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I difetti aiutano le storie: 1° Parte

29 maggio, 2017 | | No Comment

I difetti aiutano le storie: 1° Parte

Tutti odiano i difetti.

Nessuno sopporta il chiaccherone che parla sempre degli affari suoi, o vuole quella persona irritabile che basta un niente per farlo sobbalzare in aria; nessuno ama quell’antipatico che si comporta in maniera così acida da essere chiamato yogurt e così via.

Eppure i difetti sono una parte importante delle storie. Senza difetti non c’è un personaggio caratterizzato. Non cisarebbero personaggi memorabili, come Deadpool o Luke Skywalker con la sua “innocenza” e “inesperienza”.

Lo so, sono due esempi da nerd, comunque rendono l’idea.

La maggior parte delle storie, sopratutto i romanzi, sono incentrati sull’evoluzione del protagonista e dei personaggi. Il viaggio che viene raccontato è, infatti, il motivo di cambiamento.

Seguimi e scopri come usare il Viaggio dell’Eroe, e le sue varie tappe, con un personaggio “difettoso”.

I difetti aiutano: esempio

  • Eroe: Jerry (come il gatto di Tom & Jerry)
  • Difetto: presuntuoso
  • Domanda: cosa gli potrebbe accadere di tragico e inaspettato in base al suo difetto?

Il furto dell’impiegato Jerry

Mondo Ordinario

Jerry era un impiegato di banca che trattava male i clienti con il suo comportamento. Sicuro di tenere tutto in pugno e sotto controllo, viveva con la sensazione di stare al di sopra degli altri. Anche con i suoi parenti e amici era così. Spesso litigava con Luisa, la fidanzata, perché credeva di avere sempre ragione.

Richiamo all’Avventura

Un giorno si presentò davanti allo sportello un vecchio dalla barba lunga e dagli occhi azzurri e spiritati [Il Messaggero]. Con fare strambo e la voce rauca, chiedeva come mai dal suo conto mancavano dei soldi che lui non aveva preso e minacciava di denunciarlo. Jerry, con il suo fare saccente, gli dimostrò che tutto era in regola e lui si sbagliava di grosso.

Rifiuto del Richiamo

L’eroe non prestava molta attenzione a quello che gli aveva detto il vecchio. Se ne prendeva gioco e faceva battute con i suoi amici di quanto era pazzo e strambo. Aveva sbagliato lui, come si dimostravano i conti. Sicuro che andava tutto bene, continuava a vivere le sue giornate come sempre, a trattar male i clienti e litigare con Luisa.

L’Incontro con il Mentore

Un mese dopo l’arrivo del vecchio, Luisa lo sveglia nel cuore della notte. Gli intima di seguirla perché gli avevano comunicato una terribile notizia: qualcuno si stava fingendo lui e stava rubando soldi dalla banca. Lei sapeva cosa fare e perché stava succedendo [Il Mentore].

Varco della Prima Soglia

Riluttante per la notizia, Jerry credeva fosse uno scherzo. Cambiò idea quando il campanello di casa suonò: era la guardia di finanza [Guardiani della Soglia]. Collegò le parole del vecchio di mesi fa, con quelle di Luisa e le forze dell’ordine fuori. Chiese consiglio a lei: «Vai in bagno ed esci dalla finestra. Io intanto li distraggo. Ci vediamo a casa di Mario, il tuo collega. Sbrigati!»
Con l’adrenalina che gli pompava nel cuore, Jerry usciva dalla finestra del bagno e correva a casa di Mario.

Prove, alleati, nemici

Stremato e col fiatone, Jerry entrava a casa di Mario [L’imbroglione]. Incredulo su quello che stava succedendo, chiedeva spiegazioni al suo collega. In tutta risposta lui iniziò a ridere facendo molto rumore.
«Amico, stanno cercando di farti fuori da 3 mesi e te ne accorgi soltanto ora.»
«E perché vogliono farlo? Che cosa ho fatto di male per meritarmelo?»
«Dici a parte trattare come delle pezze vecchie tutti quanti? A me non me ne importava proprio sai? Sono le 5 del mattino ora, mentre aspettiamo Luisa ti va una birra?»

3 ore dopo Luisa entrava a casa di Mario….

Continua nel prossimo post

Stai sintonizzato sul sito, mi raccomando!

Non so nemmeno io come andrà a finire.

Dedicato alle tue storie

www.AntonioAlfiere.com

Esercitazione di scrittura 004: C’era una leggenda…

22 maggio, 2017 | | No Comment

Esercitazione di scrittura 004: C'era una leggenda...Esercitarsi sulla scrittura serve, eccome se serve.

Sono un fervente sostenitore della pratica costante. Nessuna pratica? Nessun lavoro completato.

E non vale che devi avere l’ispirazione per scrivere. Stephen King ha sempre visto il suo lavoro come un artigiano, non come un artista che va alla ricerca della perenne ispirazione. Lo puoi leggere sul suo famoso libro “On Writing”, questo è il link –>http://amzn.to/2ryQaqS. Quindi niente scuse, fai pratica.

Dato che la scrittura libera, il flusso di coscienza, può essere dispersiva, è meglio usare una linea guida.

Ti propongo adesso, come nelle precedenti esercitazioni (link), un esercizio preso da una pagina di un sito internet.

La pagina è –> http://writingexercises.co.uk/firstlinegenerator.php. L’idea è quella di scrivere una short story, storie di massimo 7.500 parole, usando una “Random First Line Prompts”, ovvero “Richieste casuali prima linea” (grazie google translate per questa traduzione sommaria).

Dato che sono pigro, molto pigro, andiamo sulle very short story, usiamo un massimo di 500 parole.

Seguimi, utilizza anche tu questa prima linea casuale:

“There was a legend about the well in the garden”

Tradotto da google translate:

“C’era una leggenda sul pozzo nel giardino”

Un sentito grazie agli sviluppatori del traduttore online, senza di voi non avrei potuto divertirmi a fare queste follie in rete.

Il pozzo di Bulworth

C’era una leggenda sul pozzo nel giardino dei Bulworth. Una leggenda che William Bulworth voleva dimenticare per sempre.
La gente di Canterbury ne parlava quando smettevano d’impicciarsi negli affari altrui, sorseggiando una birra nera al pub oppure bevendo una tazza di té con le bisbetiche vicine di casa. Talvolta ne parlavano sottovoce perché nessuno potesse avere informazioni in più del dovuto. In molti erano interessati a quella storia.
Si raccontava che il padre del giovane William avesse seppellito lì dei lingotti d’oro dopo una rapina, svelando a lui come recuperarli dal pozzo di casa. In molti credevano a questa storia. Infatti i primi tempi dopo la morte di Sam Bulworth erano stati strazianti per il figlio. Non per il dolore della perdita del padre Sam, bensì per le persecuzioni che ricevette.
Il povero William venne perseguitato da tutti. Il giorno stesso del funerale di suo padre venne interrogato da sua zia Susie, davanti alla salma del defunto. Una volta un poliziotto lo arresto per un futile motivo per ricattarlo; lui non sapeva niente e si beccò tre giorni in cella.
La madre Sarah, disperata e col cuore lacerato, non era in grado di difenderlo in alcun modo.
Quando si sparse la voce che il povero figlio orfano di padre non sapeva niente di quel tesoro, William era già lontano, trasferitosi a più di 100 km di distanza.
Vent’anni dopo, William tornò a Canterbury. Non per piacere, non per rivedere i suoi vecchi compagni di scuola e aguzzini. Tornò a casa per il funerale dell’anziana madre.
Fu una morte tragica e molto strana: era caduta dentro al pozzo nel giardino.
Williamo non prestò alcuna attenzione alle dicerie che ne seguirono. C’era chi diceva che lei aveva scoperto dov’era l’oro, chi diceva fosse uscita pazza e chi invece voleva suicidarsi.
Le dicerie non si fermarono per giorni, rafforzate da un elemento in più: il pozzo era stato murato dalla morte di Sam.
Perché allora Sarah Bulworth ha rotto la muratura a colpi di piccone e poi si è caduta lì?
Nessuno lo sapeva, né tanto meno importava a William.
Il giorno prima di consegnare la casa di famiglia ai nuovi inquilini, i Jonhson di Londra, il nostro sfortunato eroe si sedette sulla vecchia panca di legno davanti al suo letto, attaccata alla parete.
Che stress quegli Jonhson, non hanno fatto altro che parlare della vecchia leggenda e dell’oro. Non vedeva l’ora di andare via.
Mancava solo un particolare per andare via da quel postaccio. William voleva portare via quella panca, dove da piccolo giocava a carte con suo padre.
Il legno era fracido, pieno di buchi da tarme e con le vite ormai spanate. Dovette usare la forza per strapparlo da quella parete.
Dopo svariati tentativi, riuscì a staccarla tirandola per poi cadere per terra. Rialzatosi fece una scoperta che lo lasciò fermò e immobile, come la salma di un morto:
“3 passi dal pozzo verso la siepe, 11 verso casa e scava. Non dare retta al foglio che ho lasciato dentro il mio vecchio abito da sposo, è la storia che ho raccontato al mio socio per non dargli nulla. Lascio tutto a te mio piccolo William.”
La scritta era incisa sul legno, nascosta per anni e anni dalla vecchia panca di legno.
William iniziò a sentire qualcosa nello stomaco che saliva fin sopra la testa. Impiegò svariate ore per realizzare di avere dei lingotti d’oro nascosti nel suo giardino.
Anni dopo c’era  ancora una leggenda sul pozzo nel giardino dei Bulworth. La gente di Canterbury né parlò per molto tempo. Erano in tanti a chiedersi come raggiungere il fondo del pozzo e recuperare l’oro del fu Sam Bulworth.

Scrittura conclusa, tocca a te adesso

Sì, dico a te. Esercitati anche tu.

Non è difficile, richiede circa 30 minuti del tuo tempo.

Anche meno se scrivi veloce a macchina.

E non esitare a criticare quanto ho scritto: le critiche costruttive aiutano a migliorare nella scrittura, quindi fanne e dammi una mano.

Dedicato alle tue storie

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

Ok, hai tanti libri e non sai quale leggere

13 aprile, 2017 | | 2 Comments

Sarà capitato a tutti di essere sommerso dai libri e non sapere quale iniziare a leggere.

Di recente ho provato questa sensazione.

Ero in biblioteca, dato che non ho connessione a casa e il mio pc ha deciso di suicidarsi, per scrivere.

Dopo che la mia ora disponibile per collegarmi a internet era finita, perché qualcuno si diverte a rendermi la vita difficile e questo lo so, decido di fare un giro per gli scaffali.

La fortuna ha voluto che trovassi proprio quello che cercavo: dei manuali sulla scrittura.

La sfortuna ha voluto che ce ne fossero troppi…

…E io ho a disposizione solo tre prestiti in un mese.

Dopo mezz’ora a pensare quale prendere, ne presi tre e tornai a casa.

Oh mio dio! I libri stanno invadendo la mia casa!

Tornato a casa mi sono ricordato 3 piccole cose spiacevoli:

  1. Ho almeno 20 libri nuovi da leggere (considera che non ricordo il numero esatto perché sono sparsi ovunque)
  2. Ho almeno 9.999.999 ebook sul mio tablet che aspettano di essere letti (considera che alcuni sono pure in inglese…)
  3. Dentro il corpo suicida del mio portatile ho almeno il triplo degli ebook presenti sul tablet…

Un piccolo, debole e soffice pensiero bussa alla mia testa: qui c’è un problema.

Ho troppo da leggere, poco tempo a disposizione, molte cose che vorrei fare e tante di più che mi reclamano.

Ecco che quindi esco fuori dalla mia tasca magica (è bucata) una soluzione facile ed efficace per tutti:

Leggi come se non ci fosse un domani!

Lo so, è un consiglio controcorrente. Qualcuno direbbe di catalogare secondo delle priorità, altri d’iniziare dal più vecchio che hai preso e bla bla bla.

Io no.

Io ti dico di leggere come se non ci fosse un domani, tanto è pacifico che ci saranno altri libri a farti visita.

Perché sia io che tu lo sappiamo che la casa dove viviamo in verità è la loro, dei libri, e noi ne siamo ospiti…

Dedicato alle tue letture l”ike no tomorrow”.

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

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