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Il futuro è un problema senza lo storytelling.

23 giugno, 2017 | | No Comment
Il futuro è un problema senza lo storytelling.

Il futuro è un problema senza lo storytelling.

Il problema non è cosa succederà in futuro, bensì se sei preparato ad affrontarlo. Inserisci una moneta e schiaccia il pulsante START per iniziare.

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“Il futuro è oggi qualcosa che appare problematico, carico di minacce, e il racconto è un modo semplice per rispondere all’incertezza del futuro” Cit. Christian Solmon

Ricordi i film dove il protagonista rassicura il personaggio impaurito?

Ti ricordi la scena dove il condottiero infonde coraggio ai suoi uomini?

Riesci a ricordare cosa faceva tua madre, o tuo padre, per tranquillizzarti quando andavi a dormire?

Tre domande, una caratteristica in comune: raccontano storie.

Prima di proseguire tieni a mente che oggi ero in vena di fare liste. Inoltre non è tutto vero quello che ho scritto. Scopri dove ho detto una bugia…

Livello 1 – Il Problema

Da piccolo spesso non riuscivo a dormire perché avevo paura del buio. Lo so, parlarne adesso dopo più di vent’anni sembra stupido. All’epoca era un problema serio.

Allo stesso modo è un problema serio quando non sai che direzione prendere. Credi che ogni scelta che fai sia sbagliata. Ancora più grave è quando la realtà di prende a pugni in faccia e non sai come reagire.

Ti senti smarrito, confuso, frustato e in altri modi che proprio non vorresti. Ci passiamo tutti in questa fase prima o poi. Credimi, non c’è via di scampo a questo.

Livello 2 – L’aiuto

Dato che non riuscivo a prendere sonno per la paura, mia madre stava con me. Prova a indovinare che cosa faceva? Raccontava storie.

Riflettici bene, nei momenti difficili cos’è che ti dava forza, ti rincuorava o ti spingeva ad andare avanti comunque?

Le storie.

Pensaci bene. Sono sicuro che hai sperimentato almeno una di queste situazioni:

  • Una persona a te vicina ti ha raccontato la storia di uno che conosceva col tuo stesso problema.
  • Un estraneo appena conosciuto ti ha raccontato qualcosa di sé o di un suo amico.
  • Hai visto un film dove il protagonista viveva, anche in modo diverso, la tua stessa situazione.
  • Hai letto un libro o fumetto dove, incredibile a dirsi, il protagonista sei tu con un altro nome.
  • Per caso sei venuto a conoscenza della biografia di un personaggio famoso che ha affrontato il tuo problema e ce l’ha fatta.

Le storie possono essere raccontate in mille modi diversi. Conservano, comunque, la loro incredibile magia.

Livello 3 – La risoluzione

E dopo che scoperto la storia che ti ha fatto vedere tutto sotto una luce diversa, cos’è successo?

Adesso provo a indovinare…

  • …Hai acquisito nuove energie
  • …Hai visto un barlume di speranza
  • …Tutto è diventato un po’ più facile

Correggimi in caso mi sbaglio, non siamo tutti uguali. Ad esempio io non ero pieno di energie quando sentivo la storia da mia madre: dormivo.

Ricompensa: Nuovo potere.

Ebbene sì, adesso hai un nuovo super potere. Usalo con saggezza, mi raccomando.

Il tuo nuovo potere è: la storia risolutrice.

Ti sembrerà incredibile, è facile da usare. Richiede solo 3 passaggi:.

  1. Identifica il problema e il target
  2. Inizia a raccontare la storia di uno simile al target con il suo stesso problema
  3. Concludi dicendo come ha risolto il problema e cosa ci ha guadagnato

Questo schema è talmente tanto semplice quanto efficace.

Provare per credere.

Dedicato alle tue storie

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

Per saperne di più su Christian Salmon

Storytelling: lo strumento che ti manca per influenzare gli altri

16 giugno, 2017 | | No Comment

Lo storytelling è il più potente strumento di manipolazione che sia mai esistito sulla faccia della terra. Inserisci una moneta e schiaccia il pulsante START per iniziare a leggere.

Storytelling: lo strumento che ti manca per influenzare gli altri

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Ecco una serie di esempi incredibili di che cosa può fare lo storytelling:

  • Ha reso politici brutti e sciatti dei leader; Tramuta una persona estranea e sconosciuta in uno di casa;
  • Persone orribili, basse e tozze, riescono a sedurre donne bellissime;
  • Ragazze più brutte dell’oscurità riescono a sedurre uomini potenti…

…E potrei continuare ancora con gli esempi. Mi fermo qui perché il ricordo di un mio amico, mister bruttezza 2010, che riusciva a stare con una bionda stratosferica mi raggela il sangue e mi rallegra contemporaneamente.

Per non parlare di una mia conoscente, una balena gialla spiaggiata, ch’era riuscita a circuire un bellissimo giocatore di pallavolo.

Tornando a noi, sì, lo storytelling permette anche questo e molto di più. Che sia raccontare una banale barzelletta, l’episodio più divertente della tua vita oppure di quella volta da bambino che hai suonato a tutti i citofoni di un palazzo, la tua storia sarà utile per influenzare chi vuoi nella direzione che desideri.

E tutti faranno quello che vuoi, senza che se ne rendano conto, garantito.

Riassumendo, in questo articolo scoprirai:

  • L’importanza del contesto in cui ti trovi
  • Target diverso, storia diversa
  • Quale storia raccontare al momento giusto
  • Perché evitare i comandi diretti
  • Vita extra: le similitudini come potente strumento di persuasione

Level 1 – Racconta la tua storia nel giusto contesto per non fare la figura del fesso

Iniziamo dal punto fondamentale per poter partire: quale messaggio, comando o lezione vuoi inviare?

Le storie che andrai a raccontare non saranno sempre uguali. Ognuna serve per un dato scopo. A un cliente non racconterai di quella volta che ti sei sbucciato le ginocchia e ti sei spaventato durante una bravata. A un tuo figlio non racconterai di quell’avventura di una notte che hai avuto durante un convegno di lavoro.

Diversi contesti, diverse storie.

Ad esempio al tuo cliente racconterai la storia di quel prodotto che gli stai per vendere, incluse l’esperienze positive di altri che lo hanno acquistato.

A tuo figlio, invece, racconterai di come sei riuscito a vincere la partita di calcio all’ultimo minuto quando avevi 8 anni e ti pesava che gli altri in squadra ti prendevano in giro. Proprio come succede a lui…

Hai notato che nel primo esempio hai come obbiettivo la vendita del prodotto e nel secondo spingere tuo figlio ad avere più fiducia in se stesso?

Scegli la corretta storia da raccontare in base al contesto, a chi hai davanti e il tuo obbiettivo: eviterai così di essere incoerente.

Level 2 – Lo strumento n.1 per influenzare gli altri: lo storytelling

Avendo ben in chiaro il contesto in cui ti trovi, il tuo bersaglio e l’obbiettivo da raggiungere, la tua storia avrà un potente effetto su chi l’ascolta: farà esattamente quello che vorrai tu.

Tutti quanti possono dire “fai questo e otterrai questo”, “è importante che eviti di fare quell’altro”, “compra questo prodotto perché è il migliore che ci sia”, “guarda quanto sono snello, sono proprio un fotomodello” ecc.

Te lo dico in modo chiaro, così capirai meglio: Dare comandi diretti alla lunga è deleterio.

In più farai la figura del dittatore e del despota, cosa che vuoi assolutamente evitare.

I politici di vecchio stampo fanno così. I nuovi invece raccontano storie, sia nei loro discorsi che nelle vicende pubbliche. L’agenda dei presidenti è fitta di eventi e interventi dove racconteranno storie.

Inoltre molti si fanno riprendere in determinati contesti, come ha fatto Bush Junior più di dieci anni fa con la bambina che aveva perso la madre nell’attentato dell’11 settembre.

Era sincero quando ha detto quelle parole di conforto alla piccola? E quando l’ha abbracciata?

Oppure voleva spingere il pubblico verso una determinata direzione utilizzando la potenza dello storytelling?

Allo stesso modo anche tu puoi farlo, spingere chi ascolta le tue storie verso la direzione che ti sei prefissato, verso il tuo obbiettivo.

Con il potere delle similitudini, perché tutti si rispecchiano nelle storie che ascoltano, riesci a far fare agli altri quello che vuoi tu.

Ricordati questi 3 punti:

  1. Il contesto dove racconterai la tua storia
  2. Il target a cui racconterai la tua storia
  3. L’obbiettivo che vuoi raggiungere mediante la tua storia

Vita Extra: La magia delle similitudini

Sto per darti un piccolo consiglio all’apparenza insignificante, ma alla lunga si rivela potente e devastante.

In ogni storia che racconterai utilizza sempre almeno una piccola caratteristica del tuo target all’interno della narrazione.

Ad esempio il tuo bersaglio ha i capelli rossi? Il tuo protagonista nella storia ha i capelli rossi.

Il tuo bersaglio ha avuto problemi con l’auto? Tu ne hai avuti pure e glielo racconti.

È una donna che vuole cambiare vita? Gli racconti della tua amica che ha cambiato nazione dove vivere.

E così via.

Fidati, sembra una cosa piccola e da poco, in realtà è una caratteristica importante dello storytelling.

Level 3 – Cosa ci guadagni in tutto questo?

Non smetterò mai ripetere che le storie ci avvicinano. Sono lo strumento più antico mai usato dall’umanità per comunicare, dopo i gesti con i segni naturalmente.

Influenzare gli altri, spingerli nella direzione in cui desideri è un elemento inprescindibile in tutte le attività che intraprendi.

Che sia vendere, farsi nuovi amici o sedurre le persone, lo storytelling ti aiuterà nel tuo obbiettivo.

Nessuno si accorgerà di cosa stai facendo.

Final Boss: 5 punti chiavi dell’articolo

Abbiamo parlato in questo articolo di come il contesto sia importante per le storie che vuoi raccontare. Dove ti trovi, o ti troverai, è un’importante spunto per la tua narrazione.

Il bersaglio a cui racconterai la tua storia è altrettanto importante. Potrai usare le sue caratteristiche per modellare al meglio il tuo racconto.

Il momento in cui esporrai il tuo messaggio velato dalla narrazione è un’aggiunta determinante per raggiungere il tuo obbiettivo: influenzare chi ti ascolta.

Evita di dare comandi diretti. Meglio una storia dove esponi cosa fare e come farlo. Vale anche per far evitare al tuo target di prendere scelte che non vuoi.

Hai ricevuto una vita extra scoprendo il potere delle similitudini. Non esitare a usarle per rinforzare la tua storia e spingere in modo dolce il tuo pubblico nella direzione che vuoi tu.

Dedicato alle tue storie.

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

Alla prossima partita.

Video di Bush Jr citato sopra: https://www.youtube.com/watch?v=CQ0Vvb4Bilk una storia tanto toccante quanto ben recitata, non credi? 🙂

Esercitazione di scrittura 004: C’era una leggenda…

22 maggio, 2017 | | No Comment

Esercitazione di scrittura 004: C'era una leggenda...Esercitarsi sulla scrittura serve, eccome se serve.

Sono un fervente sostenitore della pratica costante. Nessuna pratica? Nessun lavoro completato.

E non vale che devi avere l’ispirazione per scrivere. Stephen King ha sempre visto il suo lavoro come un artigiano, non come un artista che va alla ricerca della perenne ispirazione. Lo puoi leggere sul suo famoso libro “On Writing”, questo è il link –>http://amzn.to/2ryQaqS. Quindi niente scuse, fai pratica.

Dato che la scrittura libera, il flusso di coscienza, può essere dispersiva, è meglio usare una linea guida.

Ti propongo adesso, come nelle precedenti esercitazioni (link), un esercizio preso da una pagina di un sito internet.

La pagina è –> http://writingexercises.co.uk/firstlinegenerator.php. L’idea è quella di scrivere una short story, storie di massimo 7.500 parole, usando una “Random First Line Prompts”, ovvero “Richieste casuali prima linea” (grazie google translate per questa traduzione sommaria).

Dato che sono pigro, molto pigro, andiamo sulle very short story, usiamo un massimo di 500 parole.

Seguimi, utilizza anche tu questa prima linea casuale:

“There was a legend about the well in the garden”

Tradotto da google translate:

“C’era una leggenda sul pozzo nel giardino”

Un sentito grazie agli sviluppatori del traduttore online, senza di voi non avrei potuto divertirmi a fare queste follie in rete.

Il pozzo di Bulworth

C’era una leggenda sul pozzo nel giardino dei Bulworth. Una leggenda che William Bulworth voleva dimenticare per sempre.
La gente di Canterbury ne parlava quando smettevano d’impicciarsi negli affari altrui, sorseggiando una birra nera al pub oppure bevendo una tazza di té con le bisbetiche vicine di casa. Talvolta ne parlavano sottovoce perché nessuno potesse avere informazioni in più del dovuto. In molti erano interessati a quella storia.
Si raccontava che il padre del giovane William avesse seppellito lì dei lingotti d’oro dopo una rapina, svelando a lui come recuperarli dal pozzo di casa. In molti credevano a questa storia. Infatti i primi tempi dopo la morte di Sam Bulworth erano stati strazianti per il figlio. Non per il dolore della perdita del padre Sam, bensì per le persecuzioni che ricevette.
Il povero William venne perseguitato da tutti. Il giorno stesso del funerale di suo padre venne interrogato da sua zia Susie, davanti alla salma del defunto. Una volta un poliziotto lo arresto per un futile motivo per ricattarlo; lui non sapeva niente e si beccò tre giorni in cella.
La madre Sarah, disperata e col cuore lacerato, non era in grado di difenderlo in alcun modo.
Quando si sparse la voce che il povero figlio orfano di padre non sapeva niente di quel tesoro, William era già lontano, trasferitosi a più di 100 km di distanza.
Vent’anni dopo, William tornò a Canterbury. Non per piacere, non per rivedere i suoi vecchi compagni di scuola e aguzzini. Tornò a casa per il funerale dell’anziana madre.
Fu una morte tragica e molto strana: era caduta dentro al pozzo nel giardino.
Williamo non prestò alcuna attenzione alle dicerie che ne seguirono. C’era chi diceva che lei aveva scoperto dov’era l’oro, chi diceva fosse uscita pazza e chi invece voleva suicidarsi.
Le dicerie non si fermarono per giorni, rafforzate da un elemento in più: il pozzo era stato murato dalla morte di Sam.
Perché allora Sarah Bulworth ha rotto la muratura a colpi di piccone e poi si è caduta lì?
Nessuno lo sapeva, né tanto meno importava a William.
Il giorno prima di consegnare la casa di famiglia ai nuovi inquilini, i Jonhson di Londra, il nostro sfortunato eroe si sedette sulla vecchia panca di legno davanti al suo letto, attaccata alla parete.
Che stress quegli Jonhson, non hanno fatto altro che parlare della vecchia leggenda e dell’oro. Non vedeva l’ora di andare via.
Mancava solo un particolare per andare via da quel postaccio. William voleva portare via quella panca, dove da piccolo giocava a carte con suo padre.
Il legno era fracido, pieno di buchi da tarme e con le vite ormai spanate. Dovette usare la forza per strapparlo da quella parete.
Dopo svariati tentativi, riuscì a staccarla tirandola per poi cadere per terra. Rialzatosi fece una scoperta che lo lasciò fermò e immobile, come la salma di un morto:
“3 passi dal pozzo verso la siepe, 11 verso casa e scava. Non dare retta al foglio che ho lasciato dentro il mio vecchio abito da sposo, è la storia che ho raccontato al mio socio per non dargli nulla. Lascio tutto a te mio piccolo William.”
La scritta era incisa sul legno, nascosta per anni e anni dalla vecchia panca di legno.
William iniziò a sentire qualcosa nello stomaco che saliva fin sopra la testa. Impiegò svariate ore per realizzare di avere dei lingotti d’oro nascosti nel suo giardino.
Anni dopo c’era  ancora una leggenda sul pozzo nel giardino dei Bulworth. La gente di Canterbury né parlò per molto tempo. Erano in tanti a chiedersi come raggiungere il fondo del pozzo e recuperare l’oro del fu Sam Bulworth.

Scrittura conclusa, tocca a te adesso

Sì, dico a te. Esercitati anche tu.

Non è difficile, richiede circa 30 minuti del tuo tempo.

Anche meno se scrivi veloce a macchina.

E non esitare a criticare quanto ho scritto: le critiche costruttive aiutano a migliorare nella scrittura, quindi fanne e dammi una mano.

Dedicato alle tue storie

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

Tu non SEI creativo se… e ripeto se…

8 maggio, 2017 | | No Comment
Tu non SEI creativo se... e ripeto se...

Tu non SEI creativo se… e ripeto se…

Tu sei creativo.

Non ci credi?

Quando arriverai alla fine di questo testo mi darai ragione.

Prima di procedere, comunque, ti faccio una dovuta premessa.

L’idea, e la copiatura anche, di tutto questo mi è venuta leggendo questo articolo:

http://www.joelheffner.com/2016/09/23/you-are-not-creative-if/

Evito di farti la traduzione parola per parola. Preferisco masticarne il tutto e regalarti un mio personale parere.

Lo so, non è bello scopiazzare. Concedimelo per questa volta, ok?

Tu non sei creativo quando…

… Quando pensi di NON esserlo.

Suona assurdo e pazzesco, posso comunque garantire la veridicità di questa affermazione.

Quando pensi di NON poter fare qualcosa, in automatico ti metti davanti un bel muro e ti dai una zappa sui piedi. E fa pure male.

Vediamo il metodo, suggerito dall’autore, per diventare più creativo:

  1. Prendi carta e penna; non bloc notes, wordpad o altri programmi di videoscrittura; prendi Carta e penna;
  2. Scrivi il problema/idea/obbiettivo;
  3. Inizia a scrivere una lista di possibili modi per risolvere il problema, realizzare la tua idea, raggiungere il tuo obbiettivo ecc.
  4. Quando hai finito di scrivere la tua lista, pensa a cos’altro puoi aggiungere in lista da una diversa prospettiva.

Il punto 4 è quello cruciale.

Pensa a come risolverebbe il problema, come realizzerebbe l’idea, come raggiungerebbe il suo obbiettivo Leonardo da vinci. Che cosa farebbe?

Che cosa farebbe invece il tuo peggior nemico?

I tuoi amici ce la potrebbero fare? E in che modo?

Un architetto, bancario, pittore, come affronterebbero la cosa?

Sei creativo quando guardi le cose in una diversa prospettiva

Quando guardi il mondo nella stessa angolazione rimane tutto uguale.

Una monotonia che ti uccide.

Nel momento in cui osservi in modo diverso, le tue prospettive cambiano.

Questo mica vale solo per risolvere problemi, realizzare le tue idee e raggiungere i tuoi obbiettivi.

No.

Vale anche per quando scrivi e racconti storie.

Invece di scrivere il tuo problema/idea/obbiettivo nel punto 2, scrivi nome personaggio/titolo libro/genere della storia.

Al punto 3 scrivi caratteristiche/nomi capitoli/personaggi.

Al 4 guarda il tutto da una diversa prospettiva e continua. Magari pensa come uno dei tuoi personaggi.

Tu sei creativo, hai ancora dei dubbi?

Dedicato alle tue storie

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

Ho bisogno di te, aiutami

Vorrei che in tanti leggano i miei lavori, mi aiuteresti?

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Grazie per aver letto fin qui.

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Il lettore si specchia nella tua storia

5 maggio, 2017 | | No Comment
Il lettore si specchia nella tua storia

Il lettore si specchia nella tua storia

Da bravo lettore che sono, ti do una dritta per scegliere i tuoi migliori romanzi e per scrivere storie coinvolgenti.

Nulla di artefatto, misterioso o chissà quale tesoro nascosto. Parlo di una caratteristica del “Viaggio dell’Eroe”.

Se hai letto il report gratuito che ti do in regalo sai già di cosa sto parlando. In alternativa lo puoi scaricare adesso.

Questa caratteristica permette di “acchiappare” lettori. Tu stesso l’avrai sperimentata più volte nella vita.

Parliamo dell’identificazione con i personaggi di una storia, il motore di tutta letteratura del mondo si può dire.

Senza identificazione manca il coinvolgimento. Senza coinvolgimento non c’è interesse, quindi la storia è spazzatura.

Il lettore vuole essere quel personaggio

Non esiste racconto in cui qualcuno non ci si specchi.

I motivi sono 3:

  1. Le storie, di qualunque tipo, evocano in noi vicende che abbiamo già vissuto;
  2. oppure ci fanno entrare così tanto nelle vicende narrate che alla fine siamo noi, nell’immaginazione, a viverle;
  3. Infine un personaggio è così ben caratterizzato, come passato, azioni e parole, da apparire come proiezione di noi stessi.

Ti preciso una cosa importante: l’identificazione è un atto naturale, non c’è bisogno di forzarla, succede.

Certo che una storia ben costruita, con personaggi ben delineati e un’ambientazione evocativa fa per forza la differenza.

Immagina che…

…il tuo pubblico si identifichi con i tuoi personaggi.

Ecco.

Come storyteller, scrittore, sceneggiatore, ecc. Avrai centrato il punto.

L’obbiettivo non è creare storie che rimarranno nella storia.

No.

L’obbiettivo è creare storie che coinvolgono, dove il pubblico si può identificare.

E tu, e anche io, come lettore, come spettatore, vogliamo essere coinvolti quando leggiamo un libro o vediamo un film.

Quando siamo coinvolti cosa otteniamo?

Viviamo noi stessi quella storia.

Viviamo noi stessi quell’avventura, troviamo quel tesoro, viviamo quell’assurda storia d’amore e altro ancora.

Ti auguro di aver capito questo mio delirio quotidiano.

Dedicato alle tue storie.

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

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Non hai l’ispirazione? Eccotela servita su di un vassoio d’argento

2 maggio, 2017 | | No Comment
Non hai l'ispirazione? Eccotela servita su di un vassoio d'argento

Non hai l’ispirazione? Eccotela servita su di un vassoio d’argento

Spesso mi succedeva di non avere l’ispirazione per nuove storie. Si chiama “blocco dello scrittore”, non affatto bella come sensazione.

Ti ritrovi davanti a un foglio bianco e non sai cosa scrivere. Stai ore a pensare di continuo quale storia raccontare. In compenso perdi tempo in altre cose.

Non so quante volte ho rigirato il web in questi momenti morti.

Durante la ricerca, per fortuna, ho trovato vari strumenti utili. Uno di questi te lo servo qui in un vassoio d’argento in regalo: ti sarà di grande aiuto, come per me, per creare storie nuove.

L’ispirazione viene da te come un fiume in piena

Prima di proseguire ti avverto: è un sito internet in inglese, quindi o lo mastichi bene oppure usi google translate.

Io, da bravo ignorante nelle lingue, uso google translate.

Sito: http://www.plot-generator.org.uk/

Molto semplice da usare, basta selezionare il genere, riempire i campi e cliccare.

Poiché sono molto pigro, e me ne vanto pure, invece di riempire i campi, lascio che sia l’applicazione web a fare tutto.

Lo so, uno che mira a creare grandi storie non dovrebbe fare così. Ma perché sforzarsi tanto quando c’è un programma che può farlo al posto tuo?

L’ispirazione c’è, rimane il lavoro di scrittura, cosa non da poco.

Vassoio d’argento servito per te

Adesso hai la soluzione per tutto quelle volte che non sapevi cosa scrivere.

Inoltre hai l’idea per il titolo incluso nel pacchetto regalo.

Niente più mal di testa per trovare nuove idee.

Cosa vuoi di più dalla vita?

Che ti scriva un libro al posto tuo?

No, quello è compito tuo dopo aver trovato l’ispirazione. I pacchetti regalo così con un fiocco rosso sono finiti…

Dedicato alle tue nuove grandi storie.

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

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3 Strumenti on-line per diventare peso massimo nella scrittura

28 aprile, 2017 | | No Comment
3 Strumenti on-line per diventare peso massimo nella scrittura

3 Strumenti on-line per diventare peso massimo nella scrittura

La scrittura è come un muscolo: più l’alleni con criterio, più forte diventa.

Allo stesso modo del sollevamento pesi, succede con la scrittura.

All’inizio è difficile alzare un bilanciere di svariati kg. Poi, con costanza e perseveranza, riesci a sollevare pesi che nemmeno t’immaginavi.

L’anno scorso, durante le olimpiadi, avevo un obbiettivo: scrivere ben 2.000 parole al giorno per 21 giorni.

L’idea di base era quella di far diventare un’abitudine scrivere 2.000 parole filate ogni dì.

Che tu ci creda o no, ci sono riuscito…

…Anche se dovevo migliorare un po’ per quanto riguarda la “coerenza” dello scritto.

I 3 strumenti on-line che ti aiuteranno nella scrittura

Ti premetto che avrai bisogno di sapere un po’ d’inglese, o in alternativa dovrai usare google translate.

  • http://www.creativity-portal.com/prompts/imagination.prompt.html – l’idea alla base è quella di scrivere per 10 minuti filati sull’argomento proposto per stimolare l’immaginazione; io ti consiglio invece di basarti sul numero di parole scritte, magari 300 per iniziare se sei alle prime armi;
  • http://writingexercises.co.uk/subjectgenerator.php – l’obbiettivo qui è stimolare la scrittura libera, quella dove scrivi senza seguire uno schema preciso; gli argomenti sono i più svariati, poco fa mi ha proposto come soggetto la mia prima volta…
  • http://www.chaoticshiny.com/wegen.php – prendi nota di questo sito, è molto utile; il link ti rimanda alla sezione “esercizi di scrittura”, dove vengono generati casualmente nuove esercitazioni; il punto forte del sito, comunque, è la presenza di una moltitudine di generatori casuali che vanno dalla creazione di personaggi all’ispirazione di catastrofi apocalittiche;
  • Il sito è stato creato per i giocatori di Dungeons & Dragons;
  • Lo scrittore James Paterson, nel suo corso “masterclass”, lo consiglia ai suoi studenti come valido strumento.

Mi auguro ti siano utili questi 3 validi strumenti che oggi ti ho regalato. Io in prima persona, come vedrai nei prossimi giorni, ne faccio largo uso.

Dedicato alla tua scrittura.

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

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