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Archive for novembre, 2011

(Sopra)Vivere nel call center #4

21 novembre, 2011 | | 2 Comments

Come salvarsi dal Controllo Genuinità

Quando uno dei temibili operatori del Controllo Genuinità scende nell’immenso scantinato/bolgia-infernale, dove lavorano gli operatori/schiavi senza sosta urlando offerte folli, non è mai una buona cosa. Tutti, dal pivellino appena adescato al veterano rassegnato, sanno di poter esser vittime di punizioni senza senso.

Era vestito come un comune mortale, blue jeans e felpa bianca da mimetizzazione urbana. Mentre scendeva le scale ci guardava tutti come se eravamo un gregge di pecore e lui il lupo cattivo.
Lentamente si avvicinò a Renchi, un novellino che da poco aveva superato il periodo di deviazione, uno mezzo addormentato. In faccia era pieno di brufoli ed aveva una voce acuta e stridula. Il controllore invece era bello lindo e profumato con la voce roca.
Lo puntò dritto negli occhi «tu sai vero come si effettua una registrazione, vero?»
«Certo» rispose Renchi come se fosse tutto normale «si chiede carta d’identità, codice fiscale e numero di costrizione» quelli vicino a lui se la stavano dando a gambe per la paura.
«Sai… Poco fa ho chiamato una tua cliente» iniziava ad alzare la voce «e mi ha dato un codice di costrizione diverso da quello che tu hai scritto!» Lo indicò con l’indice accusatorio.
«E quindi?»
«E quindi?!» Diventò rosso in faccia, un misto di rabbia e compiacenza sadica «quindi ora vieni nella sala torture e ti prendi le tue cinquanta frustate come punizione! Tu sei il peggio di questa azienda! Ameba! Tu vuoi distruggerla! Scrivere un codice errato significa un mancato pagamento! Volevi che tutti quanti noi ci rimettessimo soldi! Ammettilo Ignota!»
Renchi non si smosse né si impaurì «Ma io mi chiamo Renchi, Ignota è quello che lavora dietro di me» mi indicò. Io salutai con la manina tremante vedendomi chiamato in causa.
Ci furono alcuni secondi di silenzio, tutti gli operatori guardavano la scena perplessi. In quel piccolo lasso di tempo mi passò tutta la vita davanti. Il controllore guardò prima me e poi Renchi.
«Lo so che ha sbagliato! So chi è Ignota stupido! Ti pare che sono il tipo di persona che sbaglia? EH?»
«Non so… Io…» Cominciò a confondersi.
Io colsi la palla al balzo per salvarmi «Assolutamente no signore! Voi non sbagliate mai!»
Renchi non aveva capito cosa stava succedendo.
«Esatto Ignota! Noi non sbagliamo mai! Mai! Tu potevi correggere Ignota! E lo hai fatto?! Eh! Lo hai fatto? Rispondi!»
Renchi iniziò a balbettare «N-no, non l-lo corretto signore.»
«Esatto! Non lo hai corretto né prima né dopo! Potevi risparmiarmi la discesa qui e invece no! Hai voluto che io scendessi!»
Renchi tremava come una foglia dalla paura. Gli operatori commentavano la scena per salvarsi la pelle.
«Io corrego sempre quello che mi sta accanto.»
«Sì anche io! Lo faccio sempre!»
«Io poi sono il primo a dire agli altri di controllarmi.»
«Secondo me dovremmo controllarci anche di più!» Aggiunsi io.
«Non verrò licenziato vero?» chiese con tono di supplica Renchi.
«No…» da bestia infuriata il sadico folle si trasformò in angioletto con tono paternale «ti daremo solo cinquanta frustate e poi tornerai a lavoro.»
«Sì, s-sì, grazie, la prossima volta controllo tutto, sì sì.»
«Fai attenzione però, la prossima volta rischi l’evirazione, non è bello essere costretti ad evirare, lo sai…»
«Sì, non è bello evirare sì…»

Dopo che Renchi fu portato fuori dallo scantinato tutti noi tirammo un sospiro di sollievo, tornammo a lavorare il doppio di prima.
Il mio vicino di cubicolo iniziò a pregare per Renchi. Non per la sua salvezza, ma nella speranza che sia sempre lui ad essere frustato.

I consigli di Ignota #2

20 novembre, 2011 | | No Comment

Ignoranza is the way parte I

Ebbene sì, l’ignoranza è un’altra strada per il successo!

Ma perché? Perché, chiediti, dovresti essere ignorante? Perché gli altri dovrebbero essere ignoranti? E perché sopratutto l’ignoranza sarebbe un fattore di successo?

La risposta come sempre è rivelatrice e disarmante allo stesso tempo.
Non esiste un solo motivo per cui l’ignoranza è così importante, anzi ne esistono vari e numerosi. Proverò a tal proposito ad elencarne alcuni:

1 – Se sei ignorante non conosci le cose, quindi sei portato ad agire in modo spontaneo senza freno alcuno;

2 – L’ignorante tipico di solito è pieno di sé, poiché crede che il suo pensiero sia sempre vero non si farà tanti problemi a convincere gli altri che è così, lui ha sempre ragione, anche quando non centra nel discorso;

3 – L’ignorante non si fa tante domande, non si interroga del perché o come delle cose, agisce e basta, proprio come gli animali seguono i loro istinti senza freni;

4 – L’ignorante facilmente sovrasta sugli altri ignoranti, quindi distribuisce gratuitamente ignoranza per tenerli tali e farsi seguire a ruota, anche se questo potrebbe portare a morte certa;

5 – L’ignorante che non sa di essere tale è un leader, crede a tutte le parole che dice e dato questo sarà sempre più convinto di quello che dice, più è convinto più è carismatico, si alimenta da sé;

6 – L’ignorante può avere lauree, essere poliziotto, lavorare come dirigente ed avere alte cariche politiche, non per meriti personali ma più che altro perché è un pesce dentro l’acqua, ogni pesce è un altro ignorante dentro l’oceano di ignoranza.

7 – L’ignorante non sapendo com’è il mondo che lo circonda, pensa, crede ed è convinto che il mondo in cui vive è un sogno, quindi dorme sereno ogni notte pensando di essere pure nel giusto, un eroe in questa valle di disperazione.

Oltre a questi esistono molti e molti altri fattori che avvantaggiano questi ignoranti patentati nella vita quotidiana. Ecco perché uno dei fattori di successo secondo me è questo: essere e dare ignoranza! In cambio riceverai altra ignoranza, sarai beato nell’ignoranza, farai strada nell’ignoranza.

E quando vedrai i non-ignoranti lavorare come bidelli, spazzini oppure manifestare come i barboni, sarai più felice di quello che sei, di quello che hai fatto, ovvero un beneamato ignorante che non capisce nulla e non capirà mai come stanno davvero le cose.

L’importante è avere ragione con la pancia piena, tutto il resto è noia.

P.s. Attenzione, troppa ignoranza può causare cretinismo acuto. Usare con cautela. L’autore, cioè me, si dispensa dalle responsabilità di un eccessivo uso di ignoranza. Non è colpa mia se sei così tanto ignorante da usare cotanta ignoranza come ho scritto sopra.

(Sopra)Vivere nel call center #3

19 novembre, 2011 | | No Comment

Il Controllo Genuinità della Truffaldini Associati

Narra la legenda che dei carcerati furono rilasciati per la loro troppa violenza e pazzia dalle prigioni. Erano così pericolosi, tenerli rinchiusi era un rischio per tutti, incutevano terrore con il loro solo sguardo e riuscivano a spingere le guardie alla follia.

Un uomo astuto e maligno trovò la soluzione a questo problema. Bisognava farli lavorare, tenerli occupati in mansioni dove potevano esprimere a pieno la loro natura malvagia. In questo modo non solo la loro natura non avrebbe mai più danneggiato la società civile, ma avrebbero apportato dei guadagni assai proficui a quest’uomo diabolico.

La persona in questione era il megapresidenteterrestre del call center in cui lavoro.
I prigionieri che liberò sono ora gli operatori del CG, Controllo Genuinità.

«Signora Innocui, sono Iavol del Controllo Genuinità Truffaldini Associati, buongiorno…»
«Sì mi dica.»
«Lei ha aderito alla promozione Truffa Non Tutto Incluso, usando come documento carta d’identità, pagamento col sangue in scomode rate di due litri al mese a pagamento trimestrale, giusto signora Innocui?»
«Sì, ma va bene che uso il sangue di mio marito per il pagamento? Anche se la linea è intestata a me dico.»
«Indifferente signora, può darci il sangue di chiunque, purché sia umano» mentre diceva questo si leccava le labbra.
«Perfetto, meno male perché sto già dando il sangue per le bollette della luce.» rincuorata fece un sospiro di sollievo.
«Il suo codice di Importazione Forzata è: 12basta34vivere00?»
«Aspetti che controllo, ho il foglio di là vicino al pc.»
Nell’attesa il controllore faceva strani disegnini di morte sul tavolo da lavoro con un coltellaccio arrugginito «chissà quanto dolore darò al prossimo operatore…» canticchiava tra se e se la creatura malvagia.
«Eccomi, il codice è sbagliato, alla fine ci sta 01 e non 00.»
«Capito signora» strofinandosi le mani e leccandosi i baffi «provvedo a correggere subito. Tra quattro giorni uno schiavo delle consegne le porterà l’offerta pacco, si ricordi di firmare con il nome completo, le auguro una buona giornata.»
«A lei, arrivederci.»

Il controllore sfogliò la pratica sul pc, come un lupo alla ricerca della sua preda «vediamo chi riceverà cinquanta frustate oggi per un errore stupido stupido… Vediamo… Toh! Ignota! Il mio preferito! Mwhuahuahuahahua.»

I consigli di Ignota #1

18 novembre, 2011 | | 7 Comments


Un f
iume di bla bla

Oggi sento di dover dare all’umanità un mio personale e prezioso consiglio: Come avere successo nella vita!

Premessa importante da fare prima di continuare a leggere: Non servono lauree, titoli di studio particolari, competenze specifiche oppure attitudini particolari. Quello che occorre è una cosa che tutti noi abbiamo, la nostra voce parlante!

Servono le parole per comunicare, per vivere con gli altri. Servono le parole per manifestare le nostre intenzioni, malate o sane che siano. Servono infine le nostre parole per giustificarsi di malefatte e passare indenni a tutti i mali ingiusti di questa vita avventurosa.

Avendo chiara codesta fondamentale premessa possiamo porci la seguente domanda: Come possono le parole darci il successo?
La risposta è di una semplicità disarmante.
Tutte le parole dette e scritte portano al successo. Non importa se sono in -itagliano- corretto oppure in dialetto stretto ed incomprensibile.
L’importante è dirle.
Più se ne dicono più si ottiene successo, più si ubriaca la gente con parole devianti e studiate ad hoc per manipolarle più queste saranno assoggettate a voi!

Parlate, parlate e ancora parlate, questo è il mio consiglio. Parlate sino ad ubriacare, stordire, rincretinire chi avete davanti, dicendo il vero insieme a menzogne, mischiando onestà con i propri interessi, così tutti avrete sotto i vostri piedi.

Sarete dei leader carismatici, degli amanti provetti, dei politici di successo e dei criminali senza scrupoli.
Sarete voi a dire agli altri cosa loro vogliono e cosa siete, senza chieder loro opinione alcuna o se han deciso così, perché se voi partite già con quel presupposto gli altri si convinceranno da soli che è così!

Non abbiate timore di usare ed abusare delle parole. Siate un treno inarrestabile di parole, con o senza senso che siano, voi continuate a parlare sino ad ottenere quello che volete ed anche dopo, non smettete, continuate!

Se un giorno diranno che sarete un ciarlatano, la persona del momento, il salvatore, il bastardo che ha rovinato la vita a tutti, allora lì dovete continuare a parlare con il vostro inarrestabile bla bla. Avrete così ancora più successo!

«Bla bla bla…»
«Bla bla bla!»
«Bla bla?»
«Bla.»
(esempio di conversazione che porta al successo politico e finanziario)

Fiumi di parole
fiumi di parole tra noi
(cit. Jalisse)

(Sopra)Vivere nel call center #2

17 novembre, 2011 | | 2 Comments


Per (dis)grazia ricevuta

«Non ci stanno buoni contatti oggi Ignota» disse Castaldi, mio vicino di cubicolo.
«Già, tutti che ti mandano a quel paese.»
«Ieri hanno evirato Berlini.»
«No! Davvero? Perché?» Ero molto stupito di questo, Berlini era un bravo venditore, non aveva mai ricevuto delle frustate, sempre lì a vendere ad ogni costo.
«Nell’ultimo mese era in zona rossa, gli mancava un contratto per salire ed evitare la punizione…» Al mio collega iniziarono a venire le lacrime agli occhi «ma purtroppo gli hanno abbattuto due contratti!»
«Oh no… Povero Berlini.»
Un attimo di pausa prima di dirmi una cosa che mi sconvolse molto «anche io sono in zona rossa Ignota.»
A sentire quelle parole iniziai a preoccuparmi «no dai, non mollare! Oggi devi fare almeno una vendita da tre!»
«Ci vorrebbe un miracolo» disse con tono rassegnato.
Con tristezza riprendemmo tutte e due a lavorare. Quel giorno però successe dell’incredibile.
«Hei guarda!» Dissi con tono entusiasta indicando sul display il nome della prossima persona da chiamare «leggi questo nome!»

Nome: Immacolata
Cognome: Madonna

In meno di cinque minuti metà call center era davanti al mio monitor in ginocchio, pronti a chiedere una grazia. Anche il capomastinodonna era lì davanti con il rosario in mano a chiedere la fine del suo calvario dentro quel posto dimenticato da dio.
«Dai Ignota chiama!»
«Finalmente potrò avere un miracolo, un lavoro vero!»
«Io prego di poter raggiungere il bonus, altrimenti non potrò pagare l’affito»
«Io vorrei l’i-phone nuovo, quello vecchio me lo sono stancato»
«Chissà se può darmi una raccomandazione per entrare nel grande fratello»
Avevo paura di premere il tasto di chiamata. Non ci credevo in quel momento, non poteva essere vero. Dopo aver inserito il vivavoce poggiai la mano tremante sul mouse e feci click.

Silenzio.

«Ditta telefonica Menzogne & Co. il numero da lei chiamato non esiste, si prega di abbandonare ogni speranza di trovarlo attivo.»

Il giorno dopo Castaldi fu evirato.

L’opinione di Ignota #2

16 novembre, 2011 | | No Comment


Le forze del monopoly

In Italia in questi giorni sono in movimento diverse -forze-. Uso il termine -forze- perché è il più idoneo secondo me, considerato il fattore di predominanza che li costituisce. Ammetto di non essere un grande conoscitore di quello che sto per dire, ma navigando in rete diverse ore, possibilmente avendo a disposizione varie aspirine per il mal di testa, si può avere una infarinatura più che sufficiente del quadro attuale.

Proverò a esporre la mia visione di tutto questo immenso monopoly, senza partire dal via:

Forza 1 –> Banche e banchieri guidati da una banca più grande, cattiva e assetata di sangue. Possono innescare guerre o fanno in modo che intere nazioni falliscono per poterle comprare a prezzo irrisorio. Sono i vampiri di questo gioco;

Forza 2 –> Politici e criminali, molto pericolosi perché instabili. Si alleano con varie forze oppure le ostacolano a secondo dei loro interessi. Sono dei mercenari con o senza padroni, dipende sul momento cosa gli conviene di più. A loro volta possono avere altri sotto di loro, tipo polizia, giornalisti, leccaculo o vecchiette rimbambite;

Forza 3 –> Ebbene sì, dopo millenni ancora esiste, L’Impero Romano! Non fatevi ingannare, anche se vi hanno detto che è caduto rovinosamente secoli fa in verità ha solo cambiato nome ed usa un’arma molto potente, la FEDE. Questa forza continuerà ad esistere mentre tutte le altre potranno cadere, questa rimarrà (forse) per sempre. Può allearsi o meno con altre forze per motivi oscuri a tutti;

Forza 4 –> Forza nascosta e non manifestata a pieno. E’ esoterica, piano piano si fa strada usando come marionetta un comico, forse pure dei giornalisti e come campo di battaglia internet. Sognano un mondo dove pochi comandano a sbafo una nazione fatta di gente che si autopunisce, si autoregola sentendosi in colpa e provando riconoscenza per le marionette/salvatori;

Forza 5 –> Forze dell’ordine, inclusi giudici, magistrati, semplici poliziotti sfruttati al midollo e soldati mandati a morire senza scopo alcuno. Sono l’arma che tenta di prendere vita propria non riuscendoci;

Forza 6 –> Criminalità organizzata, dal picciotto della porta accanto sino al boss del palazzo di fronte. Hanno i loro interessi che spaziano in svariati campi d’interesse in tutto il mondo su tutti i piani sociali;

Forza 7 –> Questa è da sempre l’arma delle forze maggiori, la forza del popolo, della gente comune che tenta tramite manifestazioni, ribellioni ed azioni civili di farsi valere. Attenzione però, questa forza è assai corruttibile perché spesso e volentieri viene contaminata oppure fatta nascere da altre forze esposte sopra. Spesso questa viene ingannata con illusioni di libertà acquisita, in questo modo viene usata senza che se ne accorga.

Questo è come io vedo le cose. Un immenso gioco del monopoly dove ogni forza si mescola con l’altra, si unisce, si completa e poi si scontrano continuando la farsa per far addormentare tutti.

«Usa la forza Luke…» (cit. Maestro Yoda)

(Sopra)Vivere nel call center #1

15 novembre, 2011 | | No Comment

Lasciate ogni speranza voi che entrate

Hai finito gli studi oppure non puoi permetterti i soldi per continuare?
Hai perso il lavoro e non sai dove sbattere la testa?
Sei alla tua prima esperienza lavorativa ma cercano personale con vent’anni di esperienza anche come lavapiatti?
Non sei straniero quindi non possono sfruttarti a dovere?
Sei pazzo, schizzato, hai le allucinazioni?
Se hai risposto sì ad una sola di queste domande allora puoi intraprendere una luminosa e fortunata carriera nel ramo dei Call center!

Questi si dividono in due grandi categorie, inbound ed outbound:
– Inbound –> gente esaurita dalla troppa crisi ti chiamerà per un servizio che non conosci; uscirai pazzo per soddisfare le loro richieste spesso assurde e senza senso, non perché son pazzi ma per il semplice motivo che sei stato preso, formato alla bene meglio e mandato in trincea a combattere vestito da agnello sacrificale;
– Outbound –> sei il nemico numero uno di ogni possessore di telefono esistente; subirai l’ira incontrastata e violenta di chi è stanco di essere chiamato all’ora di cena, proprio quando sta andando a dormire; avrai un capo che ti guarderà male se non fai diecimila vendite al giorno e dei colleghi usciti fuori di testa.

Come è logico che sia io lavoro in un campo-di-concentramento/call-center-outbound. Ho un numero di serie che mi identifica rispetto agli altri, un cubicolo in cui sono inserito con un computer più vecchio di me prossimo alla pensione, delle cuffie nuove ammuffite ed un capo donna/mastino urlante armato di frusta «Lavorate schiavi se no vi frusto!» di cui bisogna avere paura.

«Ignota! Non hai fatto nessuna vendita oggi!»
Io la guarda provando a non aver paura «No padrona, mi chiudono sempre il telefono in faccia mandandomi a quel paese, come facc…»
«Silenzio!» segue un colpo di frusta «Mi spieghi che ci vieni a fare a lavoro se non lavori?»
Inizio a farmi piccolo piccolo «beh sa ci sta la disoccupazione e quelle poche briciole che racimolo qui mi servono.»
«Tutte scuse! Vai nell’angolino insieme agli altri, faccia al muro sino a quando non te lo dico io!»
«Sì certo padrona, tutto quello che vuole lei.»
Poi segue la solita occhiataccia in stile mastino-pronto-a-sbranarti verso tutti per incrementare le vendite.

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