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Archive for ‘Esercizi & Esercitazioni’ category

Esercitazione di scrittura 004: C’era una leggenda…

22 maggio, 2017 | | No Comment

Esercitazione di scrittura 004: C'era una leggenda...Esercitarsi sulla scrittura serve, eccome se serve.

Sono un fervente sostenitore della pratica costante. Nessuna pratica? Nessun lavoro completato.

E non vale che devi avere l’ispirazione per scrivere. Stephen King ha sempre visto il suo lavoro come un artigiano, non come un artista che va alla ricerca della perenne ispirazione. Lo puoi leggere sul suo famoso libro “On Writing”, questo è il link –>http://amzn.to/2ryQaqS. Quindi niente scuse, fai pratica.

Dato che la scrittura libera, il flusso di coscienza, può essere dispersiva, è meglio usare una linea guida.

Ti propongo adesso, come nelle precedenti esercitazioni (link), un esercizio preso da una pagina di un sito internet.

La pagina è –> http://writingexercises.co.uk/firstlinegenerator.php. L’idea è quella di scrivere una short story, storie di massimo 7.500 parole, usando una “Random First Line Prompts”, ovvero “Richieste casuali prima linea” (grazie google translate per questa traduzione sommaria).

Dato che sono pigro, molto pigro, andiamo sulle very short story, usiamo un massimo di 500 parole.

Seguimi, utilizza anche tu questa prima linea casuale:

“There was a legend about the well in the garden”

Tradotto da google translate:

“C’era una leggenda sul pozzo nel giardino”

Un sentito grazie agli sviluppatori del traduttore online, senza di voi non avrei potuto divertirmi a fare queste follie in rete.

Il pozzo di Bulworth

C’era una leggenda sul pozzo nel giardino dei Bulworth. Una leggenda che William Bulworth voleva dimenticare per sempre.
La gente di Canterbury ne parlava quando smettevano d’impicciarsi negli affari altrui, sorseggiando una birra nera al pub oppure bevendo una tazza di té con le bisbetiche vicine di casa. Talvolta ne parlavano sottovoce perché nessuno potesse avere informazioni in più del dovuto. In molti erano interessati a quella storia.
Si raccontava che il padre del giovane William avesse seppellito lì dei lingotti d’oro dopo una rapina, svelando a lui come recuperarli dal pozzo di casa. In molti credevano a questa storia. Infatti i primi tempi dopo la morte di Sam Bulworth erano stati strazianti per il figlio. Non per il dolore della perdita del padre Sam, bensì per le persecuzioni che ricevette.
Il povero William venne perseguitato da tutti. Il giorno stesso del funerale di suo padre venne interrogato da sua zia Susie, davanti alla salma del defunto. Una volta un poliziotto lo arresto per un futile motivo per ricattarlo; lui non sapeva niente e si beccò tre giorni in cella.
La madre Sarah, disperata e col cuore lacerato, non era in grado di difenderlo in alcun modo.
Quando si sparse la voce che il povero figlio orfano di padre non sapeva niente di quel tesoro, William era già lontano, trasferitosi a più di 100 km di distanza.
Vent’anni dopo, William tornò a Canterbury. Non per piacere, non per rivedere i suoi vecchi compagni di scuola e aguzzini. Tornò a casa per il funerale dell’anziana madre.
Fu una morte tragica e molto strana: era caduta dentro al pozzo nel giardino.
Williamo non prestò alcuna attenzione alle dicerie che ne seguirono. C’era chi diceva che lei aveva scoperto dov’era l’oro, chi diceva fosse uscita pazza e chi invece voleva suicidarsi.
Le dicerie non si fermarono per giorni, rafforzate da un elemento in più: il pozzo era stato murato dalla morte di Sam.
Perché allora Sarah Bulworth ha rotto la muratura a colpi di piccone e poi si è caduta lì?
Nessuno lo sapeva, né tanto meno importava a William.
Il giorno prima di consegnare la casa di famiglia ai nuovi inquilini, i Jonhson di Londra, il nostro sfortunato eroe si sedette sulla vecchia panca di legno davanti al suo letto, attaccata alla parete.
Che stress quegli Jonhson, non hanno fatto altro che parlare della vecchia leggenda e dell’oro. Non vedeva l’ora di andare via.
Mancava solo un particolare per andare via da quel postaccio. William voleva portare via quella panca, dove da piccolo giocava a carte con suo padre.
Il legno era fracido, pieno di buchi da tarme e con le vite ormai spanate. Dovette usare la forza per strapparlo da quella parete.
Dopo svariati tentativi, riuscì a staccarla tirandola per poi cadere per terra. Rialzatosi fece una scoperta che lo lasciò fermò e immobile, come la salma di un morto:
“3 passi dal pozzo verso la siepe, 11 verso casa e scava. Non dare retta al foglio che ho lasciato dentro il mio vecchio abito da sposo, è la storia che ho raccontato al mio socio per non dargli nulla. Lascio tutto a te mio piccolo William.”
La scritta era incisa sul legno, nascosta per anni e anni dalla vecchia panca di legno.
William iniziò a sentire qualcosa nello stomaco che saliva fin sopra la testa. Impiegò svariate ore per realizzare di avere dei lingotti d’oro nascosti nel suo giardino.
Anni dopo c’era  ancora una leggenda sul pozzo nel giardino dei Bulworth. La gente di Canterbury né parlò per molto tempo. Erano in tanti a chiedersi come raggiungere il fondo del pozzo e recuperare l’oro del fu Sam Bulworth.

Scrittura conclusa, tocca a te adesso

Sì, dico a te. Esercitati anche tu.

Non è difficile, richiede circa 30 minuti del tuo tempo.

Anche meno se scrivi veloce a macchina.

E non esitare a criticare quanto ho scritto: le critiche costruttive aiutano a migliorare nella scrittura, quindi fanne e dammi una mano.

Dedicato alle tue storie

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

Esercitazione di scrittura 03: il cane e il profumo

15 maggio, 2017 | | 2 Comments

Esercitazione di scrittura 03: il cane e il profumoQuesta esercitazione di scrittura è anche una sfida per te. Voglio vedere dove riesci ad arrivare.

L’esercizio è il seguente (da http://www.chaoticshiny.com/wegen.php):

“Write for at least 5 minutes about a malfunction, a dog, and a perfume bottle.”

Tradotto per chi non mangia l’inglese:

“Scrivi almeno 5 minuti circa un malfunzionamento, un cane e una bottiglia di profumo.”

Vuoi partecipare anche tu?

Utilizza quest’applicazione online: https://writer.bighugelabs.com/welcome. Editor di testa minimale. In ogni sessione puoi impostare i minuti, quante parole e caratteri che vuoi scrivere. Spesso scrivo utilizzando questo applicativo.

In alternativa utilizza un qualsiasi cronometro, imposta 5 minuti e via con la scrittura veloce.

Il cane profumato

Nella citta di Franlin nessuno era al sicuro.

Dopo il terribile disastro della fabbrica dei robot da manutenzione, tutto era cambiato. Quelle cose che una volta aiutavano il prossimo, volevano fare del male e tutti si nascondevano nella desolazione notturna.

Soltanto di giorno si poteva uscire di casa…

…E questo il piccolo Eddy, un cane barboncino non lo sapeva.

Fuggito di casa a causa della distrazione del suo padroncino, girava senza sosta per la città, incurante di quello che gli stava per succedere.

«Piccola bestiaccia, cosa ci fai qua?» Esclamò una voce metallica da dietro di lui.

Eddy si girò e, incuriosito, iniziò ad annusarlo.

«Non dovresti essere qui, lo sai?» Emise un suono metallico tipo sirena. Da dietro dei vicoli si avvicinarono altri umanoidi metallici che stavano circondando Eddy.

Il nostro piccolo eroe si avvicinò a uno di quei robot per annusargli i piedi.

«Che fai….

 

  • Interrompo perché ho sforato con i minuti. Da qui in poi considera che ho fallito l’eserciazio. –

«Che fai piccola bestiaccia? Non ti avvicinare.»

«Ci penso io AX-129, lascialo lì.»

Uno dei robot assassini raccolse da un sacco di spazzatura una boccetta di profumo.

«Chanel n.5, il dolce profumo della morte per te piccola bestia.»

Il malefico robot lanciò con forza la boccetta ed Eddy la schivò saltando sui piedi di un altro.

La boccetta s’infranse sul piede metallico, da dove iniziarono a uscire delle scintille.

«Che-e-e-e cos-a-a-a-a hai fatto… Imbecille.»

Delle scosse iniziarono a propagarsi dalla gamba in su.

«AX-129 ha un malfunzionamento. Richiedere smantellamento. Richiedere smantellamento.»

«T-t-t-t-u non mi smallen-t-t-t-t-i. I-o-o-o-o-o sma-a-a-a-allento te.»

«Allarme. Allarme. Allarme. Richiesto supporto.»

Il robot mal funzionante assalì gli altri, staccando braccia, gambe e teste.

Il nostro piccolo cagnolino Eddy, non capendo cosa succedeva, trovò la strada di casa e dormì sul letto del suo padroncino.

Il cane Eddy è un eroe

Tu cosa ne pensi di questa piccola storia?

Lo so, ho sforato nei tempi, la storia sembra quella adatta per i bambini a cui piace la fantascienza e la conclusione non si può leggere.

Del resto è meglio concludere un lavoro, senza esigere la perfezione, giusto?

Dedicato alle tue storie.

www.antonioalfiere.com

Esercitazione di scrittura: ponte e cerchio?

4 maggio, 2017 | | No Comment
Esercitazione di scrittura: ponte e cerchio?

Esercitazione di scrittura: ponte e cerchio?

Ammetto che mi sono fissato sull’esercitarmi perché ho poca fantasia per nuovi post. Infatti è faticoso scriverne uno al giorno, anche sotto le trecento parole.

Sono andato di nuovo dal mio generatore casuale di esercizi di scrittura, ho cliccato sul pulsante e…
Scrivi almeno 250 parole su un ponte e un cerchio.

Ecco, un soggetto piu’ facile non si poteva avere?

Va bene che ho “sbadatamente” ignorato i primi due con almeno 600 parole ciascuna…

…Ma qui cadiamo sempre sull’horror o sul fantasy.

Robert non doveva andare sotto il ponte

Robert McFrost era un tranquillo e pacifico rapinatore seriale.
Gli bastava poco per vivere bene: migliaia di monete d’oro, donnacce delle taverna di Grim Wood, ettolitri di birra, una sana alimentazione a base di carne grassa e passare ore nella bisca clandestina di mastro Gordon.
Ogni tanto le sue monete d’oro finivano e doveva procurasene di nuove.
Tra Grim Wood e la città di Holden’s Rock c’era il fiume Yli, attraversabile grazie al Yli’s Bridge, fatto di legno nero proveniente dalla lontana Kalimsor. Si narrava, senza prova alcuna, che quel legno proveniva da un antico e terribile tempio.
L’Yli’s Bridge, comunque, era il passaggio obbligato di molti mercanti e nobili che dovevano spostarsi. Nessuno aveva mai accusato eventi strani o bizzarri al suo attraverasamento nonostante strane storie che si raccontavano in giro.
Il nostro bel sfigurato e puzzolente Robert McFrost, ebbe un bel giorno l’idea di procurarsi il denaro da chi attraversava l’Yli’s Bridge. Visto che passavano tanti ricchi per quel ponte, sarebbe stata una buona idea fargli presente che aveva bisogno di denaro, giusto?
Prese la carcassa di un povero cavallo morto e l’adagiò in mezzo al ponte. Per nascondersi andò sotto il ponte, incurante dell’acqua e pronto a piombare dietro al primo malcapitato.
Con l’acqua che lo copriva fino alla gola, guardava in alto attraverso le travi di legno in attesa.
A mezzodì successe una cosa molto strana: Robert McFrost notò un cerchio bianco ricoprire la largezza del sotto ponte.
Prima non c’era. Com’era possibile che fosse comparso così, all’improvviso?
C’erano delle scritte e il nostro eroe iniziò a leggerle.
«Bianco come il cadavere, nero come la notte, vado verso il dolore e addio alla sorte»
Il cerchio divenne rosso. Il ponte tremò. Robert McFrost rimase scosso.
La luce scomparve, l’acqua non bagnò. Robert McFrost vide cadere delle larve.
«Chi sei tu? Sei brutto come un verme schiacciato.»
Dentro al cerchio comparve una figura incappucciata con barba lunga e un bastone raggrinzito in mano.
«Io… Sono Robert…»
«No, tu sei un idiota! Chi ti ha detto di andare sotto il ponte e leggere le scritte sul cerchio? Rispondi.»
«Nessuno… Io volevo solo… Farmi un bagnetto…»
Tese il bastone verso Robert e pronunciò una frase incomprensibile. Una scarica elettrica invase le ossa del nostro povero rapinatore.
«Ti ho detto di rispondere. Chi ti ha detto di andare sotto il ponte e pronunciare l’evocazione?»
«Nessuno, avevo bisogno di soldi.»
«Hai bisogno di soldi e vieni qua a fare evocazioni? Chi sei tu? Rispondi!»
Robert tremava e non si era accorto delle lacrime che gli scendevano dal viso. «Mi chiamo Robert McFrost, di Grim Wood. Avevo bisogno davvero di soldi e volevo rapinare qualcuno. Ho letto per sbaglio le scritte qui, mi scusi.»
«Ma che scuse e scuse, miserabile decerebrato. Chiedi scusa dopo il fatto compiuto. Si vede che sei un demente.»
«Non mi polverizzi signor mago, per piacere.»
«Non sono un mago razza di coniglio. Aspettavo un’altra persona e sei arrivato tu.»
«Chi aspettavate signore?»
L’uomo con la barba lunga puntò di nuovo il bastone verso McFrost per dargli un’altra scarica.
«Non sono affari tuo stupido. Ora dimmi, cosa fa un’alba in una notte rossa?»
Robert scosse la testa più volte per riprendersi, «non lo so signore, non lo so proprio.»
«Proprio come immaginavo: non sei nemmeno un predestinato. Addio Robert McFrost, il demente.»
L’uomo incappucciato pronunciò una serie di parole in una lingua sconosciuta; agito le mani formando due cerchi e puntò i diti indici verso il nostro povero malcapitato.
Robert svenne.
Quando si risvegliò sotto il ponte nero il cerchio non c’era più. Dal naso usciva del sangue e i suoi occhi guardavano in direzioni opposte.
Risalito sul ponte iniziò a girovagare senza meta quando incontrò un viandante.
«Signore, sta bene? Come mai è così fracido? Non sente freddo?»
«I-i-i-o son-o-o-o Robert. Robert. Robert.»
«Ah… Sì, sei Robert, piacere. Buona giornata.»
«Io son-o-o-o-o Robert, Robert Robert. Ci-a-a-o.»
E fu così che da quel giorno la piccola cittadina di Grim Wood ebbe il suo scemo del villaggio.

Esercitazione conclusa, andate a casa

Sono stato un po’ crudele con il povero Robert.

Oppure è stato Robert così stupido?

Dedicato alle tue storie.

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

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Esercitazione di scrittura: persi nel deserto

3 maggio, 2017 | | No Comment
Esercitazione di scrittura: persi nel deserto

Esercitazione di scrittura: persi nel deserto

L’esercitazione di oggi, presa dal sito http://www.chaoticshiny.com/wegen.php, prevede:

Scrivi almeno 300 parole su un inizio di relazione, uno specchio e un deserto. Focus sul dialogo.

Ammetto che non sono sicuro del risultato ottenuto. Mi auguro di aver centrato l’obbiettivo dell’esercitazione e che la lettura ti sia gradevole.

Non pretendo la perfezione. Pretendo una bella storia da leggere e che ti rimanga dentro.

Buona lettura

Persi nel deserto

Lei era là, dentro il bagno. Il suo nudo corpo esile, dalla pelle pallida e dalle forme delicate rifletteva sullo specchio davanti a me.

Lo faceva di proposito a tormentare il mio animo inquieto in questo modo?

Non gli bastava essere entrata dentro la mia anima a ossessionarmi col desiderio di stringerla per sempre a me?

Elena girò il capo verso lo specchio e mi sorrise. «Vuoi rimanere a fissarmi lì in eterno Anselmo?»

«Può darsi di sì, come una settimana fa.»

«No, risparmiamelo. Mi mangiavi con gli occhi in mezzo a tutte quelle persone. Ti avrei preso a schiaffi in quel momento.»

Mi alzai dal letto e mi affacciai alla finestra: volevo perdermi in quel deserto davanti a me, volevo cancellare quell’attrazione verso di lei.

Avevo fallito

«Da quel giorno mi hai maledetto. Sarai forse una strega?»

«Certo che lo sono» rispose avvicinandosi a me, «una di quelle molto cattive e terribili.»

«C’è un rimedio a questo maleficio che mi hai mandato?» Volevo scherzarci sopra, anche se dentro di me ribollivo come un vulcano.

«No, non c’è rimedio. Non c’è soluzione.»

Mi voltai, i suoi occhi azzurri risvegliavano qualcosa in me che non conoscevo.

«Ci conosciamo da poco tempo e siamo già arrivati al punto di non ritorno Elena.»

«È la prima volta per me. Non mi era mai successo.»

«Non era mai successo anche me.»

Appoggiai le mie mani sui suoi fianchi. Lo specchio rifletteva noi due, illuminati dalla luce del sole. Sullo sfondo si vedeva il deserto, come se in quell’istante non ci fosse nient’altro che noi.

«Domani potrei essermi stancata di te. Da brava strega cattiva.»

«Domani potremmo risvegliarci di nuovo qui, insieme.»

«Lo vorresti?»

«Non lo so. Sta succedendo molto in fre…» Mi interruppe dandomi un bacio.

Ero stordito e spaesato. Troppe emozioni in una volta sola.

«Domani… Non ci sveglieremo Anselmo. Continueremo a vivere qui…»

Fu così che iniziò la mia tormentata storia con la strega del deserto.

L’esercitazione continua

Adesso perché non ci provi tu?

Così come ho fatto io, scrivi anche tu almeno 300 parole sull’inizio di una relazione, uno specchio e un deserto.

Le linee guida sono generiche, quindi il risultato sarà variabile comunque.

Io mi sono attenuto a scrivere poco più di 300 parole, tu potresti scriverne di più e ottenere un risultato molto migliore del mio.

Dacci dentro.

Dedicato alle tue storie

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

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6 parole per una storia che lascia il segno

26 aprile, 2017 | | No Comment

Puoi scrivere una storia con solo 6 parole?

La risposta è sì, puoi farlo.

Prendo spunto dal famoso Hemingway e, come lui stesso disse anni fa, dalla sua più bella storia di sempre:

“Vendesi scarpe da bambino, mai usate.”

Di primo acchito ti può sembrare una frase banale. Non è affatto così.

Non voglio approfondire il lato metafisico della storia, come ad esempio il messaggio sotto inteso che non è mai stato bambino, bensì quello pratico.

Quando hai soltanto 6 parole per scrivere una storia, anche esaustiva, impari come essere diretto.

Una storia diretta, così come anche i messaggi diretti, penetrano meglio nella testa del tuo pubblico.

5 Esempi (improvvisati) di storie da 6 parole ciascuna

Attraversai la strada, venne l’auto

Credo che capisci che fine feci in questa storia, vero?

Picchiato dalla moglie, denunciato da femministe

Doppiamente sfortunato, non credo che il protagonista vorrà avere a che fare con altre donne…

Amore fallito, matrimonio sfumato, viaggio tropicale

Diciamocela tutta, la fine è l’inizio di un nuovo viaggio.

Arginò le emozioni con uno scoglio

Le emozioni falliscono davanti a un cuore di pietra.

Accoltello delicatamente, taglio teste urlanti

Qui mi sono superato, una storia di soli 5 parole ed ho pure usato due parole in forte contrasto tra di loro.

Pensaci in 6 parole

Hai notato che la storia, seppure molto brevissima, è più chiara della spiegazione che ho provato a darti?

Impieghiamo più tempo a creare la guarnizione di un piatto che la portata principale in sé.

Cucino piatto principale oggi, guarnisco domani

L’esercizio ti serve a essere più chiaro e diretto.

Scrivi anche tu altre storie di sole 6 parole, è più facile di quanto pensi.

Scrissi sei parole, raccontai un mondo

Visto?

Potremmo continuare all’infinito.

Guardai il cielo, andai con te.

Questa è un po’ melodrammatica…

…Comunque provaci anche tu.

Dedicato alle tue storie

Antonio alfiere

www.antonioalfiere.com

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