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Non ti va di scrivere? Anche a me non va

27 aprile, 2017 | | No Comment
Non ti va di scrivere? Anche a me non va

Non ti va di scrivere? Anche a me non va

Hai presente quei momenti in cui non vuoi proprio scrivere?

Quando vorresti fare altro e lasciare la scrittura per un altro giorno?

Oppure quando realizzi che scrivere dal nulla è una fatica nera?

Ecco, siamo in due.

Spesso sono in questa situazione, con il risultato che sto davanti al monitor a guardare trailer di film in uscita e leggere cose inutili.

Cosa cavolo mi importa di sapere se in un certo stato il pil è aumentato del 2% rispetto all’anno scorso?

Nulla.

Condivido con te questa mia esperienza personale: buttarsi da un’altura è uguale a scrivere dal nulla.

Scrivere è faticoso? Sì, lo è tanto pure

Immagina di trovarti davanti a un burrone.

Guardi sotto è vedi il nulla più totale. Il fondo è così distante che vedi il buio.

Hai 3 alternative a riguardo:

  1. Continuare a guardare sotto e fantasticare come sarebbe buttarsi;
  2. Stare immobile dove sei e pensare ad altro, magari a quale videogame è meglio comprare domani;
  3. Fregartene delle tue fantasie e di altro inutile per buttarti, anche se non hai la più pallida idea di cosa fare e cosa succederà dopo.

Io ho optato per la 3° scelta.

Credimi, è più facile di quanto pensi.

Scrivo sul non sapere cosa scrivere

Quando scegli la 3° opzione succedono cose straordinarie:

  • Inizi a scrivere, atto di per sé incredibile visto che prima non lo facevi;
  • Escono idee nuove, e questo smentisce l’idea che devi avere prima l’ispirazione per mettere mano sulla tastiera;
  • Guadagni tempo e tanto pure, cosa te ne fai di tutte quelle elucubrazioni mentali? Nulla.

Come vedi hai solo da guadagnarci facendo in questo modo.

Fregatene di non avere un obbiettivo, scrivi.

Dedicato alle tue follie.

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

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Più una storia è semplice, meglio funziona

24 aprile, 2017 | | No Comment

Per storia semplice, e che funziona, intendo i lavori che seguono l’acronimo inglese KISS.

Keep

It

Simple

Stupid

Tradotto per chi, come me, non mastica molto d’inglese suona come…

“Rimani sul semplice, stupido”

Al di là della filosofia che sta dietro a questo motto, molto usato fuori dall’Italia, il principio di base è tanto valido quanto utile.

Lo puoi usare in vari settori della tua vita.

Tranne nelle relazioni umani. Per mia diretta esperienza sono complicate, con troppe variabili, mutevoli e lunatiche come i nostri stimatissimi politici italiani.

Hanno cambiato più partiti politici loro che un giocatore di calcio strapagato.

Una storia semplice è…

  • …Facile da ricordare – Non sei obbligato a ricordarti una lunga lista di personaggi con rispettivi nomi, lavoro e relazioni familiari. Hai pochi punti importanti da trasmettere e questo ti permette di ricordartela quando e dove vuoi.
  • …Facile da raccontare – I pochi elementi narrativi rendono tutto più fluido e scorrevole, come un fiume senza intoppi. Con pochi punti da seguire regali una sensazione di spontaneità e genuinità.
  • …Facile da imprimere – I pochi elementi narrativi, inoltre, ti permettono d’imprimere meglio il messaggio dentro l’immaginario del tuo pubblico. “Vendesi scarpe da bambino, mai usate”, sei parole di Hemingway che lasciano il segno.
  • …Facile da ripetere – Quando hai da memorizzare poche semplici frasi, è logico che puoi raccontarla più volte senza sbagliare, giusto? “Comprai casa. Non ero felice: scarafaggi”, questa è mia.
  • …Facile da modificare – Mai pensare che una storia è statica e immutabile. Basta poco per modificarla a tuo piacimento in base alle tue esigenze. “Vendesi scooter da corsa, gomme forate”, Hemingway mi perdonerà per aver preso spunto dalle sue scarpe.
  • …Facile da memorizzare – Il tuo pubblico segue un filo logico ben preciso dove ci sono pochi elementi da ricordare. Niente sequela di personaggi e situazioni alla Beatiful.
  • …Facile da assimilare – Una storia semplice invia, in apparenza, un messaggio altrettanto semplice al pubblico. Dietro a questa “semplicità” può celarsi qualcosa di più complesso.

Una conclusione semplice

“E se ti dicessi che scrivere questo articolo/email è stato faticoso quanto un romanzo, ci crederesti?”

(citazione dal film di matrix modificata da me)

La semplicità costa quando sei abituato a lunghe spiegazioni.

In psicologia una persona che da molte spiegazioni è definita insicura.

In psicologia una persona che manda un messaggio chiaro in poche parole è definita sicura di sé.

L’equazione è facile: meno spiegazioni, più messaggi chiari e diretti creano racconti incisivi.

Questo è valido tanto quanto i racconti da bar, quanto i grandi romanzi.

Keep it simple, stupid

Dedicato alle tue storie.

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

Libri e film correlati:

5 motivi perché la creatività vien creando

21 aprile, 2017 | | No Comment

La creatività, che oggi associo al mangiare, è soggetta anch’essa a delle leggi.

Non ti aspettare che oggi ti dica quali sono queste leggi, ancora non le conosco del tutto io.

Ammetto di essere un principiante, ho delle lacune che giorno per giorno voglio colmare.

Nella mia piccola esperienza ho capito una cosa: più muscoli alleno, più muscoli avrò; più corro, più resistenza nella corsa avrò; e così via per molte altre cose.

Non di meno è la creatività.

Questo elemento importante per noi che aspiriamo a essere grandi autori, scrittori, storyteller, artisti ecc. Va allenata, giorno per giorno.

5 chiavi per aumentare la creatività

Più che chiavi sono devi veri e propri esercizi che io, personalmente ho fatto.

Alcuni li ho presi da dei libri che lessi anni fa, da dei corsi online e da mie intuizioni.

Il 5° ad esempio è una cosa che mi è successa davvero quando lavoravo in un call center. Lì ero costretto a parlare per 6 ore filate per vendere prodotti telefonici.

Il risultato fu che in quel periodo scrivevo racconti a go go.

  1. Scrivi tutto quello che ti salta in mente avendo penna in mano e foglio di carta, non importa cosa, fallo e scoprirai che le idee usciranno fuori da sé;
  2. Prendi spunto da un racconto qualsiasi e cambia luogo, data, persone, parole, eventi, ecc.
  3. Disegna quello che hai davanti adesso e aggiungi qualche elemento strano che non dovrebbe esserci, va bene anche uno schizzo mal fatto per poi crearci un racconto sopra;
  4. Descrivi un’oggetto qualsiasi, che hai davanti, da diversi personaggi, tipo un meccanico, un architetto, un ladro ecc.
  5. Parla senza sosta, anche con discorsi insensati, per almeno 5/10 minuti di fila, hai mai notato che più scrivi più sai argomentare nuovi discorsi?

Hai notato che gli esercizi che ti ho esposto son solo pratica e sono variegati come spunto iniziale?

La creatività, oltre a essere una qualità, è un muscolo da allenare.

Allenati ogni giorno.

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

Libri e film correlati:

Tonight on your life: “Il viaggio dell’horror”

20 aprile, 2017 | | No Comment

Tutti noi siamo attratti dall’horror. E chi dice il contrario ha avuto una brutta esperienza a riguardo.

Oggi partiamo per un piccolo viaggetto, di tipo mentale.

Così come per il genere avventura, anche l’Horror ha il suo Viaggio dell’Eroe…

…E spesso e senza ritorno.

In questo genere, comunque, non c’è un vero proprio viaggio. Bensì c’è una rottura di schemi.

L’Ombra non per forza corrisponde alle paure dell’Eroe, se non in quella di morire.

(N.B. In caso non sai cos’è e chi è L’Ombra in una storia, ti invito a scaricare il report gratuito dal mio sito internet).

Guarda per esempio Venerdì 13. Dal secondo in poi è, quasi, sempre lo stesso personaggio, Jason, un uomo grosso e brutto armato di machete.

Come può corrispondere alle paure dell’Eroe?

Corrisponde alla comune morte di morire.

L’horror non è bello se non è sanguinarello

Premesso che adesso ti sto mostrando il mio pensiero personale, ti dico che nell’Horror non c’è bisogno per forza di seguire a menadito il Viaggio dell’Eroe. Sarebbe solo un valore aggiunto in termini di qualità, non del tutto fondamentale.

In questo genere la Chiamata dell’Eroe avviene in maniera brutale e senza via di scampo.

Nell’horror l’Eroe non ha scelta. Volente o meno c’è dentro, fino al collo…

Il Mentore è l’istinto di sopravvivenza, o qualcuno bravo che sa come cavarsela. (Io preferisco quando non c’è nessuno che gli dà consigli comunque)

L’obbiettivo di quando scrivi una storia horror non è intrattenere il pubblico, mandargli un qualche messaggio o altro ancora.

L’obbiettivo e accanirsi sui protagonisti.

Tu, in quanto autore, decidi chi vive e chi muore…

…E sopra ogni cosa decidi il come deve morire.

Sa un po’ di sadico, è il bello dell’essere un autore Horror.

Sì un sadico pure tu, anche per una volta soltanto…

…Scrivi una storia horror.

mwhuahuahuahuahuau!

(Ogni tanto ci sta a divertirsi così 😀 )

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

Libri e film correlati:

In amore vince chi racconta

19 aprile, 2017 | | No Comment

Ho preso in prestito la massima comune sull’amore per parlare di sentimenti ed emozioni.

Le emozioni sono molto importanti nelle storie. Crei feeling, connessioni con gli altri e fai identificare di più il pubblico con i protagonisti della narrazione.

Più il tuo personaggio dimostra emozioni, più si legherà agli spettatori. In particolare quando è molto simile, nei difetti e azioni, a loro.

Raccontare storie, leggasi anche storytelling, oltre ad esserti utile a lavoro, nel personale e nei rapporti con gli altri, è utile anche nei sentimenti.

Pensaci bene, in amore non facciamo altro che raccontare di noi stessi, giusto?

L’amore non crea ponti

Le tue storie invece sì.

È la tua storia personale, come la racconti e la esponi, le emozioni che inserisci che creano ponti verso il partner.

Non mi sto mettendo a fare il guru dei rapporti di coppia, di cui i sono un disastro totale, non fraintendermi. Anzi, leggi con fare scettico quello che ti sto dicendo ora.

Ti sto svelando, comunque, quello che mi è successo poche volte e il perché: un sentimento molto forte chiamato amore.

È raro trovare una persona che ci fa palpitare il cuore così forte da farcelo esplodere. È raro trovare una persona che occupa del tutto i nostri pensieri.

Non sono uno che si innamora facilmente. Anzi, mi hanno detto che sono di ghiaccio certe volte.

Quelle poche volte che mi è successo, due a malapena tre, ho notato una cosa: più raccontavo di me, del mio passato, sia nel bene che nel male, più ci avvicinavamo.

L’amore tra noi due in questo modo cresceva ancora di più.

Lo so, ho detto una cosa scontata ai più.

Magari per te non è così scontata.

Fai qualcosa in più per trovare l’amore e per farlo crescere sempre di più.

Racconta non la tua storie. Racconta le storie della tua vita.

(ok, dopo queste smielaggini sull’amore domani parliamo di film dell’orrore, promesso)

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

Libri e film correlati:

Il vincitore di 1 milione di euro è… Il bugiardo racconta frottole!

18 aprile, 2017 | | No Comment

Può un bugiardo guadagnare vagonate di soldi?

Può avere anche un ottimo lavoro?

E magari pure una promozione che non ti aspettavi proprio?

Certo che sì.

Ti premetto che non parlo di raggiri, truffe e quanto altro ancora di illegale. Sono il primo ad arrabbiarmi davanti a tutto questo.

Parlo di ben altro io. Parlo della qualità genuina e di gran valore che un bugiardo ha quando inizia a mentire.

Perché loro, i mentitori, hanno una particolarità che li contraddistingue dai sinceri:

Sanno raccontare storie.

Chiamate anche “frottole”.

Scopri il bugiardo che è in te

Da piccolo di bugie ne raccontavo. Sopratutto in famiglia, quando dovevo giustificarmi per una commissione non fatta, per aver rotto un’oggetto e altro ancora.

Oltre a questo dice un mucchio di bugie per ottenere quello che volevo (mangiare nutella, parliamoci chiaro).

All’epoca non ne ero consapevole, stavo adoperando delle tecniche avanzate di storytelling.

“Si, va bene, eri solo un moccioso paragnosta. Dillo che avevi paura di essere punito su.”

Beh… Certo che volevo farla franca. Ecco perché inventavo storie ben articolate e credibili, dovevo salvarmi dal pericolo…

…E mangiare la mia nutella fino a sporcarmi tutto.

Allo stesso modo funziona al lavoro.

Non ti dico che devi raccontare fandonie per raggirare gli altri, non fraintendermi adesso.

Quello che voglio dirti è di usare le stesse tattiche, da bugiardo mangia pane e nutella di nascosto, che da piccoli usavamo per creare storie credibili.

Il metodo è uguale, in tutto e per tutto.

Cambia solo l’obbiettivo.

Da piccolo:

«Non ho rotto io il vaso in porcellana, è entrato il gatto del vicino a cercare il tonno che gli abbiamo dato ieri»

«No no, la nutella non l’ho mangiata io perché ero a fare i compiti che hai visto poco fa, meglio comprarne un’altro barattolo…»

Da grande:

«No tesoro, non stavo guardando tua cugina, ma quella sua collanina. La trovo molto bella ed ho pensato che voglio regalartene una più luminosa.»

«Sì capo, lo so è un aumento del 15% dello stipendio a netto sulla busta paga e il punto non sono i soldi che le chiedo, bensì tornare a quando si era più produttivi in gruppo quando si stava più sereni.»

Quando ero un piccolo bugiardo la mia bugia preferita era: si è rotto da solo…

Antonio Alfiere.

www.antonioalfiere.com

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Il tuo mondo rimarrà così com’è con le storie

17 aprile, 2017 | | No Comment

“Che caspiterina intendi dire con il mondo rimane com’è con le storie? Sei diventato matto di colpo?”

C’è una spiegazione a questo titolo in apparenza strano.

Oggi riflettevo sulla vita di tutti i giorni. Intendo quelle volte in cui va tutto bene, dove sei in armonia con gli altri e ti senti felice.

Quello è il tuo mondo ideale, il tuo mondo dove vuoi vivere sempre e mi auguro che lo stai vivendo già da subito.

La riflessione era indirizzata verso una domanda importante:

Come mantengo il mio mondo bellissimo così com’è?

Ho cercato di trovare una risposta nello storytelling, nel raccontare storie.

E l’ho trovata.

La situazione in cui vivi è importante, e dato questo raccontare storie è ti può permettere di continuare a vivere il tuo mondo attuale.

Vale anche per rievocare i momenti passati.

Quante volte noi ci siamo trovati a parlare con amici, parenti e colleghi dei bei momenti passati insieme? Degli episodi che ci hanno fatto ridere?

Tante e tante volte.

In caso non ti è successo mai, credimi, è una tua percezione. Ogni giorno succede e nel momento in cui incontri qualcuno che conosci, in automatico rievocherete episodi del passato.

A me, spesso e volentieri, succede che gli altri mi raccontano gli eventi passati piacevoli…

…E non va bene.

Per preservare il nostro bel mondo personale non dobbiamo aspettare che gli altri ci raccontino le loro storie.

Dobbiamo farlo noi per primi.

La prossima volta che incontriamo qualcuno al bar, in strada, a casa e in altri luoghi, dobbiamo essere noi i primi a rievocare gli episodi passati che più ci rendono felici.

Io mi auguro che tu lo faccia già. In questo caso tu sei un grande, sei uno storyteller e non lo sapevi!

Salva il tuo mondo da intrusioni moleste.

Inizia tu a raccontare storie.

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

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