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Archive for novembre, 2011

Avviso di disservizio #1

30 novembre, 2011 | | No Comment


Angolo incasinato

Il mio piccolo angolo sperduto nel web è un po’ incasinato ora.
Forse quelli del call center mi hanno trovato e ora vogliono farmi la festa.

Tenterò di aggiustarlo a breve.

Sto lavorando per voi, e non sono neppure pagato!

L’opinione di Ignota #4

28 novembre, 2011 | | No Comment


Varie opinioni (serie e non) parte I

Questo è un elenco sparso di quello che penso:

1 – Sembra che l’attuale stile di vita imposto dal sistema spinga la gente ad essere più “competitivi” e “intraprendenti”. Questo significa diventare più aggressivi e opportunisti per ottenere i propri obbiettivi.
Allo stato attuale l’obbiettivo primario di ogni persona è “sopravvivere” giorno dopo giorno alla crisi.
Allo stesso tempo se si direzione questa “aggressività” verso l’ordine costituito, vieni represso con altra “aggressività”.
Morale della favola —> sì “intraprendente” verso gli altri, ma non verso chi te lo dice.

2 – Perché privatizzare i servizi pubblici?
Se un servizio diventa privato non c’è più bisogno dello stato. Non essendoci bisogno dello stato non ci sarà bisogno di avere un paese con sua identità, essendo mancante lo stato stesso. Non essendoci identità allora se ne può creare una nuova, come per esempio una confederazione di stati senza identità precisa.
Sarebbe una conquista senza guerre, ma con furti d’identità come obbiettivo. Chi riunisce questi stati creerebbe un’unico paese.
Qui mi trovo perplesso, perché essere un unico paese potrebbe essere un bene come un male.
Questo comunque è un esemmpio molto estremizzato.

3 – Perché devo comprare a cinquecento euro qualcosa che all’estero viene prodotto con cinque?
Mi fa davvero ridere questa cosa.
Io mi affanno e fatico a guadagnarmi quei pochi spiccoli che poi spenderò per un oggetto che in verità costa dieci, se non cento volte meno.
Allo stesso modo dall’altra parte del mondo si affannano e faticano per guadagnare molto meno di me, producendo un prodotto che vale dieci volte il loro stipendio qui dove viviamo.
Loro producono un prodotto equivalente a cinque euro.
Noi compriamo lo stesso prodotto per cinquecento euro.
Mi sento truffato.

P.S. Oggi mi sono preso un po’ sul serio.

(Sopra)Vivere nel call center #6

27 novembre, 2011 | | 1 Comment

La Stalker – Parte I

«Presto! Scappiamo Saverio!»
Due operatori correvano lungo i corridori cercando un buco dove nascondersi.
«Di qua Antonio, di qua!» Saverio aprì la porta del bagno per gli uomini «qui lei non ci troverà.»
«Ne sei sicuro? E’ un mostro quella.» erano col fiatone per la corsa.
«Proviamoci.» Entrarono e rimasero in attesa.
Saverio guardava dal buco della serratura per essere sicuro di scamparla. Passò una figura magra e bassa, aveva un naso aquilino con un neo prominente sulla punta e dei capelli rossi unti. Questa si guardò intorno per poi passare avanti.
«Sì, è andata via la Stalker, siamo salvi» disse a bassa voce mentre l’altro tirava un sospiro di sollievo.
La porta d’improvviso si aprì «Ah! Eccovi qui sfaticati!» urlò la Stalker con fare maligno mentre il vento faceva svolazzare i suoi capelli.
Una smorfia di terrore e paura sì disegno sul viso dei due mentre gridavano per la disperazione «Nooooooooo! Vogliamo tornare a casa! Noooooo!»

«Ignota, hai saputo di Saverio e Antonio? Del team della Stalker?»
«No, cosa gli è successo?» chiesi a Castaldi dopo aver concluso una vendita.
«La loro team leader li ha trovati mentre tentavano di tornare a casa dopo la fine del turno.»
«Oh no, non sono riusciti a scappare, poveracci» ero davvero rammaricato per loro. Quella team leader era tremenda, era famosa in tutto il call center.
«Già» si voltò verso l’altro collega di cubicolo «hei Germano, posso chiederti una cosa?»
Lui si tolse le cuffie «dimmi, cosa c’è?»
«Tu hai lavorato con la Stalker, com’è?»
Iniziò a respirare ansioso «p-perché me lo chiedi?»
«Per sapere com’è» aggiunsi io «noi abbiamo sempre lavorato con il capomastinodonna.»
«E siete stati fortunati!» con tono concitato «quella è un mostro! Lei vive qui dentro e pretende che i suoi operatori facciano lo stesso. Controllava ogni singola parola che ci dicevamo. Se tornavamo a casa lei alle sei del mattino ti chiamava per chiederti se tornavi a lavoro, anche di domenica e se stavi male. Ti ossessiona in ogni istante, dentro e fuori di qui. O vivevi come voleva lei o ti perseguitava sino all’inverosimile» era visibilmente agitato.
«Hei calmati, non c’è lei ora Germano» Castaldi dicendo così tentò di tranquillizzarlo «abbiamo solo una team leader fissata con le frustate e che abbaia» ridemmo a questa sua battuta. In fondo c’era andata bene.

«Schiavi! Basta parlare! Devo darvi una comunicazione!» iniziò a gridare il nostro capomastinodonna mentre agitava in aria la frusta «Sarò assente per una settimana da lavoro, causa depulcificazione impellente» iniziò a grattarsi «sarò sostituita da una nostra carissima e amatissima team leader.»
In quel momento Germano divenne pallido in volto «no….» Tremava, gli occhi sgranati per la paura, divenne pallidissimo.
«Ciao a tutti sfaticati» disse con tono stridulo la Stalker «sarò la vostra nuova amata team leader.»
«Nooooooo!» Urlò il mio collega. Nel terrore si alzò di scatto per scappare via scontrandosi contro un muro senza volerlo. Cadde a terra.
«Oh guarda chi c’è, Germano» disse il mostro sopra di lui «ci divertiremo un mondo insieme» seguì una risata gutturale surreale.

Un nuovo incubo era iniziato.

I consigli di Ignota #4

25 novembre, 2011 | | No Comment

Ignoranza is the way parte III

Ultimo preziosissimo consiglio in regalo per essere un perfetto ignorante e vivere felice in questo mondo oscenamente stupido.

L’importanza di tenere gli altri ignoranti!

Ma certo, è ovvio! Come puoi essere un ignorante perfetto se non vivi insieme ad altri ignoranti come te? Non puoi!
Da qui nasce la necessità di distribuire ignoranza, stupidaggine e pacchianeria alla gente, grandi e piccoli, donne e uomini. Bisogna difendere con le unghie e con i denti questo piccolo magico mondo fatato immaginario, per farlo tutti devono essere ignoranti.

Ma tu, ignorante come una tegola in cantina, che cosa puoi fare per migliorare le cose? Cosa puoi fare per rendere felici gli infelici che sanno tutto?
Queste domande hanno una vasta gamma di risposte:

1 – Dai l’esempio! Mostrati fiero della tua ignoranza! Fiero di vivere nell’ignoranza! Fiero di non sapere le cose, anche quando saperle ti migliorerebbe la vita! Tanto la tua vita va già bene, non sai che ci sta di meglio e persone migliori in giro;

2 – Parla male del nuovo! Il nuovo è un pericolo! Il nuovo fa pensare e pensare porta all’infelicità! Solo quando il nuovo è distribuito per farti diventare ancora più ignorante di quello che sei è buono!

3 – Insegna ai tuoi figli di concentrarsi su cose quotidiane e stupide! Perché leggere, scrivere, informarsi e combattere in quello che credi quando puoi nascere, mangiare, lavorare, guardare la tv, divertirti, fare famiglia, morire senza scopo nella vita ma felice?

4 – Aiuta gli altri ignoranti! Bisogna aiutarsi tra ignoranti! Sopratutto a fare carriera! Un ignorante in qualsiasi posto di dirigente è un buon partito! Sopratutto se ci tiene tantissimo che tu, uomo o donna senza pensiero, sia ancora più ignorante! Così lui vivrà felice sopra di te e tu sotto di lui dicendogli ogni giorno grazie per la spazzatura che ti lancia.

5 – Se aspiri ad essere un re tra gli ignoranti, è facile! Convinciti di essere il migliore e rendi ignoranti i tuoi amici, familiari e tutti quelli che ti circondano.
L’ignoranza è tutta intorno a te.

Cambia il mondo!
Be ignorant!

P.S. Attenzione ad una distribuzione eccessiva di ignoranza. Può causare medici incapaci di curarti. Usare con cautela. Sì raccomanda di avere un piano di fuga in caso la gente diventasse intelligente.
Se sei così ignorante da pensare che tutti abbiano i prosciutti negli occhi non è colpa mia.

(Sopra)Vivere nel call center #5

24 novembre, 2011 | | No Comment


La pazzia di Cornelia

E’ molto dura la vita di un operatore. Tentare e ritentare di vendere contratti su contratti non è facile. Ricevere continui no, insulti, incazzature ed altro ancora da potenziali clienti è davvero frustante.
Tutto questo può portare alla pazzia.

«Hei Ignota, hai sentito di Cornelia?»
«No, cos’è successo?» domandai al mio collega Castaldi.
Si guardò intorno, come per dirmi un segreto «dicono che sia diventata pazza, prova a vendere a chiunque gli capiti a tiro di voce.»
Conoscevo Cornelia di persona. Era una brava ragazza, dagli occhi verdi e i capelli corvini, i modi gentili e posata. Prima di entrare in quella bolgia aveva da poco finito il liceo col massimo dei voti. Doveva andare all’università, ma non poteva permettersela.
«Dai, spero che stai scherzando.»
«Non sto scherzando, è vero, è diventata pazza.»
«Letteralmente pazza, davvero» aggiunse Anna, stava nel cubicolo dietro di me «ricordate quando aveva bisogno di soldi per pagare le spese mediche a sua madre?»
«Sì me lo ricordo» rispose Castaldi.
«Ecco» continuò Anna «da allora iniziò a fare doppi turni, a vendere senza sosta, superando pure le soglie del bonus per tre mesi di fila anche.»
«Ah però, brava Cornelia» commentai io.
«Pausa caffè!» urlò il capomastinodonna «e sbrigatevi a prendere questo caffè, avete dieci minuti d’aria!»

Invece di andare come sempre in sala relax, andai in cortile. Lì di solito c’era il team di Cornelia, desideravo parlargli. Era seduta vicino al cancello elettrificato del complesso. Trovai strano vedere i suoi colleghi distanti da lei, ammassati.
«Hei Cornelia!»
Lei si voltò lentamente, era come la ricordavo, bella ma con delle occhiaie in più.
«Ciao Ignota! Come stai? Tutto bene?» mi sorrise come faceva sempre.
«Tutto bene, ultimamente il lavoro però è più stressante del solito.»
«Sì, come ti capisco. E’ dura a volte vendere» fece una breve pausa sospirando «Sai noi della Truffaldini Associati diamo ai nostri clienti un pacchetto agevolatissimo per chiamare in tutto il mondo spendendo la modica cifra di cinque paperelle come scatto alla risposta per chiamate illimitate!»
Rimasi un attimo interdetto «eh… Si questo lo so… E’ il pacchetto Paperelle Senza Pensieri.»
«Esatto! Vedo che anche tu conosci i nostri prodotti! Cosa aspetti! Attivati con noi!» era euforica, con gli occhi sgranati e un sorriso stampato in faccia.
Capì che per l’ennesima volta dovevo salvarmi dai mille pericoli di quel call center infernale.
Fu un colpo di fortuna l’arrivo di Renchi. Mi aveva seguito per parlarmi dell’episodio dell’altra volta.
«Hei Ignota hai un minuto?» Domandò con tono stanco.
Di scatto faccio un passo di lato indicando il mio sfortunato collega «lui è più interessato di me!»
«Benissimo!» disse ad alta voce la pazza «venga con noi, si attivi ora e solo ora Paperelle Senza Pensieri! Con un contributo mensile di venti paperelle potrai avere chiamate illimitate verso tutti e…» Era un fiume in piena. Cornelia iniziò a parlare come una macchinetta per macinare il caffè. Ormai lui era in trappola. L’operazione macina cervello era iniziata.
Io lentamente, senza farmi notare, mi allontanai con passo felpato.

Dopo venti minuti Cornelia la pazza si fermò «allora si attiva?»
«Sì…» rispose Renchi a mo’ di zombie «mi attivo ora…»
Con un sorriso diabolico e gli occhi spiritati lei continuò la vendita «Benissimo stimatissimo signor Renchi!»

I consigli di Ignota #3

23 novembre, 2011 | | 1 Comment

Ignoranza is the way parte II

Essere ignorante non è una cosa di tutti giorni.
E’ un’attività da compiere nel tempo, con costanza e dedizione. Non si diventa grandi ignoranti in un istante, ma in anni e anni di ignoranza e perseveranza.

Ascolta quello che ti dico adesso aspirante testa vuota, sarai sempre felice così:

1 – Per essere un perfetto ignorante non ti devi mai porre domande. Anzi le devi pure evitare! Mai e poi mai cercare risposte o tentare di darle! Non sia mai che un perfetto ignorante conosca qualcosa;

2 – Dato che non rispondi e non ti poni domande, quello che dirai, da brava ameba umana, sarà sempre vero! Perché non hai dubbi, è sempre vero quello che dici;

3 – Poco importa delle esigenze degli altri, tu non vuoi sapere e non vuoi domandare. L’importante è quello che vuoi sul momento, qualsiasi cosa sia;

4 – Sì felice di stare in mezzo ad altri come te, ignoranti come una mattonella rotta. Voi siete legione!

Ma perché chiedersi ancora se è meglio essere ignoranti o no?
Essere ignoranti significa essere felici, essere sempre sorridente.

Guardate quelle grige persone colte, quelle che conoscono sempre la risposta a tutto. Sono tristi, col volto allungato e lo sguardo spento. Proprio perché sanno tutto né sono tristi ed amareggiati, sconfortati dalla verità.

Gli ignoranti invece no! Non sanno! Sono felici di non sapere.
Sono felici di non sapere di essere presi in giro e di essere derubati.
Perché chiedersi di che cosa fanno dei loro soldi, sopratutto quando ridono mentre lo fanno quando puoi essere felice nel non saperlo?

L’ignoranza è un dono, vivetelo e condividetelo.

P.S. Come nel consiglio precedente non mi assumo responsabilità sugli effetti collaterali di quello sopra scritto. Se sei così ignorante dal non chiederti come mai rido mentre leggi non è mica colpa mia…

L’opinione di Ignota #3

22 novembre, 2011 | | No Comment

Voglio le donne al potere

Questa è una opinione seria.

Parlo di Magda Alia al-Mahdy, un’attivista egiziana molto coraggiosa, poiché per protesta ha pubblicato foto sue che la ritraggono nuda.
Parlo anche delle Femen, un movimento di protesta ucraino. Sono giovani donne, manifestano il loro dissenso attraverso il loro nudo.

Che cosa hanno in comune queste donne, queste universitarie all’apparenza libertine?
La loro emancipazione.

Una donna emancipata può mettere paura in un contesto maschile. Sopratutto se questo succede in paesi dov’è comune il senso di oggetto ed inferiorità delle donne.
In Messico gli stupri da parte di militari e sequestratori di autobus è un dato di fatto. In Ucraina le ragazze sono merce di turismo sessuale. In Egitto i militari possono effettuare il test di verginità con le mani e spesso sono oggetti di molestie in strada.

A mio parare c’è bisogno di queste donne, perché di donne e non di ragazzine sto parlando, che hanno il coraggio di prendere proprie iniziative senza farsi comandare da persona alcuna. Di dimostrare che possono e vogliono fare tutto ciò che serve per togliere le maschere di ipocrisia.
In Egitto il nudo viene usato in modo commerciale, una studentessa che si mette nuda è da condannare, questa è ipocrisia.
In Ucraina esiste il turismo sessuale verso giovani donne e considerate oggetto, ma non possono manifestare in topless per strada contro tutto questo, altra ipocrisia.

Ripeto, secondo me c’è bisogno di queste donne ovunque, in Italia più che mai. C’è bisogno di donne sessualmente libere, come la nuova presidentessa dell’Islanda, per migliorare le cose e liberarci per sempre dalle ipocrisie.

Fonti:
– http://www.giornalettismo.com/archives/170521/chi-ha-paura-del-nudo-di-aliaa/2/
– http://it.wikipedia.org/wiki/FEMEN
– http://www.agoravox.it/Silenzio-complice-sequestri-e.html
– http://www.corriere.it/esteri/09_gennaio_29/capo_governo_lesbica_offeddu_defb86b8-edd2-11dd-b7db-00144f02aabc.shtml

N.B.
Non ho trovato recenti notizie sull’Islanda dopo la loro rivoluzione silenziosa capeggiata da questa meravigliosa donna.

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