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La difficoltà nello stare al calduccio

4 aprile, 2017 | | No Comment

La difficoltà nello stare al calduccioIl telecomando che cancella le difficoltà

Lo so, è molto bello stare al calduccio. Certe volte non mi alzerei dal letto per niente al mondo. Il più delle volte quando mi sveglio non riesco ad alzarmi, mi riaddormento subito.

Mi piacerebbe molto avere un telecomando speciale: premo un tasto e zac! Ecco che per magia compare quello che volevo, tipo televisore.

Servono soldi? Premi un tasto e arrivano.

Vuoi andare alle Canarie? Premi un tasto e il letto si sposta alle Canarie.

Vuoi una festa indimenticabile? Premi un altro tasto e voilà, ecco la tua festa.

Bello vero?

No, per niente!

Hai presente il film “Una Settimana da Dio”?

Ecco, immagina di avere gli stessi poteri del protagonista.

Come per l’esempio sopra sarebbe molto bello, giusto?

Sbagliato, sarebbe la peggior cosa che ti potesse capitare.

La storia di Roberto che non voleva affrontare le difficoltà

Ti racconto una storia.

Roberto era un ragazzo molto svogliato e voleva molte cose dalla vita: una nuova macchina, una nuova ragazza, un appartamento nuovo ecc.

Un giorno di primavera si svegliò di soprassalto nel sonno. C’era un esserino strano, di colore verde e rosso, che gli parlò:

«Ti regalo 3 desideri in cambio della fatica che avresti speso per realizzarli.»

Riluttante e perplesso, Roberto non capiva bene cosa stesse succedendo. Era un po’ restio a parlare a esseri rossi e verdi che gli comparivano all’improvviso così.

«Dai, andiamo. Puoi avere quell’auto che ti piace tanto subito, basta che esprimi il desiderio.»

«Senza doverla pagare?» Chiese con sospetto.

«Senza nemmeno lavorare.»

Al solo pensiero che non doveva più lavorare, Roberto accetto!

«Voglio la macchina dei miei sogni, la ragazza che vedo alla fermata dell’autobus come mia compagna e una casa nuova!»

«Subito!»

L’esserino schioccò le dita e Roberto cadde di nuovo nel sonno.

Al suo risvegliò scoprì di stare dentro una casa nuova, bellissima. Il letto era più grande e accanto a lui c’era la ragazza dei suoi sogni.

Balzò all’in piedi esultante per la gioia e si affacciò alla finestra: una ferrari rosso fuoco era davanti a lui.

Senza pensarci due volte uscì fuori e fece una corsa con la nuova auto. Correva lungo le strade con grande velocità. Era l’uomo più felice del mondo.

Non per molto…

Oro amaro

I mesi successivi per Roberto furono un inferno in terra.

L’auto consumava molto in benzina. Doveva spendere un sacco di soldi che non aveva per potersi spostare. In più il costo dell’assicurazione voleva non uno, ben due occhi della sua testa e non poteva permettersela.

Per non parlare dell’incidente che aveva avuto correndo lungo le strade. Non era esperto in macchine di grossa cilindrata.

La bellissima ragazza che aveva sempre desiderato aveva un carattere impossibile. Non ci aveva mai parlato in vita sua, l’aveva solo vista alla fermata dell’autobus.

Lei lo rimproverava che non si faceva capire e che non la capiva. Come poteva stare con uno che la conosceva a malapena e non sapeva del suo passato? Che non sapeva quali cose la facevano stare bene e quali male? Impossibile vivere insieme.

Dopo un anno Roberto dovette vendere la macchina per pagare i debiti che aveva accumulato. Non aveva mai avuto un’entrata di denaro adeguata per sostenere le spese dei suoi desideri.

La ragazza lo lasciò da solo e lui, con nulla in tasca, si ritrovò con una casa in procinto di pignoramento.

La felicità dell’esserino rosso e verde

Passati tre anni, Roberto incrociò per strada una ferrari rossa, uguale a quella che aveva sempre desiderato.

Mentre era imbambolato ad ammirarla, dal finestrino esce fuori la testolina dell’esserino rosso e verde.

«Roberto! Amico mio, come stai?»

«Tu! Mi hai rovinato la vita!»

«Io? Io ti ho solo dato quello che volevi tu in cambio delle tue fatiche. Sali che ti voglio parlare.»

Di nuovo riluttante come la prima volta, lo guardò con sospetto.

«Tranquillo» sorrise, «stavolta voglio solo parlarti per spiegarti cos’è successo.

Salito in macchina i due partirono a grande velocità.

«Mi hai fatto vivere un inferno! Stupido mostriciattolo bizzarro!»

«No, non sono stato io. Sei stato tu mio caro.»

«Io? Come ho fatto a rendermi la vita un inferno?»

«Ti racconto come ho passato questi bellissimi 3 anni prima, così capirai. Dopo il tuo desiderio mi sono risvegliato a casa tua. Tu non avevi molti soldi e allora io non ce li avevo. Per poter comprare un’auto di grossa cilindrata e una casa bellissima avevo bisogno di soldi. Per fare i soldi dovevo lavorare, così per un anno ho lavorato sotto le dipendenze di una persona. Il secondo anno mi sono messo in proprio ed ho aperto la mia azienda. Con molte difficoltà, dormivo poche ore al giorno, ho tirato avanti cercando di lavorare bene e guadagnare molto. Ho faticato molto a lavoro e al terzo anno ho comprato quest’auto.

Due anni fa ho conosciuto una ragazza bellissima che stava ferma alla fermata dell’autobus. I primi giorni parlavamo del tempo e delle giornate. Poi abbiamo parlato di delle nostre vite private e ci siamo conosciuti. Abbiamo avuto i nostri alti e bassi, ha il suo bel caratterino. ci ho messo un po’ a capire cosa gli piaceva e cosa la faceva arrabbiare, così come lei. Non mi sono arreso dopo ogni litigata e abbiamo continuato a convivere insieme.

Domani ci sposiamo, vuoi essere il mio testimone di nozze?

«No!»

«Va bene, ho una proposta per te…»

La strana proposta

«Di che cosa si tratta?»

«Facile, ti rimando alla tua vita di prima. Sai, quando mi sono presentato a te mentre dormivi, ricordi?»

«Certo che mi ricordo quando mi hai fregato la mia vita! Ti sei preso quello che volevo io!»

«No» continuò l’esserino, «io ti ho dato quello che volevi in cambio delle difficoltà che avresti dovuto affrontare per ottenerle.»

«E quindi mi stai dicendo che mi sono rovinato da solo perché non volevo affrontare problemi e fatiche?»

«Esatto!»

«Io ti strangolo!» Si lanciò verso di lui per afferrarlo al collo.

L’esserino in tutta risposta fece una frenata brusca. Roberto sbatté contro il cruscotto.

«No, non ci siamo proprio mio caro amico. Sono qui per restituirti quello che mi hai dato.»

«E che cosa vuoi in cambio?» in cambio voglio avere subito quello che ho dato a te.

«Un’auto di lusso, una bella ragazza e una casa nuova?» Chiese perplesso.

«Certo. Ora so come tenermi stretta una bella ragazza, come sostentare le spese di un’auto di lusso e come vivere dentro una bella casa. In questi tre anni di fatiche e problemi ho imparato molto. Tu che cosa hai imparato Roberto?»

«A non fidarmi degli esseri verdi e rossi»

«Allora, ci stai allo scambio?»

«Ci sto, restituiscimi le mie fatiche.»

Gli occhi di Roberto si chiusero all’improvviso.

La nuova vecchia vita

Roberto si svegliò nella sua vecchia casa sua.

Non era sicuro di aver vissuto tre anni d’inferno o di aver fatto un lungo e brutto incubo.

Come ogni giorno andò alla fermata dell’autobus per dirigersi a lavoro.

C’era sempre lei, la bellissima ragazza che gli piaceva molto. Non aveva mai pensato a parlarci perché si scocciava e aveva paura di fare una brutta impressione.

Quel giorno cambiò idea scambiò due parole con lei.

Al lavoro, invece di fare lo svogliato come sempre, si diede da fare. La cosa fece meravigliare i suoi colleghi e datore di lavoro.

Dopo un po’ di tempo le chiacchierate con la bella ragazza si fecero più profonde e personali. Aveva scoperto che lei aveva paura delle api e questo lo faceva ridere.

Un anno dopo lasciò il suo lavoro e si mise in proprio. Sapeva che avrebbe dovuto affrontare grosse difficoltà e, nonostante la paura che ne provava, decise d’intraprendere l’impresa.

Nello stesso periodo iniziò la convivenza con Clara, la ragazza della fermata.

Anni dopo poté comprarsi finalmente la sua amata ferrari per tornare nella sua bellissima casa dove l’aspettava la donna dei suoi sogni.

Conclusione

Adesso faccio come un maestro delle elementari ai suoi alunni:

«Che cos’hai imparato da questa storia?»

Rispondo io per te:

1 – Meglio che smetto di bere, altrimenti scriverò pure io storie senza senso come questa;

2 – Mi piace farmi del male, ho letto tutto quanto fino a qui, è un record!

3 – Potevo impiegare meglio il mio tempo invece di starmene davanti a questo monitor.

Scherzi a parte, ho improvvisato questa storia giocando sul personaggio di Roberto.

Ero partito, da principio, di voler scrivere una storia sulle difficoltà e su come sono utili nella vita.

Mi auguro di averti lasciato qualcosa d’importante.

Anche un sorriso divertito mi sta più che bene.

Alla prossima storia.

Antonio Alfiere

www.Antonioalfiere.com

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