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Posts tagged ‘Attacco’

(Sopra)Vivere nel call center #7

2 dicembre, 2011 | | No Comment


La Stalker – Parte II

«Ora siamo spacciati per sempre!» esclamò rassegnato Castaldi.
Da inguaribile ottimista che ero avrei voluto dire il contrario, ma la presenza della Stalker nel nostro team mi fece desistere.
«Castaldi hai detto qualcosa?» Chiese la maligna team leader «se hai detto qualsiasi cosa lo sai che a me la puoi dire» lo puntava come fa un lupo verso un agnello.
«No no, io non ho detto niente.»
«Sicuro? Allora sono io che sento le voci. Sono pazza secondo te?»
«No no» stava diventando ansioso «volevo dire che non ho detto niente di rilevante, stavo pensando tra me e me.»
«Ah certo, pensi tra te e te, giusto» stava per andare via, di scatto però si voltò di nuovo verso di lui faccia a faccia «e cosa stavi pensando? Dimmi.»
«Eh… Che ora faremo più vendite di prima con te!» Vedevo una goccia di sudore scendergli dalla tempia.
Nel mentre succedeva tutto questo io stavo compilando un foglio per una vendita avvenuta, provavo ad ignorare la cosa.
«Bravissimo Castaldi, questo è lo spirito giusto! Continua così!» di nuovo se ne stava andando con un sorriso sulle labbra. Fatti due passi tornò veloce di nuovo su di lui «Ma allora la tua precedente team leader era una incompetente?»
L’ansia era ora visibile, tremava «no no, anzi! Anche lei è bravissima!»
«Sì però mi hai detto che ora con me farete più vendite di prima, quindi vuol dire che prima non facevate tante vendite» quel tono di voce stridulo era angosciante «allora mi fai pensare che forse la colpa era sua. Vuoi che lei sappia questo?»
Se il capomastinodonna tornava e veniva a conoscenza di una cosa del genere per Castaldi era la fine. Poteva togliergli ore di lavoro e vendite effettuate. Senza contare le centinaia di frustate che poteva dargli mentre abbaiava come una pazza.
Il mio collega prese un profondo respiro «V-Voglio dire che prima io non ero così tanto bravo come lo sono ora, non è mica c-colpa sua.»
«Sì, certo, hai ragione» sembrava convinta «meglio continuare a vendere ora.»
«Sì, assolutamente!» Senza alcun indugio riprese a lavorare chiamando numeri su numeri. Per sua fortuna risposerò alla sua prima chiamata, appena in tempo per evitare che lei tornasse con uno dei suoi assurdi dubbi.
«Ignota secondo te il tuo collega lavora bene?» Chiese a me con tono alto per farsi sentire tutti.
«Capo scusa» dissi con tono calmo da veterano, sapevo come uscire fuori da situazioni complicate «sto prendendo i dati di una vendita, dopo devo chiamare tre mie attese per delle Tutti Conigli Tanti Pensieri con pagamento in anime» a quelle parole sì placò, stavo lavorando, ma per essere sicuri che mi lasciasse in pace aggiunsi altro «so che Renchi è in difficoltà, credo abbia molti dubbi.»

Tempo due secondi netti era dalla parte opposta dello scantinato ad azzannare Renchi.
«Renchi… Ti trovi bene qui?»

Mors tua vita mea.

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