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Continua L’Esempio del Viaggio: Jon & Danny

3 aprile, 2017 | | No Comment

Continua L’Esempio del Viaggio: Jon & Danny

Scrivendo questa continuazione dell’esempio di Viaggio Dell’Eroe, con i nostri protagonisti Jon e Danny, ho avuto un problema.

Quando sono davanti ad un monitor per scrivere una storia, certe volte ho una difficoltà: esco fuori dal seminato.

All’inizio della storia ho un obbiettivo ben specifico. In seguito, man mano che scrivo, ho l’impressione di uscire fuori dal percorso che mi ero prefissato.

Sarà per colpa dell’improvvisazione?

Improvvisare è un buon modo per scrivere, avendo come schema delle piccole regole basilari.

Il mini, microscopico, racconto di questi giorni segue queste piccole regole basilari.

Jon & Danny – Parte 2/2

Preoccupazioni

Tornando a casa Jon si mise a rimurginare per l’indomani. I suoi compagni di scuola lo prendevano spesso in giro a scuola, così lui li evitava facendo l’antipatico. Non voleva essere additato e preso in giro, l’ultima volta era andato in escandescenza litigando con tutti.

Preso dalle sue preoccupazioni guardò Danny, come a cercare conforto. Il cagnolino in tutta risposta si mise a pancia in su per farsi accarezzare.

Per Jon non era proprio il caso di giocare in quel momento, doveva prepararsi per l’indomani. Fuori dalle mura della scuola era tutto diverso.

Il pomeriggio del giorno dopo lui e Danny erano davanti all’entrata del parco comunale. Come il giorno precedente, Jon guarda il suo cagnolino preoccupato. Questo abbaio mentre gli saltellava addosso per fare le feste.

«Certo che tu sei di grande aiuto sai?»

Fece un gran respiro ed andarono dietro il grande gazebo.

Una Giorno Per Jon

Al contrario di quanto si aspettava, nessuno lo prese in giro. Fece squadra con Sam e altri due compagni di scuola che detestava. Giocavano contro altri 5 di una diversa sezione.

Con 4 giocatori contro 5 la partita era destinata ad essere molto difficile.

Danny faceva da spettatore. Ogni volta che Jon prendeva la palla gli abbaiava contro e faceva le feste. Rincorreva pure la palla quando usciva fuori il campetto.

Dopo un’ora a rincorrere la palla, decisero di finire lì la partita: 8 gol segnati per la squadra di Jon contro i 7 degli avversari, avevano vinto.

Per festeggiare la vittoria Sam invitò tutti a casa sua a mangiare qualcosa, compreso Danny.

Arrivati a casa parlarono del più e del meno. Bevevano bevande gassate e mangiavano dolci comprati al supermercato prima.

L’ultima cosa che Jon non si aspettava era di passare un pomeriggio a ridere e scherzare con i suoi odiatissimi compagni di scuola. Danny faceva le feste a tutti, anche a Sam che aveva provato a lanciarlo via tanti giorni fa.

Jon, quando tornò a casa, pensò alla giornata trascorsa.

«Sai Danny, forse non son tutti così antipatici come credevo.»

Danny rispose appoggiando il suo muso sulle sue gambe. Faceva così quando voleva le carezze dietro le orecchie.

Piccole Scelte

Nei giorni successivi, Jon decise che non sarebbe stato più nel suo solito angolino in classe: Voleva stare in mezzo ai suoi nuovi amici.

In un primo momento sembrava che tutto andava bene, ridevano e scherzavano.

Ad un certo punto qualcosa andò storto.

«Avete vinto la partita nonostante Jon il portasfortuna e siete ancora vivi?» chiese uno di quei compagni che lo prendeva di solito in giro.

Jon sentì di nuovo quella sensazione che gli partiva dallo stomaco e gli saliva su in testa. Era un misto di rabbia e mortificazione.

Avrebbe voluto lanciargli contro Danny per farlo prendere a morsi.

Ma Danny non era lì quella mattina.

«Perché non vieni questo pomeriggio e giochi contro di me?» chiese Jon in tono di sfida.

«Sì, gioca contro di noi» aggiunse Sam.

«Dai, ti diamo due gol di vantaggio» rincararono la dose gli altri due compagni di squadra.

Il compagno, vedendo come lo fissavano per sfidarlo, disse: «magari un’altro giorno. Oggi devo andare dal dentista.»

Tutti si misero a ridere per la risposta.

Jon era diventato meno antipatico e giocava spesso all’aria aperta con Danny. Aveva una sua piccola cerchia di amici perché non gli andava spesso di socializzare. Sognava ancora di diventare un programmatore di videogiochi, magari di un gioco sul calcio.

Concludendo

Per scrivere questo mini racconto in due parti ho usato le fasi del Viaggio dell’Eroe. Sono state degli ottimi spunti per poter elaborare un testo così piccolo.

Ho anche pensato e ripensato a quale sarebbero state le difficoltà del protagonista, le sue paure.

Ti chiedo di scrivere, tramite commento, email, piccione viaggiatore o altro, la tua opinione e sopratutto: ti ha lasciato qualcosa dentro di te?

Mi auguro di sì.

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

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