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Archive for ‘Protagonisti & Storie’ category

Perché devi provare emozioni per una storia

12 aprile, 2017 | | No Comment

Un punto importante delle storie è la loro capacità di suscitare emozioni.

Senza emozioni, tensioni, drammi, comicità, ilarità e altro ancora, non ci sono storie. Non ci sono personaggi, non c’è un luogo, non c’è alcun pubblico.

Senza emozioni c’è il vuoto più assoluto.

Per una storia servono, a meno ché non vuoi scrivere un manuale su come montare il mobile dell’ikea. Lì non serve emozionare il lettore, occorre molta praticità e descrizione.

Comunque un manuale che contiene la frase:

“Vedi d’inserire la tavola incastrandola nell’apposito buco, altrimenti ti prendo a schiaffi e mi riprendo il mobile, inetto.”

Suona molto meglio di:

“Inserire la tavola nel vano superiore per incastrarla.”

L’emozioni in una storia collegano

I personaggi delle storie devono emozionarsi in un racconto. Devono provare sentimenti e sensazioni.

Con questi elementi l’eroe di un’avventura viene sentito più vicino al pubblico e ci si identifica.

Tu non ti identifichi con lo spocchioso eroe che sa già cosa fare, lo fa e poi si comporta come se nulla fosse.

No.

Tu, e ogni tipo di pubblico nel mondo, ti identifichi con un eroe con i suoi difetti, le sue paura, le sue angosce.

I personaggi memorabili sono quelli che esprimono emozioni memorabili.

Via col vento

Guarda ad esempio il film “Via col Vento”.

I protagonisti sono monotoni?

Anaffettivi?

Sono dei blocchi di marmo che non parlano?

No.

Sono persone che provano sentimenti, hanno speranze, hanno difetti.

Hanno umanità.

“Domani è un altro giorno” non è una frase detta da un robot. È una frase detta da una donna che ha vissuto un calvario e guarda al domani con sentimento di speranza.

Questa frase è talmente ricca di emozioni da essere entrata nel linguaggio comune di ogni giorno.

Fai provare emozioni ai tuoi personaggi, anche nelle storie che racconti mentre sei al bar o in comitiva di amici.

Ciò che provano i protagonisti di un racconto, lo prova anche il pubblico.

Dedicato alle tue storie.

Antonio Alfiere

www.Antonioalfiere.com

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7 personaggi in cerca di guai

11 aprile, 2017 | | No Comment

Chi ha detto che i personaggi di una storia devono essere persone risolute, che sanno già cosa fare e non hanno bisogno di aiuto?

Nessuno vuole un so-tutt-io o son-magro-son-snello-guarda-quanto-sono-bello.

Ci stavo giusto pensando mentre scrivevo i post/email da inviare in automatico nelle festività di pasqua.

Quali sono i personaggi che odio di più?

Quali sono i personaggi che il pubblico in generale detesta?

Mi auguro di farne un elenco esaustivo.

Personaggi in cerca di guai

Ovvero quelli che proprio non puoi vedere per la loro arroganza e repulsione

1 – So-tutto-io: la loro arroganza è legata alla loro presunta conoscenza illimitata, salvo poi fare una brutta figura quando arriva un personaggio armato di scaltrezza e furbizia;

2 – Son-magro-son-snello-guarda-quanto-sono-bello: arroganti per via della loro presunta bellezza, muori dal ridere quando vedi capitargli incidenti, tipo che si riempono di fango, che l’imbruttiscono;

3 – Io-son-ricco-e-tu-no: atroci personaggi che si vantano dei loro beni materiali, gli ci vuole un bel ladro nella storia e li vedrai nel panico;

4 – Il-mio-lamento-libero: ho preso il titolo di una canzone per descrivere quelli che si lamentano ed hanno da ridere su tutto, tipo parenti e amici; ci vuole un bel protagonista dalla parlantina sciolta che argomenta così bene da farli stare zitti;

5 – E-qui-comando-io: personaggi che proprio vogliono far pesare il loro “rango” in un modo o in un’altro, poi arriva un loro superiore e all’improvviso stanno zitti…

6 – Io-son-perfettino: ecco, questi non li posso proprio vedere… Devo aggiungere altro?

7 – Io-sono-nel-giusto-e-tu-sbagli: tipico personaggio di film e romanzi per ragazzi; di solito è un genitore, insegnante o parente; è un pugno nello stomaco e fa una brutta fine in tutte le storie.

7 sono i primi venutomi in mente.

Fammi sapere in caso ce ne sono altri secondo te.

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

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La difficoltà nello stare al calduccio

4 aprile, 2017 | | No Comment

La difficoltà nello stare al calduccioIl telecomando che cancella le difficoltà

Lo so, è molto bello stare al calduccio. Certe volte non mi alzerei dal letto per niente al mondo. Il più delle volte quando mi sveglio non riesco ad alzarmi, mi riaddormento subito.

Mi piacerebbe molto avere un telecomando speciale: premo un tasto e zac! Ecco che per magia compare quello che volevo, tipo televisore.

Servono soldi? Premi un tasto e arrivano.

Vuoi andare alle Canarie? Premi un tasto e il letto si sposta alle Canarie.

Vuoi una festa indimenticabile? Premi un altro tasto e voilà, ecco la tua festa.

Bello vero?

No, per niente!

Hai presente il film “Una Settimana da Dio”?

Ecco, immagina di avere gli stessi poteri del protagonista.

Come per l’esempio sopra sarebbe molto bello, giusto?

Sbagliato, sarebbe la peggior cosa che ti potesse capitare.

La storia di Roberto che non voleva affrontare le difficoltà

Ti racconto una storia.

Roberto era un ragazzo molto svogliato e voleva molte cose dalla vita: una nuova macchina, una nuova ragazza, un appartamento nuovo ecc.

Un giorno di primavera si svegliò di soprassalto nel sonno. C’era un esserino strano, di colore verde e rosso, che gli parlò:

«Ti regalo 3 desideri in cambio della fatica che avresti speso per realizzarli.»

Riluttante e perplesso, Roberto non capiva bene cosa stesse succedendo. Era un po’ restio a parlare a esseri rossi e verdi che gli comparivano all’improvviso così.

«Dai, andiamo. Puoi avere quell’auto che ti piace tanto subito, basta che esprimi il desiderio.»

«Senza doverla pagare?» Chiese con sospetto.

«Senza nemmeno lavorare.»

Al solo pensiero che non doveva più lavorare, Roberto accetto!

«Voglio la macchina dei miei sogni, la ragazza che vedo alla fermata dell’autobus come mia compagna e una casa nuova!»

«Subito!»

L’esserino schioccò le dita e Roberto cadde di nuovo nel sonno.

Al suo risvegliò scoprì di stare dentro una casa nuova, bellissima. Il letto era più grande e accanto a lui c’era la ragazza dei suoi sogni.

Balzò all’in piedi esultante per la gioia e si affacciò alla finestra: una ferrari rosso fuoco era davanti a lui.

Senza pensarci due volte uscì fuori e fece una corsa con la nuova auto. Correva lungo le strade con grande velocità. Era l’uomo più felice del mondo.

Non per molto…

Oro amaro

I mesi successivi per Roberto furono un inferno in terra.

L’auto consumava molto in benzina. Doveva spendere un sacco di soldi che non aveva per potersi spostare. In più il costo dell’assicurazione voleva non uno, ben due occhi della sua testa e non poteva permettersela.

Per non parlare dell’incidente che aveva avuto correndo lungo le strade. Non era esperto in macchine di grossa cilindrata.

La bellissima ragazza che aveva sempre desiderato aveva un carattere impossibile. Non ci aveva mai parlato in vita sua, l’aveva solo vista alla fermata dell’autobus.

Lei lo rimproverava che non si faceva capire e che non la capiva. Come poteva stare con uno che la conosceva a malapena e non sapeva del suo passato? Che non sapeva quali cose la facevano stare bene e quali male? Impossibile vivere insieme.

Dopo un anno Roberto dovette vendere la macchina per pagare i debiti che aveva accumulato. Non aveva mai avuto un’entrata di denaro adeguata per sostenere le spese dei suoi desideri.

La ragazza lo lasciò da solo e lui, con nulla in tasca, si ritrovò con una casa in procinto di pignoramento.

La felicità dell’esserino rosso e verde

Passati tre anni, Roberto incrociò per strada una ferrari rossa, uguale a quella che aveva sempre desiderato.

Mentre era imbambolato ad ammirarla, dal finestrino esce fuori la testolina dell’esserino rosso e verde.

«Roberto! Amico mio, come stai?»

«Tu! Mi hai rovinato la vita!»

«Io? Io ti ho solo dato quello che volevi tu in cambio delle tue fatiche. Sali che ti voglio parlare.»

Di nuovo riluttante come la prima volta, lo guardò con sospetto.

«Tranquillo» sorrise, «stavolta voglio solo parlarti per spiegarti cos’è successo.

Salito in macchina i due partirono a grande velocità.

«Mi hai fatto vivere un inferno! Stupido mostriciattolo bizzarro!»

«No, non sono stato io. Sei stato tu mio caro.»

«Io? Come ho fatto a rendermi la vita un inferno?»

«Ti racconto come ho passato questi bellissimi 3 anni prima, così capirai. Dopo il tuo desiderio mi sono risvegliato a casa tua. Tu non avevi molti soldi e allora io non ce li avevo. Per poter comprare un’auto di grossa cilindrata e una casa bellissima avevo bisogno di soldi. Per fare i soldi dovevo lavorare, così per un anno ho lavorato sotto le dipendenze di una persona. Il secondo anno mi sono messo in proprio ed ho aperto la mia azienda. Con molte difficoltà, dormivo poche ore al giorno, ho tirato avanti cercando di lavorare bene e guadagnare molto. Ho faticato molto a lavoro e al terzo anno ho comprato quest’auto.

Due anni fa ho conosciuto una ragazza bellissima che stava ferma alla fermata dell’autobus. I primi giorni parlavamo del tempo e delle giornate. Poi abbiamo parlato di delle nostre vite private e ci siamo conosciuti. Abbiamo avuto i nostri alti e bassi, ha il suo bel caratterino. ci ho messo un po’ a capire cosa gli piaceva e cosa la faceva arrabbiare, così come lei. Non mi sono arreso dopo ogni litigata e abbiamo continuato a convivere insieme.

Domani ci sposiamo, vuoi essere il mio testimone di nozze?

«No!»

«Va bene, ho una proposta per te…»

La strana proposta

«Di che cosa si tratta?»

«Facile, ti rimando alla tua vita di prima. Sai, quando mi sono presentato a te mentre dormivi, ricordi?»

«Certo che mi ricordo quando mi hai fregato la mia vita! Ti sei preso quello che volevo io!»

«No» continuò l’esserino, «io ti ho dato quello che volevi in cambio delle difficoltà che avresti dovuto affrontare per ottenerle.»

«E quindi mi stai dicendo che mi sono rovinato da solo perché non volevo affrontare problemi e fatiche?»

«Esatto!»

«Io ti strangolo!» Si lanciò verso di lui per afferrarlo al collo.

L’esserino in tutta risposta fece una frenata brusca. Roberto sbatté contro il cruscotto.

«No, non ci siamo proprio mio caro amico. Sono qui per restituirti quello che mi hai dato.»

«E che cosa vuoi in cambio?» in cambio voglio avere subito quello che ho dato a te.

«Un’auto di lusso, una bella ragazza e una casa nuova?» Chiese perplesso.

«Certo. Ora so come tenermi stretta una bella ragazza, come sostentare le spese di un’auto di lusso e come vivere dentro una bella casa. In questi tre anni di fatiche e problemi ho imparato molto. Tu che cosa hai imparato Roberto?»

«A non fidarmi degli esseri verdi e rossi»

«Allora, ci stai allo scambio?»

«Ci sto, restituiscimi le mie fatiche.»

Gli occhi di Roberto si chiusero all’improvviso.

La nuova vecchia vita

Roberto si svegliò nella sua vecchia casa sua.

Non era sicuro di aver vissuto tre anni d’inferno o di aver fatto un lungo e brutto incubo.

Come ogni giorno andò alla fermata dell’autobus per dirigersi a lavoro.

C’era sempre lei, la bellissima ragazza che gli piaceva molto. Non aveva mai pensato a parlarci perché si scocciava e aveva paura di fare una brutta impressione.

Quel giorno cambiò idea scambiò due parole con lei.

Al lavoro, invece di fare lo svogliato come sempre, si diede da fare. La cosa fece meravigliare i suoi colleghi e datore di lavoro.

Dopo un po’ di tempo le chiacchierate con la bella ragazza si fecero più profonde e personali. Aveva scoperto che lei aveva paura delle api e questo lo faceva ridere.

Un anno dopo lasciò il suo lavoro e si mise in proprio. Sapeva che avrebbe dovuto affrontare grosse difficoltà e, nonostante la paura che ne provava, decise d’intraprendere l’impresa.

Nello stesso periodo iniziò la convivenza con Clara, la ragazza della fermata.

Anni dopo poté comprarsi finalmente la sua amata ferrari per tornare nella sua bellissima casa dove l’aspettava la donna dei suoi sogni.

Conclusione

Adesso faccio come un maestro delle elementari ai suoi alunni:

«Che cos’hai imparato da questa storia?»

Rispondo io per te:

1 – Meglio che smetto di bere, altrimenti scriverò pure io storie senza senso come questa;

2 – Mi piace farmi del male, ho letto tutto quanto fino a qui, è un record!

3 – Potevo impiegare meglio il mio tempo invece di starmene davanti a questo monitor.

Scherzi a parte, ho improvvisato questa storia giocando sul personaggio di Roberto.

Ero partito, da principio, di voler scrivere una storia sulle difficoltà e su come sono utili nella vita.

Mi auguro di averti lasciato qualcosa d’importante.

Anche un sorriso divertito mi sta più che bene.

Alla prossima storia.

Antonio Alfiere

www.Antonioalfiere.com

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Continua L’Esempio del Viaggio: Jon & Danny

3 aprile, 2017 | | No Comment

Continua L’Esempio del Viaggio: Jon & Danny

Scrivendo questa continuazione dell’esempio di Viaggio Dell’Eroe, con i nostri protagonisti Jon e Danny, ho avuto un problema.

Quando sono davanti ad un monitor per scrivere una storia, certe volte ho una difficoltà: esco fuori dal seminato.

All’inizio della storia ho un obbiettivo ben specifico. In seguito, man mano che scrivo, ho l’impressione di uscire fuori dal percorso che mi ero prefissato.

Sarà per colpa dell’improvvisazione?

Improvvisare è un buon modo per scrivere, avendo come schema delle piccole regole basilari.

Il mini, microscopico, racconto di questi giorni segue queste piccole regole basilari.

Jon & Danny – Parte 2/2

Preoccupazioni

Tornando a casa Jon si mise a rimurginare per l’indomani. I suoi compagni di scuola lo prendevano spesso in giro a scuola, così lui li evitava facendo l’antipatico. Non voleva essere additato e preso in giro, l’ultima volta era andato in escandescenza litigando con tutti.

Preso dalle sue preoccupazioni guardò Danny, come a cercare conforto. Il cagnolino in tutta risposta si mise a pancia in su per farsi accarezzare.

Per Jon non era proprio il caso di giocare in quel momento, doveva prepararsi per l’indomani. Fuori dalle mura della scuola era tutto diverso.

Il pomeriggio del giorno dopo lui e Danny erano davanti all’entrata del parco comunale. Come il giorno precedente, Jon guarda il suo cagnolino preoccupato. Questo abbaio mentre gli saltellava addosso per fare le feste.

«Certo che tu sei di grande aiuto sai?»

Fece un gran respiro ed andarono dietro il grande gazebo.

Una Giorno Per Jon

Al contrario di quanto si aspettava, nessuno lo prese in giro. Fece squadra con Sam e altri due compagni di scuola che detestava. Giocavano contro altri 5 di una diversa sezione.

Con 4 giocatori contro 5 la partita era destinata ad essere molto difficile.

Danny faceva da spettatore. Ogni volta che Jon prendeva la palla gli abbaiava contro e faceva le feste. Rincorreva pure la palla quando usciva fuori il campetto.

Dopo un’ora a rincorrere la palla, decisero di finire lì la partita: 8 gol segnati per la squadra di Jon contro i 7 degli avversari, avevano vinto.

Per festeggiare la vittoria Sam invitò tutti a casa sua a mangiare qualcosa, compreso Danny.

Arrivati a casa parlarono del più e del meno. Bevevano bevande gassate e mangiavano dolci comprati al supermercato prima.

L’ultima cosa che Jon non si aspettava era di passare un pomeriggio a ridere e scherzare con i suoi odiatissimi compagni di scuola. Danny faceva le feste a tutti, anche a Sam che aveva provato a lanciarlo via tanti giorni fa.

Jon, quando tornò a casa, pensò alla giornata trascorsa.

«Sai Danny, forse non son tutti così antipatici come credevo.»

Danny rispose appoggiando il suo muso sulle sue gambe. Faceva così quando voleva le carezze dietro le orecchie.

Piccole Scelte

Nei giorni successivi, Jon decise che non sarebbe stato più nel suo solito angolino in classe: Voleva stare in mezzo ai suoi nuovi amici.

In un primo momento sembrava che tutto andava bene, ridevano e scherzavano.

Ad un certo punto qualcosa andò storto.

«Avete vinto la partita nonostante Jon il portasfortuna e siete ancora vivi?» chiese uno di quei compagni che lo prendeva di solito in giro.

Jon sentì di nuovo quella sensazione che gli partiva dallo stomaco e gli saliva su in testa. Era un misto di rabbia e mortificazione.

Avrebbe voluto lanciargli contro Danny per farlo prendere a morsi.

Ma Danny non era lì quella mattina.

«Perché non vieni questo pomeriggio e giochi contro di me?» chiese Jon in tono di sfida.

«Sì, gioca contro di noi» aggiunse Sam.

«Dai, ti diamo due gol di vantaggio» rincararono la dose gli altri due compagni di squadra.

Il compagno, vedendo come lo fissavano per sfidarlo, disse: «magari un’altro giorno. Oggi devo andare dal dentista.»

Tutti si misero a ridere per la risposta.

Jon era diventato meno antipatico e giocava spesso all’aria aperta con Danny. Aveva una sua piccola cerchia di amici perché non gli andava spesso di socializzare. Sognava ancora di diventare un programmatore di videogiochi, magari di un gioco sul calcio.

Concludendo

Per scrivere questo mini racconto in due parti ho usato le fasi del Viaggio dell’Eroe. Sono state degli ottimi spunti per poter elaborare un testo così piccolo.

Ho anche pensato e ripensato a quale sarebbero state le difficoltà del protagonista, le sue paure.

Ti chiedo di scrivere, tramite commento, email, piccione viaggiatore o altro, la tua opinione e sopratutto: ti ha lasciato qualcosa dentro di te?

Mi auguro di sì.

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

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Esempio di Viaggio dell’Eroe: Jon & Danny

30 marzo, 2017 | | No Comment

Esempio di Viaggio dell’Eroe: Jon & Danny

Eccoti un piccolo esempio di come ho utilizzato il Viaggio dell’Eroe per creare una mini storia.

Tieni presente una cosa: è improvvisata sul momento, tenendo conto delle varie fasi del viaggio e degli archetipi più comuni.

Per ogni stazione ho scritto una specie di mini paragrafo.

Mi auguro che apprezzi le storie per “bambini”.

La prossima volta scrivo un mini racconto horror o di fantascienza, giuro.

Jon & Danny – Parte 1/2

Chiuso in una stanza

Jon era un ragazzino antipatico, chiuso nel suo mondo sotterraneo di giochi da nerd anni ’80. Aveva pochi amici perché non gli piaceva socializzare. Sognava un giorno di diventare un programmatore di videogiochi mentre sfogliava le riviste di donnine succinte.

Quella mattina di ottobre uggiosa non ci voleva proprio. Un violento temporale stava per buttare a terra Jon mentre andava a scuola. Deviò dal suo solito percorso entrando in un vicolo per cercare riparo. Non si accorse della presenza di un cagnolino.

Era sporco, bagnato ed emanava un odore che Jon mal sopportava. La bestiolina saltò addosso a lui per giocare. Lui in tutta risposta lo cacciò via. Non sopportava la presenza di altri esseri umani, figuriamoci quella di un cane randagio.

Nei giorni successivi il cagnolina cercava Jon, anche quando gli urlava contro di andare via. Disperato, chiese aiuto alla madre.

«Non so come fare, mi viene sempre addosso.»

«Prova a mettergli un guinzaglio e portalo in un altro posto.» Rispose con calma e naturalezza, «fallo domani all’uscita da scuola.»

Il giorno dopo il ragazzo lego il collare al cagnolino e si incammino verso il parco comunale. Lì era un buon posto per lasciarlo, lontano da casa sua.

Antipatico contro bullo

Al’entrata del parco c’era il bullo della sua classe, Sam Pewhort. Più alto e più grosso di lui, era stato bocciato due volte.

«Hei scemo, cosa ci fai qui?»

«Non sono affari tuoi Pewhort, lasciamo stare.»

«Hei, questo è il mio parco, tu non puoi ent…»

Nemmeno il tempo di concludere la frase che il cagnolino, seppure di modesta statura, gli morse la gamba destra.

Il nostro Jon era indeciso su che cosa fare.

Sam prese il piccolo cane e sembrava che voleva sbatterlo contro il cancello, ma venne fermato prima da Jon con un pugno sullo stomaco.

Mentre il mal capitato Sam era a terra, il nostro eroe insieme al suo cagnolino scappavano a casa.

Seppure con grande riluttanza e controvoglia, chiese a sua madre:

«Posso tenerlo in casa? Mi dispiaceva lasciarlo.»

«Sì, a patto che ti prenda cura di lui ogni giorno. Come si chiama?»

«Eh… Beh… Danny! Si chiama Danny.»

Da quel giorno in avanti Jon si prese cura di Danny. Ogni settimana gli faceva il bagno e ogni giorno uscivano insieme, anche quando pioveva.

A scuola il bullo Sam non accennava proprio all’episodio del parco e Jon faceva lo stesso: erano in una tacita pace.

Quando un giorno i nostri due amici tornarono al parco, c’era ancora l’alto e grosso suo compagno di scuola.

«Jon, scusa per quella volta, non credevo che picchiavi così forte.»

Jon, sorpreso da quella richiesta di scuse, rispose: «Non fa niente. Danny non si è fatto male.»

«Perché non vieni con me domani a giocare a calcio? Ci siamo quasi tutti della classe.»

All’improvviso una strana sensazione assale Jon. La stessa strana e fastidiosa sensazione che aveva quando era davanti a molte persone, come nelle recite di fine anno. Per fortuna lì non faceva il protagonista.

«Domani a quest’ora?» Chiese non facendosi vedere agitato.

«Sì, siamo di là, oltre il gazebo.»

«Ok.»

Il Viaggio continua…

Per vari motivi (ovvero non avevo voglia di stare ancora davanti al pc perché devo fare altre commissioni) lascio in sospeso a questo punto.

Con molta probabilità scriverò anche una specie di critica ed analisi di questa minuscola storia.

Ci sarà un evidente conflitto d’interessi facendo così..?

Il Viaggio dell’Eroe di Danny continua nella prossima puntata!

Stay connected.

Antonio Alfiere

www.Antonioalfiere.com

Libri Che Ti Consiglio Di Leggere

Evita le persone per essere più popolare

29 marzo, 2017 | | No Comment

Evita le persone per essere più popolareDovresti selezionare le persone sin da subito, evita chi non ti piace. Strano a dirsi, questo farà in modo che tu sia più popolare.

Questa è una mia riflessione, chiamiamola pure illuminazione, per vivere meglio la vita ed essere più produttivo.

Come da un po’ di giorni a questa parte, la mia lampadina, posta in alto a destra sulla mia fronte, ha emesso luce dopo aver letto una frase:

«Sii la persona che evita e cancella chi non ti piace per avere chi ti piace.»

Ti premetto due cose prima di procedere:

1 – Non ho nessuna lampadina in alto a destra sulla mia fronte; non sono un personaggio dei cartoni animati. Almeno credo…

2 – La frase non era proprio così; è presa da uno dei corsi in inglese che seguo.

L’idea è valida comunque. Evita e manda via le persone che non vuoi, in automatico sarai circondato da chi ti piace avere accanto.

No, non è un consiglio da motivatore motivazionale motivante o coach motivazionali.

Vuoi essere motivato a lavoro?

Assumi Tyler Durden di Fight Club come Coach motivazionale. Ricordi la scena di Raymond all’emporio nel film?

Tyler [puntando la pistola sulla testa]: Mani dietro la schiena!

Protagonista: Dio…

Tyler: Portafoglio. [leggendo i documenti che vi trova dentro] “Raymond K. Hessel. 1320 SE Benning, appartmento A.” Un buco striminzito in nel seminterrato, vero?

Raymond: Come lo sai?

Tyler: I seminterrati di merda mettono le lettere invece dei numeri. Raymond, tu stai per morire.

Raymond [piangendo]: No…

Tyler [guardando una foto nel portafoglio]: Questi sono mamma e papà? Mamma e papà dovranno chiedere al dottor tal dei tali la tua cartella odontoiatrica. Sai perché? Perché non rimarrà niente della tua faccia.

Protagonista: Avanti, avanti… Lui è…

Tyler: C’è anche un tesserino universitario già scaduto. Cosa studiavi Raymond?

Raymond: Roba…

Tyler: Roba? Materia tosta, eh? [colpisce Raymond in testa con il calcio della rivoltella] Ti ho chiesto cosa studiavi.

Raymond: Biologia per…

Tyler: Perché?

Raymond: Io… Io… Non lo so…

Tyler: Cosa volevi diventare, Raymond K. Hessel? [preme il cane della rivoltella] La domanda — Raymond! — era: “cosa volevi diventare?”

Protagonista: Rispondigli, Raymond! Accidenti!

Raymond: Veterinario! Veterinario!

Tyler: Animali!

Raymond: Sì, animali! Roba!

Tyler: E roba… Sì, ho capito. Ti servono altri anni di scuola.

Raymond: Troppi anni di scuola.

Tyler: Preferisci essere morto?

Raymond: No! Ti prego!

Tyler: Preferisci morire qui, piangendo come un coglione sul retro di un piccolo emporio?

Raymond: No… No… Ti prego… No… No…

Tyler: Mi tengo la tua patente. Ti sorveglierò. So dove vivi. Se non riprendi i tuoi studi di veterinaria entro sei settimane sei morto. Ora corri a casa. [Raymond corre via] Corri, Forrest Gump! Corri!

Protagonista: Mi sento male.

Tyler: Pensa come si sente lui.

Protagonista: E dai, non è divertente! Non era divertente! A che cazzo è servito tutto questo?!

Tyler: Domani sarà il giorno più bello della vita di Raymond K. Hessel. E vedrai che mangerà con più gusto di quanto io e te abbiamo mai mangiato.

Protagonista [voce fuori campo]: Bisognava riconoscerglielo, aveva un piano e cominciava ad avere un senso alla maniera di Tyler. Niente paura, niente distrazioni, la capacità di lasciarsi scivolare di dosso ciò che non conta

Sì. Ho copiato e incollato l’intero dialogo da wikipedia. Ce ne sono altri del film, facci un salto dopo.

Chiusa parentesi motivazionale. Hai capito adesso come la penso, giusto?

Un’idea valida in ogni settore: evita i disturbatori

L’idea di evitare le persone che non vuoi viene dal marketing.

Evita, e nei casi estremi manda via, i clienti che non ti piacciono. Non ci avere proprio a che fare.

Fidati, funziona anche a livello privato. Evita le persone strafatte di dopamina (l’ormone dello stress) e che sono incastrate in cicli autodistruttivi.

Più tosto meglio leggere un libro, scrivere, inseguire le farfalle, guardare Fight Club od oziare.

Un mio carissimo amico ha sempre fatto così, ha evitato le persone che non gli piacevano, non li chiamava mai.

Era selettivo con chi gli stava intorno, seppure molto socievole e spontaneo.

Credi sia rimasto solo nella vita?

Per niente!

Era sempre circondato da nuovi amici e amiche, molto ricercato per la sua compagnia.

Io ho fatto all’inverso. Rimanendo con persone “tossiche” ho passato dei periodi, anche lunghi, della vita in cui sono rimasto solo.

Invece di passare del tempo con loro avrai fatto meglio a scrivere.

Sicuro che adesso avrei da parte una ventina di romanzi scritti.

Ti auguro di liberarti presto dalle persone “tossiche”.

Un abbraccio.

Antonio Alfiere

www.AntonioAlfiere.com

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Il Protagonista Scrive La Storia E Tu No

24 marzo, 2017 | | No Comment

Il Protagonista Scrive La Storia E Tu No

Quando scrivi una storia è importante focalizzarsi sul personaggio principale, il protagonista.

Questo perché il personaggio principale è il fulcro di tutto quanto, la base portante su cui ruota ogni evento.

Lui è come il sole. Intorno ruotano tutti i corpi celesti. Questi corpi celesti sono gli altri personaggi che vivono in funzione di lui.

Senza di lui infatti non esisterebbero.

Non esisterebbero perché non ci sarebbe una storia.

Non essendoci una storia non possono esserci personaggi.

Pensandoci bene questo “protagonista” è proprio un peso sullo stomaco! Non puoi scrivere nulla fintanto non ne crei uno.

Una ragione in più per focalizzarsi sul protagonista quando scrivi una storia è…

… Che non puoi farne a meno!

Nah, non è vero. Ne puoi fare a meno.

Infatti la mancanza del protagonista rende la storia come un racconto corale. Molti personaggi minori che affrontano una vicenda, un evento.

L’evento è il vero protagonista perché raccoglie in se molte persone.

Un esempio di racconto corale è un film che raccoglie le vicende di più personaggi senza dar loro il ruolo da protagonista. Come nei film catastrofici degli anni ’60/’70.

Mi viene in mente il film “Inferno di Cristallo”. Sì, lì erano due i protagonisti principali.

Comunque di contorno c’erano altri grandi interpreti dell’epoca, come Fred Astaire.

Se avesse ballato durante il film sono sicuro che non ci sarebbe stato nessun incendio.

Anche il film “Il Meraviglioso Mondo di Amelie” è da considerarsi una storia corale.

C’è la protagonista, Amelie, e sono presenti durante tutto il film le vicende di altri personaggi. Quindi, dal mio punto di vista, è un insieme di più storie buffe.

A proposito di storie buffe.

Anni fa creai un personaggio buffo e strano. L’avevo chiamato Angulus Ignota, traduzione letterale di Angolo Ignoto in latino.

Avevo molta fantasia all’epoca vero?

La sua esistenza era incentrata sul suo lavoro dentro un call center lager dove gliene succedevano di tutti i colori.

Lì ho sperimentato quanto sia interessante fargliene capitare di tutti i colori al protagonista.

Fallo anche tu, fagliene capitare di tutti i colori ai tuoi protagonisti.

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

Film – L’Inferno Di Cristallo: https://goo.gl/K9hSd2

Film – Il Favoloso Mondo di Amelie: https://goo.gl/NovdUr

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