di pecore spente e belanti.

Terzo proposito buono: Essere onesti!
Non solo con gli altri ma sopratutto con se stessi. Non mentiamoci più, se una cosa non piace bisogna dirlo subito. Non si può andare avanti sperando che altri dicano per noi quello che non va. Nessuno lo farà poiché anche loro sperano in questo.

Quarto proposito buono: Resistenza infinita!
Resistere è la parola magica. Bisogna resistere a quello che verrà evitando così di affogare. Una persona forte non può nulla se non sa resistere.

Quinto proposito buono: Fai quello che senti di fare!
Perché anche se le cose vanno a male, se senti di volerti divertire oppure di sfogarti, vuol dire che hai bisogno di farlo.

P.S. Attenzione a seguire ciecamente questi buoni propositi, potrebbero non piacere a chi è abituato ad essere trattato come un privilegiato.

Felice anno nuovo a tutti!

Diario di Ignota #3

24 dicembre, 2011 | | No Comment

Letterina per Babbo Natale

Caro Babbo Natale
Quest’anno è stato un anno di schifo.

Non c’è lavoro per alcuna persona. La gente si ammazza per i debiti e nessuno ne parla. Chi dice di volere il bene del paese ci bastona come se fossimo degli asini dicendo «è per il tuo bene figliolo».

Dove abito io il comune ha deciso, senza dir nulla a nessuno e facendo tutto di nascosto, di far pagare cinquanta euro in più nella bolletta dell’enel così da risanare i costi per la gestione dei rifiuti, un regalo per tutti i cittadini insomma.

Il prezzo di ogni cosa, dal pane sino alla benzina, è aumentato e i soldi diminuiscono. Al lavoro nel call center in un mese ho guadagnato ben 140 euro che spenderò per comprarmi gli occhiali da vista dopo le sei ore giornaliere passate davanti ad un monitor.

Comunque caro Babbo scusa il mio piccolo sfogo, hai molto da fare lo so.
Ho molti desideri, tipo un lavoro, una casa mia, la salute e farmi una famiglia. Ma lo so che non puoi darmi queste cose, in fondo sono un egoista a volere tutte queste cose.
Quindi ti chiedo gentilmente di regalare ad altri quello che voglio io, una vita come tutti a chi ha bastonato e sta bastonando questo paese, così capiscono cosa cazzo vuol dire sentirsi presi in giro e disperarsi a fine mese perché non riesce a tirare avanti buttando ogni giorno lacrime e sangue.

P.S. Buon Natale a tutti

L’opinione di Ignota #6

20 dicembre, 2011 | | No Comment


Mercato degli schiavi

Questa mattina stavo guardando la tv mentre facevo colazione. Niente di anomalo in questo, mi piace vedere qualcosa d’interessante su La7.
Una cosa ha attirato la mia attenzione durante un dibattito su coffee break, nello specifico due parole messe assieme di uso ormai comune per tutti:

Mercato del Lavoro

Analizziamo le due parole:

-Mercàto [mer’kato]
s.m.
1 sm
luogo in cui convengono compratori e venditori per contrattare determinati prodotti
2 sm
complesso delle contrattazioni svolte da compratori e venditori
3 sm
[spregiativo] traffico, commercio illecito

-Lavóro[la’voro]
s.m.
1 sm
l’azione del lavorare e il prodotto così ottenuto
2 sm
l’occupazione retribuita
3 sm
l’azione degli agenti naturali
4 sm
un imbroglio; un maneggio; un guaio
5 sm
{fisica} spostamento di una forza lungo la sua retta di azione

Io leggendo queste definizioni sono arrivato ad una mia personale conclusione.

Non può e non deve esserci un mercato del lavoro!

Il lavoro non è un prodotto da vendere, non è un servizio elargito sotto pagamento.
Si sta diffondendo l’idea che il lavoratore sia un prodotto su cui investire, dove si può contrattare come se fosse un tappeto in un mercato marocchino per l’acquisto.

Il tuo lavoro è troppo dispendioso? Costi troppo? Non verrai comprato!
Se invece il tuo lavoro costa due soldi, ti accontenti di poco, sei così flessibile da riuscire a metterti a 90° allora sarai comprato e quindi potrai lavorare.

Il lavoro serve per vivere, non per diventare prodotti in vendita!
Perché se costi troppo non sarai comprato, quindi non potrai vivere.
L’idea stessa di costo del lavoro pure è sbagliata! Proprio per questi motivi.

Togliamoci dalla mente queste parole, mercato e costi, legate alla parola lavoro.

Il lavoratore non è un oggetto, è un essere umano.

Fonte dizionario: http://www.dizionario-italiano.it/

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