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Posts tagged ‘Diario’

Diario di Ignota #5

18 giugno, 2015 | | No Comment

Chi non muore si rivede

Ebbene sì, sono ancora vivo nonostante tutti questi anni passati nell’oblio. Sto bene, godo di una buona salute e sono più fuori di testa che mai. Quindi state attenti a quello che scriverò nei prossimi giorni, mesi o anni che siano: potrei aver ancora più ragione che negli anni scorsi.

Se vi state chiedendo che fine avessi fatto, credetemi, non vi saprei rispondere. Le mie vicissitudini sono state delle più variegate che mai. Ho fatto cose che voi lettori non non avreste fatto mai ed ho visto eventi terribili e assurdi. No, non parlo di Renzi al governo, è una tragicommedia che sfocia nell’orrido quella. Parlo di me che provavo e provo tutt’ora a mettere la testa apposto!

Lo ammetto, ho fallito. Ho provato a trovare un lavoro serio, a non essere così come sono, ad avere una relazione, non duratura, ma quanto meno normale. E invece no, sfocio sempre nell’assurdo e nell’ilarità più totale. Ho seriamente pensato pure di essere il protagonista di un blog dove si raccontano le mie gesta, sfoghi, opinioni, diario e quanto altro su di me in maniera assurda e senza alcuna logica alcuna.

Tu che ne dici? Cosa ne pensi?

GrumpyCat Want kill me!

GrumpyCat Want kill me!

Diario di Ignota #4

5 gennaio, 2012 | | No Comment

Momento emo

In questi giorni mi sento molto emo.

Son giù di morale, un po’ triste e rassegnato. Non riesco a vedere di meglio per me in futuro se non una monotona routine, fatta di volantinaggio e call center.

Diventerò un camminatore pazzo che urla alla gente di comprare prodotti scadenti.

Punto una preda in giro per strada «hei tu! Sì dico a te che stai a venti metri di distanza da me!»
«Che c’è?» chiede il tizio perplesso.
Mostro un cellulare scadente «compra adesso questo cellulare! E’ della SimSug! Fa pure le foto mosse e ti diamo un piano telefonico che ti fregherà tutti i soldi compreso nel contratto vincolante a vita!» Mentre urlo cammino veloce verso di lui come un leone affamato sulla gazzella.
«No no grazie! Ho già il mio smirtophone!» Inizia a scappare via intuendo cosa gli sta per succedere.
«Ma questo della SimSug è nuovissimo! Fa pure il caffè!» Inizio a correre pure io con gli occhi iniettati di sangue.
«No no, sto bene col mio!!!» Grida spaventato e disperato mentre corre via «lasciami stare!!!»
«Non puoi sfuggirmi!»

Ecco, più o meno rischio di diventare così, e non solo io.
La consapevolezza di ciò mi fa sentire molto un emo depresso come dicevo.
Mi sento ancor più depresso sapendo che altri rischiano di diventar come me, dei venditori di fumo aggressivi, cercando di guadagnare due soldi per (non) arrivare a fine mese.

P.S. Ci tengo a precisare lo scritto qui presente non è fonte di ilarità verso gli emo, ma solo un modo scherzoso per raccontar di me.
In questi giorni mi sto prendendo troppo sul serio forse.

Diario di Ignota #3

24 dicembre, 2011 | | No Comment

Letterina per Babbo Natale

Caro Babbo Natale
Quest’anno è stato un anno di schifo.

Non c’è lavoro per alcuna persona. La gente si ammazza per i debiti e nessuno ne parla. Chi dice di volere il bene del paese ci bastona come se fossimo degli asini dicendo «è per il tuo bene figliolo».

Dove abito io il comune ha deciso, senza dir nulla a nessuno e facendo tutto di nascosto, di far pagare cinquanta euro in più nella bolletta dell’enel così da risanare i costi per la gestione dei rifiuti, un regalo per tutti i cittadini insomma.

Il prezzo di ogni cosa, dal pane sino alla benzina, è aumentato e i soldi diminuiscono. Al lavoro nel call center in un mese ho guadagnato ben 140 euro che spenderò per comprarmi gli occhiali da vista dopo le sei ore giornaliere passate davanti ad un monitor.

Comunque caro Babbo scusa il mio piccolo sfogo, hai molto da fare lo so.
Ho molti desideri, tipo un lavoro, una casa mia, la salute e farmi una famiglia. Ma lo so che non puoi darmi queste cose, in fondo sono un egoista a volere tutte queste cose.
Quindi ti chiedo gentilmente di regalare ad altri quello che voglio io, una vita come tutti a chi ha bastonato e sta bastonando questo paese, così capiscono cosa cazzo vuol dire sentirsi presi in giro e disperarsi a fine mese perché non riesce a tirare avanti buttando ogni giorno lacrime e sangue.

P.S. Buon Natale a tutti

Diario di Ignota#2

14 dicembre, 2011 | | 2 Comments

Se lo fai diventi cieco

E’ ufficiale.

Per non rischiare di perdere definitivamente la vista sono stato costretto a lasciare il mio prestigioso lavoro al call center.

Questa decisione è stata sofferta e ponderata. Dopo aver constatato che a pochi metri di distanza non riuscivo a focalizzare bene un’insegna luminosissima di un tabacchino, e sopratutto dopo aver fatto alcune prove qua e là, ho ritenuto opportuno evitare di stare sei ore giornaliere davanti ad un pc a vendere.

In attesa di una visita di controllo da un oculista, che possibilmente non voglia spennarmi, userò molto, ma molto meno il personal computer.

Questa sarebbe la seconda volta che ci rimetto in salute per il lavoro.
La prima però fu molto, ma molto dolorosa.

P.S. Ovviamente non abbandonerò la rubrica dedicata al magnifico mondo del call center (che se non si era capito son storie inventate di sana pianta prendendo spunto dalla realtà).
Continuerò a scrivere ancora, vista permettendo.

Diario di Ignota #1

4 dicembre, 2011 | | 2 Comments


Problemi vari

Visto il mio irrefrenabile e crescente ottimismo, farò adesso una lista dei mie piccoli e insignificanti problemi, giusto per ricordarmi che son pure io sfortunato:

– Ho la vista che se ne sta partendo per quel paese. Non capisco come mai però, sarà forse colpa delle sei ore consecutive che passo davanti al pc a lavoro? Na, non credo dai.

– Non ho soldi per farmi la ricarica al cellulare. Ma è normale questo, con i pochi spiccioli che guadagno ci devo pagare le spese, tipo bollette, affitto e spesa. Per fortuna il grosso dei soldi li mette mio fratello in famiglia da oltre dieci anni. Non potrà farsi una famiglia sua certo, però vuoi mettere aiutare a VITA chi non può farcela da solo?

– Non ho diritto alle cure mediche gratuite. Però questo lo ammetto, è colpa mia. Sì perché dovevo pensarci prima a farmi registrare, invece di lavorare in nero per necessità. Dovevo prevedere che lo stato da un momento all’altro avrebbe tolto l’assistenza a chi aveva redditto zero ed era inoccupato. Comunque il problema si risolve, ora lavoro in un call center, sono registrato e mi basterà aspettare altri cinque mesi per avere la disoccupazione. Mia madre dovrà resistere agli svariati dolori che l’affliggono, così potrà farsi le analisi e le ecografie necessarie che lo stato ci farà il favore di pagarci. Perché in fondo si sa, se non fai favori non te ne fanno a te, tutto il mondo è paese.

– Questo è un problema di pochissimo conto, proprio non dovrei nemmeno scriverlo. Non dovrei parlare della pensione, perché giustamente ce ne stanno troppi di pensionati e quindi io, piccolo ragazzino sbarbatello di ventisette anni senza ancora i peli pubici, non ho diritto di costruirmi un mio piccolo futuro. In fondo lo capisco, con tutti questi ladri i soldi non ci sono. Pazienza.

– Ecco, un grosso problema è questo. Non ho l’Iphone! Me lo dicono spesso in giro come mai non ce l’ho. Vedono il mio cellulare vecchissimo, buono per le chiamate e gli sms sporadici che mando, che funziona perfettamente dopo anni e ridono. Hanno ragione! Con lo stipendio che arriva (se arriva) me ne prendo uno così non ridono più. Al diavolo la spesa e le bollette. Faccio come fanno di solito qui in città, indebitarsi per comprarsi macchine, vestiti e cellulari all’ultima moda per poi fare la fame.

Ecco, mi pare che son questi i miei piccoli e insignificanti problemi.
Ho ragione ad essere ottimista no?

P.S. E’ ovvio che con lo stipendio che avrò (se arriverà) ci pago le bollette e tutto il resto. Che sono matto a spendere soldi inutili per qualcosa che sarà vecchio dopo un anno?

Ca neshuno è fesso (cit. Totò, se si scriveva così comunque)

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